Il nuovo Arcadia A100+

Al Salone di Cannes la “nuova vita” di Arcadia. Venduto in Inghilterra l’eco-yacht A100+

di Sergio Troise
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NAPOLI - Suscitò un certo scalpore, nel maggio scorso, l’assenza di Arcadia allo Yachting Rendez-Vous di Viareggio, evento dedicato alla nautica di lusso, in cui l’innovazione e l’avanguardia tecnologica, elementi chiave della produzione del cantiere napoletano, avrebbero potuto recitare un ruolo di primo piano. Ma i fatti dicono che quell’assenza non ha minimamente influito sul rafforzamento dell’immagine di questa azienda coraggiosa, che si propone sulla scena internazionale con un’idea capace di coniugare lusso e senso etico, compiacimento e rispetto ambientale, correndo il rischio (evidentemente ben calcolato) di non piacere necessariamente a tutti.

La prova del successo viene da quanto avvenuto quasi in concomitanza con l’evento viareggino: a metà maggio, infatti, Arcadia partecipò, a Milano, al Montenapoleone Yacht Club, una sorta di salone nautico virtuale, imperniato sull’esposizione di modelli in scala e, soprattutto, su incontri tra operatori del lusso e potenziali clienti. In quell’occasione il cantiere che sette anni fa ebbe l’intuizione di annientare il confine tra interni ed esterni, creando a bordo delle sue imbarcazioni un solo spazio, annunciò il suo nuovo percorso, mirato alla realizzazione di imbarcazioni sempre più grandi, fino a 145 piedi. E rivelò il progetto A100+, una evoluzione del già noto A100.

Il nuovo super yacht sarà presentato al prossimo Salone di Cannes (12-17 settembre). Intanto, ad appena due mesi dalla presentazione del progetto, è stato già ordinato da un armatore inglese che ne aveva esaminato i contenuti a Milano. “La vendita dell’A100+ - informa una nota del cantiere – rappresenta per Arcadia Yachts un altro eccellente traguardo, che conferma il posizionamento forte e radicato sul mercato britannico dopo la vendita dell’unità numero 12 dell’A85 proprio a un armatore inglese”.

L’ A100+ è il primo progetto nato, dopo sei anni di collaborazione con Francesco Guida, con lo studio di design milanese Hot Lab gestito da Michele Dragoni, Enrico Lumini e Antonio Romano, provenienti rispettivamente dal mondo dell’auto, dell’architettura e del design, con buona esperienza anche in campo nautico, ma forse per la prima volta pronti a cimentarsi su un progetto anticonformista, come tutte le creazioni di Arcadia. «Li abbiamo scelti – ha spiegato il Ceo del cantiere Ugo Pellegrino – con la convinzione che siano in grado di soddisfare la nostra esigenza, cioè disporre di alte competenze tecniche ma anche della capacità di costruire una relazione con il cliente fondata su ascolto ed empatia».

Le anticipazioni fornite dal cantiere rivelano che l’A100+ è in pratica una evoluzione dell’A100 presentato nel 2016 a Cannes, del quale rispetta le misure (la lunghezza è di 30 metri) e le linee “mascoline”, sfaccettate e nette, sapientemente armonizzate con gli spazi di convivialità e con le grandi aree all’aperto. L’ambiente naturale non viene solamente esaltato ma anche, e forse soprattutto, rispettato grazie alle ampie aperture che limitano l’uso dell’aria condizionata, ai pannelli solari integrati nella sovrastruttura e all’ampio utilizzo di soluzioni vetrate ad altissimo isolamento termico. Ciò detto, sono cinque le soluzioni proposte per il layout degli interni, a partire dalla classica cabina armatoriale più quattro cabine ospiti, per un totale di dieci persone comodamente alloggiate a bordo.

Come tutti gli yacht di Arcadia, anche l’A100+ sfrutta una carena semi-planante in vetroresina su scafo NPL, sigla di National Physical Laboratory of England, l’istituto britannico con cui il cantiere ha collaborato per determinare la migliore efficienza idrodinamica. “Ciò – informa Arcadia Yacht – ha portato eccellenti risultati in termini di tenuta di mare, di riduzione del rumore e delle vibrazioni, per un comfort senza paragoni”.

Tra gli obiettivi perseguiti, anche le prestazioni e l’efficienza in rapporto alla potenza limitata e alla carena, che è comoda e confortevole, anche se ben lontana da quelle degli yacht plananti. Un’impresa già ampiamente riuscita con l’A100, che raggiunge la velocità massima di 18 nodi (16 di crociera) con due Man V8-1000. L’ideale per crociere a lungo raggio. A 14 nodi, tra l’altro, il consumo dichiarato è di soli 150 litri/h e a 10 nodi si riduce ulteriormente a 50 litri/h, di gran lunga inferiore rispetto a yacht di pari dimensioni.
 

 

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Martedì 8 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 11-08-2017 10:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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