Un rendering della mobilità del futuro secondo Michelin

Michelin Movin'On, a Montreal il punto sull'eco-mobilità con focus sui temi che influenzano il futuro

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MONTREAL - Nata nel 1998 con la denominazione Challenge Bibendum, la conferenza mondiale sulla mobilità organizzata periodicamente da Michelin - che ha contribuito in questi anni a dibattere e sviluppare soluzioni per il futuro di questo importantissimo settore - diventa da quest'anno Movin'On. L'evento si è aperto il 13 giugno a Montreal e la fitta agenda di tre giorni di conferenze, incontri e workshop permetterà a produttori di veicoli, fornitori del settore automotive, aziende di energia e di servizi, società finanziarie, agenzie governative, organizzazioni non-profit e non governative, influencer e giornalisti di confrontarsi su temi di grande attualità - come il rispetto degli obiettivi sulla riduzione del riscaldamento globale - ma anche su argomenti, come il futuro della guida autonoma e della mobilità condivisa, che influenzeranno nei prossimi anni la vita di miliardi di persone.

Dal 1992, anno della nascita del primo pneumatico 'verde', Michelin condivide la visione di una mobilità efficace e sostenibile al servizio della migliore circolazione di persone e beni, sviluppando soluzioni per rendere la mobilità sempre più accessibile, pulita, sicura e connessa. A Montreal il Gruppo Michelin - leader mondiale come produttore di pneumatici a basso consumo energetico con 111.700 persone occupate in 171 Paesi - presenterà in dettaglio nell'ambito di Movin'On le sue proposte per ripensare e migliorare la mobilità al traguardo del 2030, quando il 60% della popolazione vivrà nelle grandi aree metropolitane.

Una road map estremamente complessa e articolata, che dovrà tener conto della difficile situazione in cui ci troviamo, visto che attualmente avremmo bisogno delle risorse prodotte dalla Terra 'moltiplicate' però per 1,6.
In occasione della Conferenza COP21 - nel novembre del 2015 - Michelin si era impegnata a ridurre del 20% l'impronta del carbonio dei propri pneumatici nel periodo 2010-2030, per 'tagliare' le emissioni di CO2 di 30 milioni di tonnellate e a ridurre l'impatto ambientale dei propri stabilimenti e centri di tecnologia del 50% tra il 2005 e il 2020 sostenendo lo sviluppo di energia rinnovabile (alla fine del 2016 Michelin ha fatto segnare in quest'ultimo ambito una riduzione del 43%).

Oggi il Gruppo francese utilizza al minimo le risorse per ridurne l'impatto sull'ambiente e sulla società e mette a disposizione dei costruttori di auto e dei clienti pneumatici con altissimi livelli di performance dal primo all'ultimo chilometro di percorrenza. L'obiettivo è di offrire non solo un alto e costante livello di sicurezza, ma anche un sensibile risparmio di carburante, grazie alla bassa resistenza al rotolamento e alla accresciuta durata. Una strategia, questa, che permette di limitare il consumo di materie prime, diminuire le emissioni di CO2 e utilizzare le gomme più a lungo e in sicurezza.

La durata delle prestazioni del pneumatico nel tempo permette di limitare il consumo di materie prime e contribuisce al contenimento delle emissioni di CO2, responsabili di una percentuale dall'85 al 98% dell'impronta del carbonio dovuta alla resistenza al rotolamento. È questa impronta che Michelin si impegna a ridurre del 20% tra il 2010 e il 2030.
 

 

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Giovedì 15 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 16-06-2017 11:08 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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