Civic 10 e lode, Al volante della “classe media” Honda: comportamento brillante, tanta efficienza

di Giampiero Bottino
BARCELLONA - A volte, soprattutto ma non solo in Italia, le automobili Honda danno l’impressione di procedere in Europa con il freno a mano tirato, “accontentandosi” di un ruolo inferiore a quello che sarebbe lecito attendersi dal leader mondiale della produzione di motori, campo nel quale a decenni di esperienza maturata nelle più importanti competizioni motoristiche (dalla F1 al Moto GP) si affianca un’attività che copre l’intero scibile umano: i motori Honda non solo viaggiano, corrono, volano e navigano, ma sono protagonisti nel mondo agricolo e sanno persino rendere più facile e proficuo il lavoro dei boscaioli. Se c’è un modello capace di dettare il cambio di passo, questo è la Civic, un’auto che incarna l’essenza stessa dei valori del marchio: sulla breccia dal 1972 senza mai cambiare nome, ha dato un contributo decisivo al traguardo dei 100 milioni di unità prodotte – in 53 anni – che Honda ha tagliato a dicembre.
 
 


Giunta alla decima generazione, la Civic ha tutto quello che serve per consolidare un’escalation europea certificata dalla crescita del 20,8% registrato nel 2016: un look moderno e grintoso, una piattaforma tutta nuova che migliora ulteriormente le già eccellenti doti dinamiche, grazie anche alla sintonia con una gamma motori dalla spiccata attitudine sportiva, condita però da un’adeguata dose di sobrietà e di attenzione all’ambiente. Le caratteristiche estetiche e il comportamento stradale che abbiamo potuto verificare nel corso della prova di guida dicono chiaramente che nel mirino della nuova Civic – che comunque è e resta un prodotto globale – c’è soprattutto la clientela del Vecchio Continente, come ha detto chiaramente uno dei responsabili del suo sviluppo, Hideki Matsumoto: «Con la generazione numero 10 volevamo un veicolo di standard europeo, da configurare nelle versioni Coupé a 3 porte, Sedan a 4, Hatchback due volumi e 5 porte, oltre che nella declinazione Type R ad alte prestazioni».

Quest’ultima, svelata al Salone di Ginevra e spinta dai 320 cv e dai 400 Nm di coppia massima del 2.0 Vtec Turbo, rappresenta in un certo senso la punta di diamante di quello che viene presentato come il più impegnativo progetto nella storia del marchio, che ha assorbito un terzo degli investimenti in Ricerca & Sviluppo. Una sforzo senza precedenti, peraltro giustificato dagli obiettivi assegnati al team incaricato di realizzare la nuova vettura che doveva essere non solo la più sportiva delle Civic, ma anche – e non è poco – la migliore Honda di sempre. Non avendo le conoscenze necessarie per ripercorre criticamente la storia del marchio, non siamo in grado di fare paragoni con il passato, ma certamente la nuova berlina compatta (è lunga 4.518mm, 136 in più della precedente di cui però è più bassa di 30 mm) ha pienamente convinto con le motorizzazioni disponibili in occasione della presentazione ufficiale, entrambe a benzina: il 3 cilindri 1.0 da 129 cv e il 4 cilindri 1.5 al quale i 182 cv regalano un temperamento esuberante, a nostro avviso più godibile con il cambio manuale a 6 marce che con l’automatico Cvt a variazione continua.

All’eccellente equilibrio tra prestazioni e piacere della guida hanno contribuito i miglioramenti tecnici che vanno dallo sterzo più diretto – condivide la tecnologia con l’icona sportiva Nsx – alle sospensioni ridisegnate (a richiesta anche adattative a controllo elettronico), dal centro di gravità ribassato al più massiccio impiego di acciai ad alta resistenza (passati da 6 al 21%) che ha consentito di ridurre di 16 kg il peso della scocca, rendendola al tempo stesso più rigida del 52%.

Sono numeri che tradiscono una vocazione europea che la vettura conferma anche con la carta d’identità: nasce infatti nella fabbrica inglese di Swindon, che un investimento di 270 milioni di euro è stata trasformata nell’hub globale per la produzione delle due versioni – la Hatchback 5 porte e la Type R – più vicine ai gusti dei consumatori europei, ma destinate a raggiungere i 170 Paesi che si sono spartite le 620.000 Civic vendute nel 2016.
A una meccanica sofisticata corrisponde una dotazione elettronica altrettanto evoluta. Per quanto riguarda la connettività, la compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay consente di integrare nella vettura i più diffusi smartphone, riproducendone le icone (e utilizzandone le relative funzioni) sul nuovo touch screen da 7 pollici che rappresenta l’interfaccia del sistema di infomobilità Honda Connect 2. A livello di sicurezza, la principale novità è costituita da Honda Sensing, di serie sull’intera gamma italiana, che raggruppa un cospicuo numero di dispositivi di assistenza alla guida e di sicurezza attiva volti a prevenire l’eventualità di un sinistro o ad attenuarne le conseguenze.

Ciascuna delle motorizzazioni è presente nel listino italiano con tre distinti allestimenti. Nel caso del 3 cilindri troviamo i livelli Comfort ed Elegance (implementabili con il pacchetto Navi che costa 750 e 500 euro rispettivamente, mentre per la versione Executive c’è il pack Premium da 1.000 euro. Il benzina 1.5 è invece disponibile nelle versioni Sport, Sport+ e Prestige che, con un prezzo di 29.900 euro, si colloca al vertice di un listino che parte da 22.500 euro.
 
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Mercoledì 3 Maggio 2017, 11:50
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