Ford a ruote alte, a volante dell’America dei truck che si trovano solo in patria

di Nicola Desiderio
MONTEREY - L’America su strada, quella di freeway infinite e paesaggi che vanno dagli skyline delle grandi città ai boschi, dai deserti fino alle coste oceaniche, come quelle che si snodano intorno a Monterey e ospitano una volta all’anno il famoso concorso d’eleganza di Pebble Beach. In un’altra stagione, ma con un sole degno del Golden State, abbiamo guidato proprio qui le più americane delle Ford, ovvero i Suv e i pick-up che, con tutta la globalizzazione della gamma, hanno dimensioni che non hanno in nessun’altra parte del mondo.


E in nessun’altra occasione avremmo avuto occasione di provarli tutti insieme. A cominciare dal più piccolo: l’Explorer Sport, lungo “appena” 5 metri a 4 centimetri e spinto da uno degli emblemi della Ford di questi tempi, il V6 3,5 litri biturbo della famiglia EcoBoost che eroga 365 cv e una coppia di 475 Nm a 3.500 giri/min. È il miglior simbolo del downsizing, almeno in questo perché per il resto non può certo parlare di ridimensionamento. E infatti dentro lo spazio è di quelli principeschi e anche per le finiture e i materiali di certo non ci si può lamentare. Si notano persino alcune affinità con le Ford che siamo abituati a guidare noi in Europa. Della Explorer ci piace molto il motore, che ha coppia da vendere, ma anche una bella grinta e una sonorità che non tutti i V6 hanno. E poi anche il cambio automatico a 6 rapporti è dolce, ma veloce.

L’Explorer col V6 o con il motore di Mustang e Focus RS. Ma quello che ci ha sorpreso di più è lo sterzo, perché è pronto, preciso e anche il carico non è americano. A voler trovare il pelo dell’uovo, il ritorno è un po’ brusco, ma basta tenere sempre le mani a contatto con la corona per non sentirlo scivolare più velocemente di quello che ci aspetteremmo. Ma tornando al motore, è lo stesso che la Ford he deciso di montare sulla Fusion, ovvero la Mondeo americana, nella nuova versione Sport con la trazione integrale, uno dei cavalli di battagli di Ford anche da noi. Ci sarebbe da divertirsi davvero. Roba da Focus RS e da Mustang è invece il 4 cilindri 2,3 litri, ma qui è un più mite con i suoi 280 cv e 420 Nm che tuttavia non si arrendono neppure con 2,1 tonnellate di macchina. Quando un motore va bene per auto così diverse vuol dire una cosa sola: è un motore ben progettato.

La Expedition, il gigante del comfort. Dopo la small – si fa per dire – arriva la medium con la Expedition: 5,23 metri che possono diventare anche 5,61 metri. Un vero mastodonte il cui stile squadrato è davvero americano e nella struttura è fatto alla vecchia maniera, ovvero con il telaio separato dalla scocca. E si vede dal dato di traino che ammonta a quasi 4.200 kg e un peso a vuoto che nel peggiore dei casi supera i 25 quintali. Anche qui c’è il V6 3.5 biturbo della famiglia EcoBoost, ma la coppia sale a ben 570 Nm a soli 2.500 giri/min. La Expedition è un vero incrociatore, pieno di opulenza e che si muove ovviamente con meno agilità del fratellino, ma dove vince a mani basse è sul comfort, in particolare quello delle sospensioni che, grazie anche agli ammortizzatori a controllo elettronico, la fanno passare come nulla fosse su qualsiasi sconnessione. Non a caso questa è la base della Lincoln Navigator, ovvero il pezzo più pregiato del marchio di lusso.

La più amata dagli americani è un numero. Ma passiamo ai pezzi forti, ovvero i pick-up dove la Ford è l’incontrastato leader mondiale e ovviamente in patria, dove domina il mercato da 40 anni con la sua F-Series che anche per l’anno appena passato è di gran lunga il veicolo più venduto negli USA con 780mila unità. La punta di diamante commerciale e tecnologica è l’F-150, soprattutto da quando ha la scocca in alluminio di derivazione militare che ha permesso di alleggerirlo di circa 3 tonnellate. E il risultato si sente immediatamente alla guida dove i 5,89 metri dell’F-150 si muovono con insospettabile agilità anche con il motore più piccolo e che, fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe visto su un’auto di queste dimensioni e di questo tipo: un V6 2.7 turbo da 325 cv che non ci comporta affatto male, ma la sua sonorità fa pensare più a due 3 cilindri che al V6 3.5 biturbo da 365 cv e 570 Nm. Questo sì che, così come sui Suv, si fa valere e si sposa con un cambio di rara dolcezza che si aziona con la classica leva sulla destra del piantone e reca anche il pulsante per la funzione traino. Quanto potrebbe portarsi dietro questa F-150? Tenetevi forte: oltre 5 tonnellate e mezzo.

Con il classico V8 all’americana. Ma non è tutto perché si passa ai Superduty e c’è l’F-250, una montagna ancora più grande: è lungo 6,27 metri ed alta più di due metri. Dentro si capisce subito che è un’altra macchina, anche dall’abitacolo che ha uno stile meno evoluto, non solo perché questo è più mezzo di lavoro, ma anche per l’ergonomia, decisamente più conservatrice. Un carattere che è anche nel motore: un sano e robusto V8 a benzina di 6,2 litri con distribuzione monoalbero centrale, aste e bilanceri e 2 valvole per cilindro che tira fuori 385 cv e 549 Nm, ma soprattutto ha il sound che ci si aspetta da un’auto americana, semplicemente esagerata, a tal punto da potersi portare a spasso quasi 7 tonnellate.

Ma il più forte di tutti ha il diesel. Che cosa pretendere di più? La F-350 spinta da un V8 6.7 ma a gasolio. Aprendo lo sportellino del carburante si trova anche il bocchettone per l’AdBlue. Al contrario dell’unità a benzina, è piuttosto sofisticata: ha l’alimentazione common rail a 2.000 bar con iniettori piezoelettrici, la distribuzione a 4 valvole per cilindro e la sovralimentazione biturbo a doppio stadio realizzata con una turbina a doppia entrata. Ha 440 cv, ma soprattutto una coppia di 860 libbre per piede che, tradotti in newtonmetri, si legge 1.166. Roba da sradicare una sequoia. Il suono è cupo, meno stuzzicante e rabbioso, del fratellone a benzina di uguale frazionamento, ma la spinta è di quelle che non si possono dimenticare. Potrebbe trainare 7.400 kg ovvero 5 Mondeo. Il giro sul luna park dell’auto americana è finito, ma rimane sul palato quel sapore esotico di aver provato auto americane fino al midollo in un contesto dove, sentendosi a proprio agio, fanno sentire anche chi le guida a casa propria.
 
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Venerdì 22 Gennaio 2016, 15:19
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