Rio grande, Kia lancia la 4^ generazione della sua compatta venduta in oltre 140 paesi

di Giampiero Bottino
LISBONA - Un modello vincente, con un ruolo strategico per un marchio che persegue con determinazione un ambizioso piano di rafforzamento in Europa, dove in otto anni di crescita consecutiva – dal 2008 al 2016 – ha praticamente raddoppiato le vendite, da 225.000 a 436.000 unità. E la festa non è ancora finita, visto che gli obiettivi parlano di superare le 450.000 consegne nel 2017 per tagliare l’anno prossimo lo storico traguardo del mezzo milione di immatricolazioni a livello continentale.

La casa automobilistica decisa a conquistare l’Europa è la Kia, e il modello su cui scommette per riuscire nell’impresa è la quarta generazione della Rio. Una vettura interamente nuova che sembra fatta apposta per convincere il pubblico del Vecchio Continente, non solo perché si inserisce nel segmento B, quello delle piccole auto che rappresenta la fetta più grossa del mercato europeo (e a maggiori ragione di quello italiano). Del resto, bastano i numeri a sottolinearne l’importanza per il brand, visto che, con 450.000 unità consegnate nel mondo lo scorso anno, occupa il secondo posto nella classifica delle vendite di marca, con un peso del 15% sulle immatricolazioni globali. E il fatto che in Europa occupi un un gradino più basso (è terza, preceduta da Sportage e Cee’d) non ne sminuisce l’importanza, anche perché alla nuova Rio viene attribuito il potenziale di insidiare i due modelli che oggi la precedono.

Trattandosi di un prodotto globale destinato a raggiungere quasi tutti i 140 mercati in cui Kia è presente, la produzione resterà concentrata in Corea. Ciò non toglie, però, che ogni dettaglio estetico e funzionale della nuova piccola tradisca l’attenzione che i progettisti hanno riservato ai gusti e alle esigenze – particolarmente elevate – dei consumatori europei. Cresciuta in lunghezza (4.065 mm, 15 in più), la nuova Rio conferma questa attenzione con il look gradevolmente incisivo, il comfort che risente positivamente dello spazio a disposizione di passeggeri e bagagli (i 325 litri del relativo vano – che può crescere fino a 980 litri – si collocano ai vertici della categoria), la dinamica di guida che testimonia di un assetto equilibrato e beneficia di motori brillanti ed efficienti, la ricchezza di equipaggiamenti tecnologici spesso al debutto nella categoria di pertinenza, in coerenza con la tendenza degli automobilisti europei (nata con la crisi globale del 2008 e poi consolidata per scelta) a scendere di categoria, ma senza accettare rinunce in termini di sicurezza, qualità della vita a bordo e connettività. Nella gamma motori, la principale (e apprezzabile) novità è rappresentata dal 3 cilindri turbo 1.0 T-Gdi declinato nelle potenze di 100 e 120 cv, quest’ultima destinata alla Gt Line che arriverà dopo il lancio e nel 2018 sarà abbinata un cambio automatico alternativo all’attuale trasmissione manuale a 6 rapporti.

Nella variante con 100 cv e cambio a 5 marce disponibile per la prova la Rio si è rivelata sobria e brillante, pronta e convincente nel rispondere sia alle sollecitazioni dell’acceleratore sia agli impulsi dello sterzo, immune da quel mix di vibrazioni e rumorosità che rappresenta spesso il punto debole dei 3 cilindri. Oltre a questa motorizzazione, probabilmente la più gettonata a livello europeo, chi preferisce i benzina potrà optare per il già noto 1.2 Mpi da 84 cv (anche in versione bi-fuel a Gpl), mentre a rappresentare la propulsione a gasolio troviamo il turbodiesel 1.4 Crdi da 77 o 90 cv.

A livello di sicurezza, la nuova Rio si propone come punto di riferimento grazie all’Adas (Advanced driver assistance system), il pacchetto opzionale (purtroppo) che – oltre all’allarme per l’abbandono involontario della corsia di marcia – porta per la prima volta nel segmento B la frenata autonoma di emergenza con sistema radar e funzione di riconoscimento pedoni. Un elenco destinato ad allungarsi successivamente con il controllo dell’angolo cieco, il monitoraggio del grado di attenzione del guidatore e la gestione automatica degli abbaglianti. Sono invece standard i nuovi dispositivi di dosaggio automatico della frenata in curva e di eliminazione delle oscillazioni della vettura in caso di frenata d’emergenza.

Mobilità e connettività trovano l’espressione più completa nel sistema opzionale con il display touch screen flottante da 7 pollici (alternativo a quello standard da 5”) che, grazie alla compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay, consente di integrare nella vettura i più diffusi smartphone e di accedere tramite il sistema di navigazione ai Kia Connected Services sviluppati da TomTom. Solo alla presentazione nazionale prevista nell’ultima settimana di febbraio saranno comunicati la composizione della gamma Rio italiana e del relativo listino, che – ci assicurano – sarà comunque allineato alle dirette concorrenti i cui prezzi di partenza (al netto di eventuali promozioni che tendono a rendere sempre più aleatoria la credibilità dei listini ufficiali) sono mediamene compresi tra il 12.000 e i 13.000 euro.
 
 

 
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Lunedì 13 Febbraio 2017, 20:03
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