Rolls-Royce Phantom, per festeggiare i 100 anni del modello ecco la Centenary Private Collection: solo 25 esemplari a tre milioni di euro
«Il nostro “prodotto”, se mi passate questo termine così rude, non è solo una macchina meravigliosa, ma l’intera esperienza del lusso», sintetizza Chris Brownridge, l'elegantissimo 51enne Ceo della Rolls-Royce. Ogni limousine è praticamente una fuoriserie: «Non produciamo auto se qualcuno non ci chiede di farlo», sintetizza. E, infatti, anche la Phantom Centenary Private Collection, un’edizione limitata di 25 esemplari della versione del secolo della prima vettura dello Spirit of Ecstasy, anche se in realtà il prototipo risale al 1923, risponde a questa logica.
Tutti gli esemplari sono già stati venduti da tempo e dieci sono rimasti in Europa, nessuno in Italia, pare. Il blasonato marchio britannico di proprietà del gruppo Bmw (ne ha rilevato i diritti nel 1998 e l’intera produzione dal 2003) è comprensibilmente molto protettivo nei confronti dei propri clienti. Ragione per la quale non rivela i prezzi né le destinazioni delle Rolls-Royce prodotte. Qualcosa, però, trapela: ogni veicolo della sesta Private Collection dovrebbe costare attorno ai 3 milioni di euro.
E a differenza di quanto accade di solito, quando la divisione Bespoke asseconda praticamente ogni tipo di richiesta dei futuri proprietari (dalla vernice della carrozzeria in tinta con il rossetto al legno dell’albero preferito impiegato per gli interni, solo per citare qualche esempio), la sola personalizzazione possibile è la disposizione del volante: a destra o a sinistra. La Phantom del secolo non vanta novità meccaniche e monta il non indifferente e convenzionale (si fa per dire) V12 da 6.75 litri che la spinge fino a 250 km/h, tra l'altro con un’accelerazione da 0 a 100 orari di 5,4”, non male per una limousine che sfiora i 6 metri di lunghezza.

L’esclusivissima Private Collection, che viene prodotta nell’atelier (una fabbrica è davvero un’altra cosa) di Goodwood, ha richiesto 3 anni di sviluppo e 40.000 ore di lavoro. Il tempo necessario per studiare disegni e materiali e per trovare le soluzioni per avere cuciture e giunture perfette, destinate a durare. «Vogliamo gratificare i nostri azionisti e creare valore per i nostri clienti», puntualizza Brownridge. Lo Spirit of Ecstasy che caratterizza e impreziosisce il frontale è in oro 18 carati «per garantirne la resistenza», ma placcato a 24 per «una finitura impeccabile e anti-ossidazione». La gloriosa statuetta, necessariamente a scomparsa, ha beneficiato anche di una punzonatura dedicata da parte dell'Hallmarking & Assay Office di Londra. La stesso “scudo” che riporta il logo RR presenta una lavorazione in oro e smalto bianco e compare per la prima volta sia sulle fiancate sia davanti sia dietro.
Esternamente, a parte la caleidoscopica vernice bitono bianca e nera con polvere di cristalli – una sorta di smoking automobilistico – ci sono anche i curiosi cerchi, ognuno dei quali è caratterizzato da 25 linee circolari che richiamo il numero degli esemplari e che, sommati, danno gli anni della Phantom. La limousine è una sorta di museo su ruote, perché attraverso tessuti disegnati in sartoria, sofisticati ricami, pelle incisa al laser e lavorazioni del legno all’avanguardia, come intarsi in 3D, dorature e stratificazioni di inchiostro, l’abitacolo ripercorre la storia, gli eventi, i personaggi e i luoghi che hanno trasformato la Phantom e la Rolls-Royce in ciò che è. Ossia la quintessenza del lusso. È un racconto in 77 “puntate”, naturalmente evidenziate da altro oro, questa volta laminato a 24 carati, impiegato anche sulle portiere. I due sedili anteriori sono in pelle bianca, quelli posteriori – indubbiamente “sopra le righe” esibiscono queste incredibili lavorazioni artigianali. La divisione Bespoke si prende tutto il tempo che serve per verificare non solo cosa è possibile fare, ma soprattutto se quello che si può fare è destinato a durare.

«Vogliamo creare auto senza tempo», dicono a Goodwood. Il sito è mimetizzato nel verde, a due passi dal circuito. La mensa per i lavoratori (circa 2.500, mentre il paese non arriva a 4 mila anime) sembra un ristorante di rango elevato. Karl Marx avrebbe faticato a elaborare la tesi sull’alienazione alla catena di montaggio della Rolls-Royce, dove ogni addetto indossa la sua polo nera con il nome di battesimo e dove a ogni stazione il sistema si ferma oltre mezz’ora. È per questo che vengono assemblate fino a un massimo di 30 limousine al giorno, tutte sulla stessa linea. Da quando è nel gruppo Bmw, Rolls-Royce sta conoscendo una nuova giovinezza e, soprattutto, sta raccogliendo consensi, tanto che in questo primo scorcio del terzo millennio i volumi sono cresciuti da mille a seimila unità l’anno. Il marchio ha appena deciso un investimento di 300 milioni di sterline, quasi 390 milioni di euro: «Ma non per aumentare la produzione – avverte il Ceo – bensì per ampliare la nostra capacità di personalizzare le auto per andare incontro alle richieste dei nostri clienti».




