Alex Marquez e Zarco, paurosi incidenti a Barcellona. Piloti all'ospedale, Di Giannantonio vince la gara
Dall’arena di Barcellona esce vittorioso il pilota romano Di Giannantonio. Per Fabio, 28 anni il prossimo 10 ottobre, è il secondo trionfo nella classe regina dopo quello ottenuto due anni e mezzo fa a Losail, in Qatar, sempre con Ducati ma del team Gresini. Questa in corso, invece, è per Diggia la terza stagione con i colori della VR46, la squadra di Valentino Rossi che ieri era in pista a festeggiare l’impresa. Per Di Giannantonio è un 2026 speciale, il momento migliore della sua carriera. È infatti terzo in classifica generale, alle spalle del tandem dell’Aprilia ufficiale, quindi è anche il primo dei ducatisti.
E il ritardo da recuperare non è certo impossibile: Bezzecchi ha 142 punti, Martin 127, Fabio 116, solo 26 lunghezze dopo 6 gare. Il campionato, che era partito nel segno di Noale e del Bez che hanno infilato i primi 3 centri di fila, nelle ultime 4 tappe ha visto altrettanti vincitori diversi. Il GP di Barcellona è stato lungo e impegnativo, con momenti di agghiacciante paura. Per vedere la bandiera a scacchi è servita un’ora e mezza, un tempo da F1. La corrida, infatti, è stata fermata con 2 bandiere rosse per altrettanti drammatici incidenti che hanno fatto temere il peggio.
Il semaforo, così, su uno dei tracciati dove la partenza è più pericolosa perché si stacca a ventaglio ad oltre 300 all’ora, si è dovuto spegnere per ben 3 volte. La metà gara iniziale era filata via liscia con una battaglia ravvicinata per il comando. Era in testa la Ktm di Acosta, ma Alex Marquez stava rimontando ed era pronto al sorpasso. Sul rettilineo di ritorno, dove si toccano velocità importanti, all’improvviso, alla moto austriaca si è formato il motore senza preavviso, forse per un problema elettrico.
In condizioni normali tutti avrebbero sfilato il giovane spagnolo, ma Alex era la sua ombra e non ha fatto in tempo a scartarlo. I pezzi della Ducati sono volati via, ma il pilota non è caduto e la moto è finita sul prato in pieno rettilineo, dove non ci sono vie di fuga. Apriti cielo, è successo il patatrac. Marquez ha iniziato a rotolare sull’erba ad una velocità folle, con il tosto muretto a fianco. La moto, invece, si è impuntata e ha iniziato una spaventosa carambola disintegrandosi letteralmente. Pezzi di carbonio, alluminio e quant’altro piovevano dal cielo andando a colpire i piloti che seguivano.
Mir con la Honda si salvava, la Ducati di Diggia veniva centrata dello ruota anteriore, con tanto di freno e forcella attaccata, e scaraventata in terra. Zarco veniva colpito sulla gamba sinistra. Alex era immediatamente soccorso, ma i sanitari lo trattavano a lungo sul posto, prima di portarlo al centro medico del circuito e poi all’ospedale. Qualche frattura già operata, ma pare nulla di drammatico: al fratello di Marc è andata decisamente bene. Nuova partenza come se nulla fosse accaduto e alla prima frenata Zarco ha tamponato Marini e le due Honda hanno portato nella ghiaia anche la rossa di Bagnaia.
Con il volo a quasi 300 all’ora, la peggio è toccata al francese con la gamba sinistra finita incastrata fra i rottami. Altra lunga interruzione per soccorrere il pilota e portare, anche lui, all’ospedale. Terzo via e il finale diventava incandescente. Il romano tagliava il traguardo per primo, dietro di lui teneva la seconda piazza Mir, che si difendeva da Aldeguer ed Ogura in rabbiosa rimonta. Poi Bagnaia e Bezzecchi che acquisivano una posizione insperata. Acosta veniva atterrato dal giapponese che subiva la penalizzazione, Mir retrocesso per la pressione delle gomme: per i due italiani 3 posizioni guadagnate in un lampo. Oggi a Montmelò giornata di test, fra due settimane al Mugello il GP d’Italia. Forse tornerà Marc, per Alex e Johann bisognerà vedere.

