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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Hamilton in Ungheria: sguardo basso e occhiali da sole

Ferrari, la monoposto migliora ma Hamilton e Leclerc sono una coppia infelice

di Giorgio Ursicino

In meno di sei mesi 14 gran premi, una sosta proprio ci voleva. Il bilancio della Ferrari non è certo disastroso, ma deficitario sì. Guardando il bicchiere mezzo pieno, non si può ignorare che Maranello è la seconda forza nel Mondiale Costruttori dietro una McLaren indubbiamente inarrivabile, destinata a battere tutti i record stabiliti da Woking, anche quando al volante c’erano due monumenti come Prost e Senna. Fra i meno ottimisti che lo vedono mezzo vuoto, sicuramente ci sono Lewis e Charles che erano partiti con tutt’altre ambizioni. Già nel 2024 la Rossa era stata in corsa per l’iride riservato alle squadre e quest’anno il target non tanto celato era il doppio titolo, un bottino che manca dai tempi di Schumacher, Montezemolo e Todt. Come dire una vita fa, quasi un ventennio.

La coppia di piloti si annunciava fortissima: da una parte, il driver più vincente di tutti i tempi, dall’altra il predestinato cresciuto in casa che ha vinto tutto nelle formule inferiori. Invece, niente di tutto questo e, mentre la stagione ha imboccato il tramonto, la Rossa non è riuscita a vincere lo straccio di una gara. Da questo punto di vista un mezzo disastro poiché l’impresa è stata centrata dalla Red Bull di super Max e pure dalla Mercedes di Russell. I ragazzi che s’infilano nell’abitacolo, per motivi diversi, hanno il morale sotto i tacchi e non potranno che beneficiare della sosta agostana. Intanto c’è da capire cosa è successo alla SF-25 di Laclerc a Budapest che è cambiata dal giorno alla notte dopo aver montato il terzo set di gomme.

Se c’è stato qualsiasi tipo di problema al telaio, in realtà siamo messi bene, perché per i primi 40 giri la Ferrari è andata come la McLaren, quindi ci sarebbe da ben sperare per le gare rimanenti. Resta però lo spettro che la Rossa abbia tenuto un ritmo tanto consistente in quanto ha affrontato l’inizio della corsa con un assetto esageratamente basso che esalta il carico, ma consuma il fondo. I tecnici hanno valutato, attraverso i tanti algoritmi, che il consumo del pattino era a rischio squalifica e, per alzare la SF-25, hanno gonfiato l’ultimo treno di gomme come canotti rimandando in pista Charles con un gommone invece di un razzo. Fosse così, ci sarebbe da preoccuparsi.

Tornando ai piloti c’è poco da stare allegri perché si tratta della coppia più infelice del mondo. Lewis sta vivendo un incubo e, come dichiarato in Ungheria, ha perso totalmente fiducia in se stesso tanto da arrivare a dire: «Forse la Ferrari dovrebbe cambiare pilota...». Che un 7 volte campione del mondo, che ha fatto più di 100 pole e vinto oltre 100 GP, pensi qualcosa del genere significa che è alla disperazione. All’inizio Hamilton incolpava la vettura sicuramente nata sotto una cattiva stella. Nelle ultime gare, però, il confronto con il monegasco è diventato improponibile, sia in prova che in gara.

Per uscire della situazione il britannico deve resettare e magari conquistare qualche podio nel resto della stagione per non iniziare il 2026 senza la minima fiducia in se stesso. Charles vive la situazione opposta: l’ego certo non gli manca, ma la sopportazione è colma e la stanchezza di dover aspettare ormai fuori controllo. Dal punto di vista della guida il ragazzo è ineccepibile, ma l’approccio non è proprio disteso quando è nell’abitacolo ed anche appena sceso dalla macchina. Anche lui ha bisogno di uno scatto o rischia di finire in un vortice.

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martedì 5 agosto 2025 - Ultimo aggiornamento: 07-08-2025 09:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA