Ferrari SF-26, svelata l'arma del rilancio: primi giri di Hamilton e Leclerc a Fiorano
Come ogni anno, il grande giorno è arrivato. Ieri, fra Maranello e Fiorano, l’atmosfera si scaldata assai perché è stata svelata la SF-26, l’ennesima arma del riscatto Ferrari. Un ripartenza che però è diventata quasi obbligatoria visto che corre verso i due decenni il periodo di astinenza da Mondiale, sia Piloti che Costruttori fa poca differenza. L’entusiasmo dei tifosi aggrappati alle reti del circuito è enorme, sembra si arrivi da un trionfante filotto vincente. A rendere vero l’impossibile è il grande amore per il Cavallino e, più che mai, la partenza di un diverso ciclo tecnico che questa volta è veramente rivoluzionario.
Dei vecchi e striscianti bolidi ad effetto suolo non è rimasto nulla e, visto che della deludente SF-25 c’era ben poco da salvare, arriva come una manna il cambiamento totale che ha dato possibilità agli ingegneri di partire da un foglio completamente bianco per inventare la nuova Rossa. Rosso e bianco, su questi due nostalgici colori si è puntato per risorgere anche a livello estetico per una Ferrari che appare sempre molto bella prima di iniziare le ostilità. La tradizionalissima tinta base, che accompagna i capolavori della Motor Valley sin dagli esordi, è tornata ad una tonalità più brillante, mentre il bianco candido ha guadagnato spazio, andando a conquistare tutta la zona che circonda l’abitacolo, ben oltre la copertura del motore.
Questa inedita grafica, anche ai meno giovani, porta la memoria ad oltre mezzo secolo fa quando un Cavallino rosso-bianco, cavalcato da Niki Lauda, tornò al successo dopo un lungo periodo altrettanto amaro. Era l’epoca eroica della 321T firmata dal mitico Mauro Forghieri. Emozioni sì, ma per vincere serve tanta sostanza, specialmente in un’era dove sono impegnati nel Circus alcuni dei più grandi costruttori mondiali entusiasti di aver trasformato, un affascinate, ma costoso gioco brucia soldi, in un asset capace di creare business e quindi valore. Con l’aiuto degli americani di Liberty Media specialisti nel manovrare gli affari.
Insomma, per emergere bisogna confrontarsi e batterli con colossi come Mercedes, Honda, Ford, Audi, Cadillac ed anche Toyota sempre più presente nella livrea della Haas. La SF-26 è il primo progetto sotto la direzione tecnica di Loic Serra, l’ingegnere francese, come il team principal Frederic Vasseur, strappato alla corazzata di Toto Wolff. Le nuove power unit, che impressionano per quanto sono cambiate, sono invece opera del tecnico tricolore Enrico Gualtieri. Gli occhi vanno sul nuovo gioiello anche se nell’attuale F1 nulla è definitivo e diversi aspetti cambieranno prima di sbarcare a Melbourne dove, fra poco più di un mese, si disputerà il primo GP dell’anno.
Le monoposto, per regolamento, devono essere più corte, più strette e più leggere, con pneumatici di dimensione più contenuta, l’aerodinamica attiva e la rottamazione dei canali Venturi all’interno delle pance che, a livello spettacolare, non hanno garantito i vantaggi sperati. Con un frullatore del genere, ovvio che c’è tanto da scoprire, rendendo la formula più incerta che mai. Ora la componente elettrica della power unit è potente quanto quella termica (350 kW ciascuna, estratti da un carburante al 100% “ecologico”). Proprio su questo punto c’è molta tensione perché i motoristi della Mercedes pare si siano infilati in una piega del regolamento che garantisce indubbi vantaggi ma sarebbe perfettamente regolare. Audi, Honda e anche Ferrari, come ha ribadito ieri proprio Gualtieri, sperano che si faccia chiarezza prima di iniziare a giocare.
Sia come sia, la SF-26 ha soluzioni originali, alcune della quali ispirate alla dominatrice McLaren e riprese anche dalla Mercedes W17. Le sospensioni cambiano marcia, tutte e quattro emigrano dallo schema pull-rod a push-rod, una scelta intrapresa anche dalla concorrenza senza più la necessità dell’effetto suolo. Il muso è più alto, ha i piloni che sostengono l’ala allargati per far passare l’aria, le bocche di raffreddamento, sia dei radiatori che del propulsore, restano triangolari, mentre la pinna è seghettata. Manager e piloti hanno parlato, ma la parola d’ordine è stare abbottonati viste le delusioni. «È presto per le aspettative, ma la squadra ha lavorato bene». Hamilton sente odore di rivincita: «In tutta la carriera non ho mai assistito ad un cambiamento tanto epocale. Correre per la Ferrari è ancora un sogno». Leclerc resta alla finestra: «Sfruttare l’energia sarà la sfida, siamo tutti molto motivati».

