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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Kimi Antonelli bacia la coppa del vincitore del Gran Premio di Cina

Kimi Antonelli: «Bella gara, sono felice. Ma mi stava venendo un infarto quando sono uscito di pista»

di Giorgio Ursicino

Quando David Coulthard gli ha passato il microfono per le interviste di rito ai piedi del podio, Kimi aveva i lacrimoni. «Scusate, ma sono onesto: non riesco a parlare, sto piangendo...». Per un attimo cede alla scontata emozione di un ragazzo appena maggiorenne, prima di riprendere in pugno la situazione, tornando lucido e freddo. «Devo ringraziare il mio team, sono loro che mi hanno consentito di realizzare un sogno». Il bambino prodigio sa bene l’importanza della squadra e che cura nei minimi dettagli. Prima della partenza ha abbracciato tutti i membri dell’equipe presenti sulla griglia, i meccanici prima di tutto.

Poi, lo scaltro Toto Wolff, grande Richelieu della favola Antonelli, ha rinunciato a prendersi le luci della ribalta spedendo sul podio in rappresentanza di Stoccarda Peter Bonnington, detto “Bono”, il tutore ed ingegnere di pista di Kimi. Da abilissimo regista qual’è, il team principal e non solo della Mercedes non si è lasciato sfuggire l’occasione di rendere ancora più indimenticabili le foto della premiazione. L’ingegnere anglosassone, prima di seguire Andrea, ha accompagnato tutti i mille trionfi di Hamilton con le Frecce d’Argento e, visto che sul podio è tornato dopo la parentesi più lunga anche Lewis, l’immagine segna un simbolico passaggio del testimone fra i due assi del volante.

«Sono veramente felice, volevo riportare l’Italia in vetta e ci sono riuscito anche se nel finale ho provato a farmi venire un infarto bloccando le ruote e finendo fuori pista. Comunque è stata una bella gara». Il bolognese congela l’euforia e inizia a parlare da adulto, da sportivo navigato: «Non è stata facile. La partenza è andata bene, forse ho coperto esageratamente l’interno della prima curva e ho lasciato troppo spazio alle Ferrari. In gara il passo era buono e sono riuscito a vincere».

Poi entra ancora di più nel dettaglio, sempre molto obiettivo: «I precedenti scatti al semaforo erano stati da incubo, al via mi ha sfilato solo Lewis e non è andata male. Con le gomme medie ho cercato di gestire anche se George aveva più passo di me, con la hard, invece, sono andato forte. Nel finale ho fatto un errore, è andata bene ma non dovrò più ripeterlo in futuro». Poi la conclusione guardando avanti: «Mi sono sentito bene in macchina, ero a mio agio, sono riuscito a rimanere tranquillo. Nella ripartenza dopo la safety car abbiamo faticato a rimettere i pneumatici in temperatura, la Ferrari ha fatto meglio di noi.

Una volta scaldate le gomme, il ritmo c’era, avevo la situazione sotto controllo. Dedico la vittoria alla mia famiglia e a tutti quelli che mi seguono. Sono riuscito a centrare uno dei miei obiettivi e questo ti dà confidenza, adesso avrò un approccio diverso, più consapevole del mio potenziale. Certo non sarà facile battere George e gli altri, dobbiamo continuare a martellare: questo è solo l’inizio, bisogna continuare così». Il trionfo di Antonelli riporta il sorriso anche sul volto di un deluso Verstappen: «Certo che sono contento per Kimi. Era nell’aria e, certamente, non sarà l’ultima...». Per ultimo il suo vate, il manager che lo ha ingaggiato quando era un pulcino e correva sui kart, ha sempre creduto in lui e gli ha affidato a soli 18 anni la monoposto che era di Hamilton. Tagliato il traguardo Kimi ha detto a Wolff di avercela fatta. Toto ha risposto via radio: «Figlio mio...».

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lunedì 16 marzo 2026 - Ultimo aggiornamento: 17-03-2026 10:56 | © RIPRODUZIONE RISERVATA