Norris, un fulmine ad Abu Dhabi: vincere per il titolo. Ma Verstappen e Piastri ancora sperano
Ultima mano. Il Gran Premio di Abu Dhabi a Yas Marina, in programma domani alle 14, assegnerà uno dei Campionati più combattuti e appassionanti dei 75 anni di storia della Formula 1. Ormai si sa, sono ancora tre i moschettieri in lotta per il titolo. I due ragazzi papaya di Andrea Stella e Zak Brown, con l’astronave che ha asfaltato il Mondiale Costruttori vinto già a Singapore con 6 gare d’anticipo. E super Max lanciato per diventare «il pilota più vincente di tutti tempi» nonostante la perdita di Adrian Newey e Christian Horner. Verstappen ha già messo in cassaforte 4 corone consecutive e 70 GP, davanti ha solo Hamilton e Schumacher che, a 28 anni come l’olandese, un bottino del genere potevano soltanto sognarlo.
Sulla carta l’orange può fare pokerissimo, mettendo le mani sul quinto scettro di fila, impresa finora riuscita solo a Michael con la Ferrari. Le chance, però, non sono uguali per tutti. Norris ha 408 punti, contro i 396 del pericoloso driver della Red Bull e i 392 del compagno di squadra australiano. Se non si parlasse di F1 dove si vive a 300 orari, per Lando potrebbe sembrare una passeggiata: gli basta arrivare terzo, con anche davanti i suoi avversari diretti, per concludere l’opera. Facile, facile. Ma non è così, basta chiedere a Fernando Alonso che nel 2010, proprio qui a Yas Marina, si presentò come capofila della graduatoria, ma arrivò soltanto settimo al traguardo rimanendo per tantissimi giri imbottigliato dietro la Renault dell’anonimo Vitalij Petrov senza riuscire a superarlo.
Addio sogni di gloria. E sul muretto del Cavallino, a pilotare lo spagnolo, c’era proprio Andrea Stella... In effetti le possibilità per Oscar non sembrano tante, mentre Max ci crede perché uno come lui è infallibile quando non c’è prova d’appello. Ma all’olandese non basta vincere, serve un aiuto della dea bendata. L’inglese non dovrebbe infatti arrivare nelle due posizioni dietro di lui, ed una di queste difficilmente sarà occupata dal cangurino perché Brown in persona ha dichiarato che a questo punto «le famose “papaya rules” sarebbero pronte per essere buttate nel cestino». Sia come sia, Lando sembra aver scelto l’approccio: nessun calcolo, sfruttare la vettura migliore per andarsi a prendere il gradino più alto del podio della gara e, di conseguenza, anche tutto il panettone.
Si faranno dei calcoli solo se sarà necessario. Il britannico ha dalla sua una monoposto perfetta, in grado di sussurrare agli pneumatici e che si adatta perfettamente al layout di Abu Dhabi. Non è certo un caso che lo scorso anno l’accoppiata Norris-McLaren s’impose a Yas Marina, andandosi a prendere il Mondiale Costruttori ai danni della Ferrari. Ieri Lando è stato dominante: primo in entrambe le sessioni di prove libere. Alle sue spalle, manco a dirlo, Verstappen, che però nella prima ora è stato staccato di pochi millesimi, mentre nella seconda il divario è stato preoccupante: quasi 4 decimi sul giro secco e ancor di più nella simulazione gara.
Max un po’ preoccupato è, ma non si è certo abbattuto: ormai è abituato a rimontare durante il weekend, mentre la papaya funziona da subito e poi può proseguire per piccoli aggiustamenti. Queste macchine più le abbassi e più volano, ma gli ingegneri di Woking dovranno stare lontani da tutti i pericoli perché è ancora dolorosa la doppia squalifica di Las Vegas. L’obiettivo è scattare in testa, fare gara solitaria ed andare a festeggiare. Essendo pronti però a gestire un panorama diverso. Se servirà Piastri dovrà rassegnarsi a dare una mano perché, come detto, le papaya rules, all’ultima mano, non valgono più...

