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AGV Pista GP R3, a Misano il nuovo casco racing: massima protezione dagli impatti obliqui grazie al sistema AGV Sphera

di Francesco Irace
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In occasione del GP di Misano della MotoGP dello scorso weekend, AGV ha lanciato il nuovo casco Pista GP R3. Nello specifico, a partire dalle prove libere del venerdì del Gran Premio di Misano, i piloti AGV di MotoGP, Moto2 e Moto3 hanno iniziato a indossare l'evoluzione di un prodotto che, dalla sua introduzione nel 2011, ha rappresentato uno dei riferimenti nel mondo dei caschi da pista.

La principale innovazione del Pista GP R3 (sempre con calotta in fibra di carbonio) riguarda un importante aspetto legato alla sicurezza. Il casco rispetta ora i requisiti del nuovo standard FIM FRHPhe-02, il più recente protocollo della Federazione Internazionale del Motociclismo per i caschi racing: un’omologazione che pone particolare attenzione alla gestione degli impatti obliqui, considerati tra gli aspetti più delicati nella valutazione della sicurezza di un casco da competizione. Ora il casco adotta ora l'innovativo sistema Sphera con tecnologia RLS, acronimo di Release Layer System. Il principio è quello di intervenire sulle conseguenze degli impatti obliqui, che possono imprimere alla testa accelerazioni rotazionali potenzialmente dannose per il cervello. In caso di urto, infatti, il cranio e il casco possono essere messi in rotazione, mentre il cervello, sospeso nel liquido cerebrospinale, tende a seguire quel movimento con un leggero ritardo. È questa differenza di movimento a generare sollecitazioni che possono contribuire a provocare lesioni. 

AGV Sphera è stato progettato per limitare la rotazione trasmessa alla testa già nelle prime fasi dell’impatto. Il sistema prevede un guscio esterno applicato alla calotta e separato da essa attraverso una matrice di centinaia di microsfere. In caso di impatto obliquo con il terreno o con un ostacolo, il guscio può distaccarsi in modo controllato, dissipando parte dell’energia e contribuendo a ridurre la rotazione trasmessa alla testa. Secondo i test condotti da organismi indipendenti, la tecnologia ha evidenziato una riduzione di sei volte del rischio di concussione cerebrale rispetto a una configurazione priva del sistema.

Ma il lavoro svolto sul Pista GP R3 non si è limitato alla sicurezza. Una parte importante dello sviluppo ha riguardato l’aerodinamica, con prove in galleria del vento e successive verifiche in pista affidate anche ai piloti della MotoGP, coinvolti direttamente nelle fasi di affinamento del casco. L’attenzione non è stata rivolta soltanto alla penetrazione frontale, ma anche a una situazione tipica della guida in circuito: la percorrenza di curva, quando il pilota mantiene la testa ruotata verso il punto di corda e l’uscita. In questa posizione, sul casco agiscono forze aerodinamiche laterali che possono influenzare il comportamento della moto e aumentare l’affaticamento del pilota. Per questo motivo lo spoiler è stato completamente rivisto, sia nelle dimensioni sia nel disegno delle superfici laterali, con l’obiettivo di ridurre il drag e migliorare la neutralità aerodinamica complessiva.

Aggiornamenti significativi riguardano anche la ventilazione. Le nuove prese d’aria sono realizzate in Grilamid, un materiale composito che combina leggerezza e resistenza meccanica, mentre gli estrattori posteriori sono stati ridisegnati per ottimizzare il flusso dell’aria in uscita dalla calotta. Sul fronte del comfort, il Pista GP R3 adotta interni nuovi, più avvolgenti ed ergonomici, studiati per migliorare la sensazione di vestibilità e libertà di movimento. Anche la visiera, da sempre uno degli elementi caratterizzanti della piattaforma Pista GP, è stata ulteriormente evoluta. Il sistema mantiene un ampio campo visivo, sia orizzontale sia verticale, ma introduce un visore spesso fino a 5 millimetri e un meccanismo di apertura con una forza di ritenzione maggiore, pensato per ridurre al minimo il rischio di aperture accidentali in caso di impatto.

Il risultato, dunque, è un casco che, pur introducendo nuove tecnologie e raggiungendo il più recente standard di omologazione FIM, mantiene il peso del predecessore. 

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martedì 15 settembre 2026 - Ultimo aggiornamento: 16:23 | © RIPRODUZIONE RISERVATA