Tutto il kit FoamFlex

Hyundai, l’obiettivo è proteggere il pianeta. Il progetto Mission Blue è sbarcato a Livorno

di Michele Montesano
  • condividi l'articolo

LIVORNO - Quella dell’automotive è solamente la punta dell’iceberg di Hyundai. In realtà la multinazionale sudcoreana spazia su diversi settori che vanno dalla produzione di acciaio, con cui vengono costruite le stesse vetture, passando alla realizzazione di navi fino ad arrivare alla robotica con il colosso del tech Boston Dynamics. Settori che rappresentano appieno la visione “Progress for Humanity” di Hyundai impegnata in un percorso verso una mobilità più sostenibile e in grado di generare benefici concreti alla vita dell’essere umano e dell’ambiente che lo circonda.

Il progetto Mission to Blue incarna alla perfezione tale approccio portando la Casa automobilistica asiatica a lasciare momentaneamente le strade per approdare lungo le coste toscane. Dopo il debutto dello scorso anno a Milano, l’iniziativa è sbarcata a Livorno: tra le città portuali più importanti d’Italia ma anche prossima al Santurio Pelagos, le cui acque custodiscono uno degli ecosistemi più ricchi del Mediterraneo. Qui trovano rifugio cetacei, tartarughe marine, delfini stanziali, posidonia oceanica e persino colonie di corallo rosso. L’iniziativa voluta da Water Defenders Alliance, coordinata da LifeGate, ha l’obiettivo di difendere le acque territoriali dall’inquinamento di microplastiche e sversamenti accidentali di oli e idrocarburi. 

Hyundai ha deciso di contribuire a questo progetto mettendo a disposizione della Marina di Livorno una soluzione totalmente Made in Italy. Si tratta di un Kit FoamFlex, sviluppato e brevettato dalla PMI clean-tech T1 Solutions. Il sistema è composto da dieci grandi spugne, realizzate in polietanuro espanso, progettate per catturare oli e idrocarburi senza assorbire l’acqua. Un solo chilogrammo di FoamFlex, certificato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica come materiale chimicamente inerte, può assorbire fino a 6.000 kg di sostanze inquinanti nel suo ciclo di vita perché riutilizzato fino a 200 volte.

Studiato per interventi rapidi e sicuri, basta appoggiare queste speciali spugne sulla superficie dell’acqua contaminata per assorbire le sostanze nocive. Poi, tramite l’apposito strizzatore, si possono raccogliere gli idrocarburi che verranno immessi nella filiera degli oli esausti. Un progetto che va oltre il mondo dell’automotive e che conferma l’impegno di Hyundai nel contribuire attivamente alla salvaguardia di un patrimonio prezioso come il mare.

  • condividi l'articolo
lunedì 20 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 14:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA