La stazine di rifornimento a idrogeno di Carugate est

Auto a idrogeno, fare rifornimento in Italia diventa più facile: stazioni in crescita

di Michele Montesano
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Appurato che le auto a idrogeno sono una certezza, l’infrastruttura in Italia è ancora quasi tutta da costruire. Ad oggi sono solamente due gli impianti di rifornimento attivi nella nostra penisola, a Bolzano e Mestre. Situazione che fortunatamente è destinata a cambiare nel giro di poche settimane, grazie al piano sviluppato da Milano Serravalle - Milano Tangenziali per la realizzazione di cinque impianti tra Lombardia e Piemonte. Il progetto SerraH2Valle prevede di inaugurare entro il prossimo giugno una nuova stazione di rifornimento a Rho, sulla A50 Tangenziale Ovest in direzione Sud, due a Carrugate, sulla A51 Tangenziale Est, e altrettante a Tortona lungo la A7 Milano - Genova. L’intero investimento vale ben 55 milioni di euro ed è sostenuto da fondi del PNRR e dell’Unione Europea attraverso il programma CEF Transport Alternative Fuels Infrastructure Facility.

Ma come funziona una stazione di rifornimento? Per scoprirlo siamo andati ad osservare quello di Rho. L’idrogeno arriva attraverso i camion bombolai e viene stoccato ad altissima pressione, per consentire il passaggio in sicurezza il gas viene raffreddato fino a - 40° e poi stoccato. Tutto il circuito è monitorato costantemente attraverso sensori e termocamere, controllate sia sul posto che da remoto tramite software. Anche il rifornimento avviene ad alta pressione, a 700 bar per le autovetture e a 350 bar per i mezzi pesanti. La normativa italiana, alla stregua del metano o del GPL, non consente il self service. Per questo ogni stazione sarà presidiata, 24 ore al giorno e sette giorni su sette, da personale specializzato e formato specificatamente per la gestione degli impianti. Ogni stazione avrà una capacità nominale di circa una tonnellata di idrogeno al giorno. Cifra che può sembrare sovradimensionata, visto il solo parco auto italiano, ma che in realtà prende in considerazione gran parte del bacino europeo che, alla fine dello scorso anno, contava circa 6.000 veicoli fuel cell. Alla luce di ciò, SerraH2Valle può essere considerato un progetto strategico non solo per il Nord Italia ma per l’intera rete di trasporti europea. La posizione della stazioni lungo i corridori TEN-T (le reti transeuropee dei trasporti) creerà una continuità infrastrutturale permettendo ai mezzi pesanti, alimentati a idrogeno, di collegare il Mediterraneo al resto d’Europa, come la dorsale che unisce Genova ad Amsterdam passando per la Germania.

Secondo le stime di H2IT (l’Associazione Italiana per l’Idrogeno e Celle a Combustibile) entro il 2050 potranno circolare ben 8,5 milioni di vetture fuel cell, oltre a 20.000 autobus e 50.000 camion a idrogeno. Ma per rendere tale alimentazione più appetibile bisognerà innanzitutto implementare le stazioni di rifornimento e poi spingere sulla produzione da fonti rinnovabili. Infatti oggi gran parte dell’idrogeno è ottenuto dal metano, con un prezzo che in Italia oscilla tra o 10 e i 20 euro al chilo. Il progetto SerraH2Valle rappresenta quindi un primo passo, quasi pionieristico, verso la costruzione di una rete che punta a rendere l’idrogeno una reale e concreta alternativa per la mobilità del futuro. 

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mercoledì 3 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 18:04 | © RIPRODUZIONE RISERVATA