Byd, Altavilla: «In Europa cerchiamo fabbriche da comprare, sinergie possibili ma con benefici reciproci»
«Noi siamo interessati a tutti gli stabilimenti esistenti in Europa e i cui proprietari siano interessati a venderli». Lo sottolinea Alfredo Altavilla, special advisor di Byd Europe, a Roma per la presentazione dell'iniziativa Marco Polo Drive. Tuttavia, ricorda, «il processo produttivo di Byd è abbastanza peculiare, per cui oggettivamente è impossibile l'idea di produrre in parallelo nelle fabbriche di altri costruttori: per noi è molto più logico provare ad acquisire qualcosa da gestire in maniera autonoma».
L'ipotesi, quindi, è quella di acquisire fabbriche dismesse e riconvertirle alla produzione del costruttore cinese: un processo in cui - ammette - «la Spagna ha un'industria, una filiera e una struttura di costi estremamente competitiva». «Mai avuto interlocuzioni con il governo italiano, invece» aggiunge, precisando che «dal momento che dobbiamo trovare impianti dismessi, quelli che oggi ci sono nel nostro paese sono di proprietà di altri». Forte, invece, l'attenzione dell'indotto con centinaia di produttori di componentistica interessati a collaborare con il gruppo cinese.
«Credo che sia inevitabile collaborare con la Cina per un produttore occidentale che voglia sopravvivere nel lungo termine. Ma collaborare non significa usare il partner, significa giocare alla pari, prendendo consapevolezza del fatto che c'è in questo momento una superiorità tecnologica che l'Europa non è in grado di colmare. Non posso parlare al nome degli altri costruttori cinesi, Byd è sempre stata estremamente aperta a possibili sinergie però a condizioni che siano di vantaggio reciproco e non unilaterali» Nel frattempo, il gruppo cinese deve fare i conti con l'ipotesi della soglia del 70% di valore 'europeo' di un'automobile per godere di incentivi statali. Una mossa che viene vista da Pechino come un ostacolo artificiale per fermare la crescita tumultuosa dei brand cinesi sul mercato Ue.
«Personalmente - osserva Altavilla - non mi mporta nulla del livello» di componentistica richiesto a una vettura per godere di incentivi: «si parla del 70%, ma per me potrebbe essere anche il 65 o il 60%, noi di Byd arriviamo dove serve, il vero problema è che non sono chiare le regole con cui si stabilisce questo valore o cosa succede nei tre anni di tempo concessi per arrivare a questa soglia». «Stiamo parlando dei classici documenti fumosi in cui l'Europa si sta specializzando. Come si definiscono i valori e chi ha la responsabilità di questa certificazione, il fornitore o il costruttore? Peraltro - aggiunge il manager - questo 70% deve valere anche per i costruttori europei ma nessuno ha questo 70% oggi, perché tutti abbiamo catene di forniture globali».




