Un'auto cinese della BYD

Cina, vola l'export: a giugno vendute all'estero oltre un milione di auto. Nell'intero 2026 si va oltre i 10 milioni

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I dati diffusi dall'Amministrazione generale delle Dogane fotografano un commercio estero cinese ben oltre le attese e confermano il ruolo sempre più centrale dell'export nella strategia di crescita di Pechino. A giugno le esportazioni sono balzate del 27% su base annua, toccando il record di 412,39 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono cresciute del 36%, il ritmo più sostenuto degli ultimi cinque anni, fino a 286,76 miliardi. Il saldo commerciale si è così ampliato a 125,62 miliardi di dollari, il secondo avanzo mensile più elevato di sempre e superiore alle previsioni degli analisti.

Ma i numeri, come sempre, hanno anche una valenza politica. Il surplus commerciale con gli Stati Uniti è risalito a 28,9 miliardi di dollari dai 26 miliardi di maggio. Il dato arriva nonostante i tentativi di stabilizzazione delle relazioni economiche tra Washington e Pechino seguiti alla visita del presidente Donald Trump nella capitale cinese. Sul fronte europeo, l'avanzo con l'Unione europea è aumentato del 27% su base annua fino al massimo storico di 32,9 miliardi di dollari, mentre Bruxelles continua a chiedere un riequilibrio degli scambi e a ridurre le dipendenze strategiche dalla Cina.

A trainare la performance cinese è soprattutto la corsa globale agli investimenti nell'intelligenza artificiale, che ha alimentato la domanda di semiconduttori e apparecchiature informatiche. Le esportazioni di chip sono aumentate del 122%, il maggiore incremento degli ultimi tredici anni, mentre quelle di computer e componenti sono salite del 53%. In forte crescita anche il comparto automobilistico: per la prima volta la Cina ha esportato oltre un milione di veicoli in un solo mese, con un valore in aumento del 70%, sostenuto dall'espansione dei produttori cinesi di auto elettriche sui mercati internazionali.

Dietro alla corsa dell'export c'è soprattutto la domanda mondiale di tecnologie per l'intelligenza artificiale. L'impennata delle vendite di semiconduttori e apparecchiature informatiche riflette infatti il boom degli investimenti nei data center e nelle infrastrutture per l'Ia. Ma, osserva l'economista di Capital Economics Julian Evans-Pritchard, citato dall'Afp, la crescita del valore degli scambi è stata alimentata soprattutto dall'aumento dei prezzi dei chip, saliti per effetto della persistente scarsità di offerta, più che da un incremento delle quantità esportate. Un dato che invita a leggere con cautela una parte della performance record registrata a giugno.

Nel complesso, i dati del primo semestre restituiscono un quadro di forte espansione del commercio estero cinese. Tra gennaio e giugno le esportazioni sono aumentate del 17,6%, raggiungendo 2.120 miliardi di dollari, mentre le importazioni hanno segnato un più marcato +26,6%. Il surplus commerciale si è attestato a 575,98 miliardi di dollari, in lieve calo rispetto ai 586 miliardi dello stesso periodo del 2025, segnale che la robusta ripresa degli acquisti dall'estero ha in parte compensato il boom delle vendite sui mercati internazionali.

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mercoledì 15 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 14:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA