l’accordo tra Elli, il brand del Gruppo Volkswagen dedicato all’energia e alla ricarica, e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che segna un passaggio chiave nella trasformazione della flotta elettrica della Santa Sede

Elli accelera sull’elettrico in Vaticano: gestirà la ricarica e la flotta del parco auto della Santa Sede

di Michele Montesano
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L’elettrificazione della mobilità non si misura più soltanto nel numero di veicoli su strada, ma nella capacità di gestirli in modo efficiente, integrando ricarica, dati e costi in un unico sistema. È proprio in questa direzione che si inserisce l’accordo tra Elli, il brand del Gruppo Volkswagen dedicato all’energia e alla ricarica, e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che segna un passaggio chiave nella trasformazione della flotta elettrica della Santa Sede.

Il progetto si inserisce in un percorso avviato già nel 2024, quando il Vaticano ha iniziato a introdurre i primi veicoli elettrici della gamma Volkswagen ID, seguiti da ulteriori unità nel 2025 destinate anche ai servizi pubblici. L’obiettivo è quello di arrivare a una mobilità a impatto zero entro il 2030. In questo contesto, l’ingresso di Elli non riguarda tanto i veicoli quanto l’infrastruttura che ne consente l’utilizzo efficiente su scala quotidiana.

Attraverso la carta di ricarica Elli Mobility e la piattaforma digitale dedicata al fleet management, il Vaticano può ora accedere a oltre un milione di punti di ricarica pubblici in tutta Europa, standardizzando un processo che altrimenti sarebbe frammentato tra operatori diversi. Questo significa che i veicoli della flotta possono ricaricare sia all’interno che all’esterno dei confini della Città del Vaticano utilizzando un unico sistema, con un impatto diretto sulla semplificazione operativa e sulla prevedibilità dei costi.

Il fulcro dell’accordo è rappresentato dalla piattaforma Elli Fleet Charging, che consente una gestione centralizzata di tutte le attività legate alla ricarica: dall’assegnazione delle carte al monitoraggio delle sessioni, dal tracciamento dei consumi energetici fino alla gestione dei pagamenti e della fatturazione. In sostanza, la ricarica diventa un processo misurabile e integrato, trasformandosi da variabile complessa a voce di costo controllabile.

Se da un lato l’introduzione dei veicoli elettrici rappresenta il primo step della transizione, dall’altro è proprio la gestione operativa quotidiana a determinare l’efficienza reale di una flotta. Non a caso, secondo i dati di Elli, molte aziende europee si trovano ancora in una fase iniziale, utilizzando strumenti non dedicati come fogli di calcolo e rinunciando così a importanti margini di ottimizzazione.

In questo scenario si inserisce la visione espressa da Giovanni Palazzo, CEO di Elli, che ha sottolineato come «l’elettrificazione delle flotte sta accelerando in tutta Europa e le istituzioni sono alla ricerca di partner affidabili per gestire questa transizione. Il Vaticano dimostra che la vera sfida dell’elettrificazione inizia dopo la consegna dei veicoli». Non basta quindi introdurre auto elettriche, è necessario costruire un sistema in grado di supportarle in modo efficiente e sostenibile.

Lo stesso Palazzo ha ribadito il ruolo della piattaforma Elli in questo processo, spiegando che «il nostro ruolo è realizzare l’ambizione di una mobilità sostenibile, garantendo l’affidabilità nelle operazioni quotidiane. Questo consente alle aziende di gestire le proprie flotte elettriche in modo efficiente a livello internazionale e sfruttare appieno i vantaggi economici dell’elettrificazione». Un concetto che trova applicazione concreta proprio nel caso del Vaticano, dove la varietà delle attività - dai servizi istituzionali ai veicoli operativi - richiede un controllo preciso e continuo.

Accanto alla dimensione operativa, l’accordo si inserisce anche in una visione più ampia del sistema energetico. Elli punta, infatti, a sviluppare un ecosistema integrato in cui veicoli, abitazioni e infrastrutture dialogano tra loro. In questo contesto, la ricarica non è più solamente sinonimo di consumo, ma diventa parte di un flusso energetico bidirezionale.

Come affermato dalla stesso Palazzo si tratta di un’evoluzione del modello energetico: «nel futuro ci sarà una frammentazione della produzione, per cui noi produrremo l’energia nelle nostre case, nelle nostre aziende e diventeremo produttori energetici. Questa è la grande differenza, per cui se volete c’è una democratizzazione del flusso energetico, tutti parteciperanno alla produzione di energia». In questa prospettiva, anche le flotte elettriche possono diventare parte attiva del sistema, contribuendo alla stabilità della rete e alla gestione dei picchi di domanda.

L’accordo con il Vaticano può essere inteso come un laboratorio reale di questa trasformazione. Non è solo una questione di sostenibilità ambientale, ma anche di efficienza economica e integrazione tecnologica. Le flotte aziendali, che rappresentano circa due terzi delle nuove immatricolazioni in Europa, diventano infatti uno dei principali vettori di cambiamento, capaci di accelerare la riduzione delle emissioni ma anche di ridefinire il rapporto tra mobilità ed energia.

In questo senso, l’accordo tra Elli e il Vaticano evidenzia come la transizione elettrica stia entrando in una fase più matura. Dopo l’entusiasmo iniziale legato ai veicoli, l’attenzione si sposta sulle infrastrutture digitali, sulla gestione dei dati e sull’ottimizzazione dei processi. Ed è proprio qui che si gioca la vera partita dell’efficienza e della sostenibilità.

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mercoledì 15 aprile 2026 - Ultimo aggiornamento: 11:52 | © RIPRODUZIONE RISERVATA