la dodicesima edizione del Fleet Motor Day

Flotte aziendali, il fisco rallenta il rinnovo: cresce l’elettrico, ma la telematica resta indietro

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Il rinnovo delle flotte aziendali in Italia continua a fare i conti con un ostacolo ben preciso: il fisco. Normative complesse e in continua evoluzione stanno rallentando le decisioni di fleet e mobility manager, mentre sullo sfondo avanzano – tra opportunità e contraddizioni – elettrificazione e innovazione tecnologica. È questo il quadro emerso dalla dodicesima edizione del Fleet Motor Day, evento di riferimento per il settore della mobilità aziendale, che ha riunito a Roma e Vallelunga 380 fleet e mobility manager e oltre 980 partecipanti complessivi.

Fisco, il vero nodo per le flotte - Secondo l’instant survey presentata durante l’evento – condotta su 48 grandi aziende per un totale di oltre 82 mila veicoli gestiti – la fiscalità rappresenta oggi la principale criticità nella gestione delle flotte. In particolare, a creare difficoltà sono i nuovi meccanismi legati ai fringe benefit: oltre il 40% dei manager segnala incertezze nel calcolo del “valore normale” dei veicoli. A questo si aggiungono altre problematiche operative, come la riassegnazione delle auto (indicata dal 32% degli intervistati) e la gestione delle ricariche domestiche per i veicoli elettrici (28%).

L’elettrificazione va avanti - Nonostante il contesto complesso, la transizione verso l’elettrico prosegue. Il 71% delle aziende dichiara di aver già introdotto in modo significativo veicoli elettrificati nelle proprie flotte. Le leve principali sono tre: sostenibilità ambientale (38%), vantaggi fiscali (37%) e obiettivi ESG (24%). Tuttavia, il percorso non è privo di contraddizioni. L’attuale sistema fiscale, infatti, penalizza le motorizzazioni full hybrid, equiparate a benzina e diesel. Una scelta che oltre la metà dei fleet manager (54%) ritiene da rivedere per rendere più efficace la transizione.

Telematica, un potenziale ancora inespresso - Se l’elettrificazione avanza, la digitalizzazione resta indietro. La diffusione dei sistemi telematici – fondamentali per monitorare costi, sicurezza ed efficienza – è ancora limitata. Solo il 19% delle aziende utilizza questi strumenti in modo strutturato, mentre molti li attivano solo in caso di incidente o furto. Tra le principali barriere emergono temi legati a privacy e relazioni sindacali (43%) e i costi di implementazione (24%). Guardando al futuro, però, l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un fattore abilitante: riduzione dei costi e maggiore capacità di analisi dei dati sono indicati come elementi chiave per favorirne la diffusione.

Fleet Motor Day da record - L’edizione 2026 del Fleet Motor Day ha registrato numeri record. Nella seconda giornata, dedicata ai test drive, sono state messe a disposizione 200 vetture di 65 marchi automobilistici sui circuiti dell’autodromo di Vallelunga. Complessivamente sono stati effettuati 1.185 test drive, mentre nella Business Lounge si sono svolti incontri one-to-one per oltre 3.600 minuti, confermando il ruolo centrale dell’evento per il networking e lo sviluppo del business nel settore.

Il settore chiede regole più stabili - Dal confronto tra i principali attori della filiera emerge una richiesta condivisa: maggiore stabilità normativa e un quadro fiscale più coerente. Secondo Giuseppe Benincasa (ANIASA), la crescente diffusione dei modelli di mobilità “pay-per-use” rende urgente una regolamentazione unitaria del settore. Federico Di Paola (Best Mobility) ha sottolineato invece il ruolo strategico delle aziende nel guidare l’elettrificazione, a patto di poter contare su politiche di incentivo chiare e durature. Andrea Cardinali (UNRAE) ha evidenziato infine come il mercato resti ancora sotto i livelli pre-pandemia (circa -20%) e ha proposto interventi mirati sulla fiscalità delle flotte: una revisione della deducibilità potrebbe generare oltre 100 mila nuove immatricolazioni a basse o zero emissioni, con effetti positivi anche sul mercato dell’usato.

Un equilibrio ancora da trovare - Il quadro che emerge è quello di un settore dinamico ma ancora in cerca di equilibrio. Le aziende spingono sull’elettrico e guardano con interesse alle nuove tecnologie, ma chiedono certezze normative per pianificare investimenti di lungo periodo. Senza un intervento strutturale sul fronte fiscale, il rischio è che la transizione verso una mobilità più sostenibile ed efficiente proceda a velocità ridotta.

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venerdì 17 aprile 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:46 | © RIPRODUZIONE RISERVATA