Il Geely Talks

Geely Talks, inaugurata a Milano una serie di incontri per un nuovo rinascimento tecnologico

di Nicola Desiderio
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Geely debutta sul mercato italiano e, dopo aver presentato i primi due prodotti di una gamma destinata a crescere rapidamente, si è presentato alla grande platea con il primo appuntamento dei Geely Talks, una serie di incontri con i quali la nuova realtà automotive cinese intende stabilire una presenza e un dialogo all’interno del nostro mercato verso le istituzioni, i media, le imprese e il mondo accademico intorno ad una visione definita di “rinascimento tecnologico”.

Il nome ovviamente è ispirato ad una delle fasi più luminose della storia italiana e durante la quale la cultura del nostro paese ha prodotto opere letterarie, pittoriche e architettoniche per le quali rappresenta un faro nel mondo intero. Il primo appuntamento si è svolto a Milano, nel Palazzo dei Giureconsulti e ha avuto come argomenti principali le tecnologie protagoniste del cambiamento del settore automotive, la loro sostenibilità e le figure professionali necessarie per realizzarlo.  

Presente ovviamente il ceo di Geely Italia, Marco Santucci, insieme a numerosi manager di aziende coinvolte nella mobilità pubblica e privata oltre a esponenti del mondo politico come l’onorevole Giulia Pastorella, membro dell’Intergruppo parlamentare sull'Innovazione e Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti, e Franco Lucente, Assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile della Regione Lombardia. Hanno portato il proprio saluto anche Fady Jameel, vice chairman di Jameel Motors, l’importatore dal quale dipende Geely Italia, e Geng Xiewei, consigliere del Dipartimento Economico e Commerciale del Consolato Generale cinese di Milano.

Da che cosa nasce lo slogan del rinascimento tecnologico? «È nato guardando il prodotto – ha ricordato Santucci – e ponendoci la domanda: che cosa lo distingue? Lo distingue il design, quello che chiamiamo l’Italian Flair, quel tocco italiano che ci piace le nostre automobili abbiano. Il nostro Paese non è una semplice tappa geografica per Geely: è il luogo da dove tutto sta nascendo perché è il Paese dove tecnologia, creatività e cultura convivono da sempre, l'ingegneria diventa arte, il design è sinonimo di identità, e l'innovazione prende forma grazie alle persone».

Tre i panel che hanno animato l’incontro: Future Mobility sulle politiche industriali e le tecnologie che stanno cambiando l’ecosistema automotive; Intelligenza Artificiale e ADAS, ovvero l’impatto delle prime sui secondi in termini di sicurezza, esperienza d’uso e interazione uomo-macchina; Competenze e Formazione che ha affrontato lo snodo fondamentale dell’attrattività dell’industria automobilistica presso i migliori talenti per la costruzione delle competenze necessarie ad alimentare l’innovazione all’interno del settore.

L’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano ha poi fornito i dati fondamentali della discussione come il fatto che il mercato degli ADAS abbia raggiunto in Italia gli 1,2 miliardi di euro e stia crescendo ancora a doppia cifra, che tecnologie come la frenata automatica d’emergenza o il mantenimento della corsia, hanno ridotto gli incidenti del 12% e la gravità degli infortuni del 13% che ha creato un beneficio sociale di 1,8 miliardi di euro solo nell’ultimo decennio.

L’Europa però, e soprattutto l’Italia, accusano un ritardo industriale, legislativo e di formazione e c’è la necessità di recuperare terreno, a partire dalle persone. A questo proposito, il 56% delle aziende segnala carenza di competenze specifiche e la metà richiede nuove competenze suq quelle che sono i campi trainanti e dirompenti come elettrificazione, AI, sostenibilità e guida autonoma. Occorrono ingegneri, specialisti in Information Technology e analisi dei dati che servono poi a figure legate al customer care e al marketing, attività sempre più guidate dai dati e che puntano ad anticipare tendenze, esigenze e scenari.

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sabato 29 novembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 13:17 | © RIPRODUZIONE RISERVATA