Governo giapponese sprona big auto locali a sviluppare congiuntamente software SDV. Per contrastare concorrenza con Cina e Usa

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Le tre principali case automobilistiche giapponesi, Toyota, Honda e Nissan, hanno raggiunto un accordo per promuovere nuove collaborazioni nello sviluppo di software specifici per il settore automotive. Secondo quanto anticipato dal giornale Yomiuri Shimbun l'intesa si concentra sulla standardizzazione delle specifiche per le funzioni dei computer di bordo, tra le quali rientrano l'apertura dei finestrini e il funzionamento dei tergicristalli, e i nuovo dettagli verranno illustrati la prossima settimana dai funzionari del ministero dell'Industria, in occasione del Japan Mobility Show, l'ex Salone dell'Auto di Tokyo. Separatamente Suzuki collaborerà con i principali produttori di chip per sviluppare software per la guida autonoma e informazioni sulle mappe entro l'anno fiscale 2024. I nuovi accordi rientrano negli sforzi delle aziende giapponesi di poter competere allo stesso livello dei principali produttori cinesi e statunitensi.
Le tre case auto standardizzeranno la piattaforma di base per un'interfaccia di programmazione comune delle applicazioni (API), consentendo l'installazione di una varietà di sistemi di software, rendendo in questo modo più facile per altre aziende del comparto di aderire, e rafforzando la competitività del Giappone. In questa direzione il ministero nipponico sta sollecitando lo sviluppo dei Software Defined Vehicles (SDV), le automobili di ultima generazione che consentono di aggiungere nuove funzioni e migliorare le proprie capacità, aggiornando il software del veicolo via internet. Attualmente la Cina e gli Usa hanno assunto un ruolo guida nel campo degli SDV, riferisce lo Yomiuri, con il gigante statunitense Tesla primo a sfruttare la tecnologia, mentre Pechino continua a incentivare l'industria dal 2021, standardizzando l'API nelle sue varie applicazioni.
In maggio il governo giapponese ha lanciato un progetto per la digitalizzazione del settore automobilistico, e mira ad assicurarsi una quota del 30% del mercato globale delle vendite di SDV, sollecitando la collaborazione tra le aziende nazionali per raggiungere l'obiettivo.




