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Parlamento UE, Auto: la bozza del relatore in commissione ambiente apre ai carburanti rinnovabili

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La revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO₂ per auto e veicoli commerciali leggeri imbocca una direzione diversa rispetto all’impostazione iniziale della Commissione UE. La bozza del relatore che sarà esaminata nelle prossime settimane dalla Commissione ambiente del Parlamento europeo introduce infatti una serie di emendamenti che segnano un cambio di passo, raccogliendo molte delle osservazioni dell’industria auto europea.

Il testo dovrà ora affrontare un passaggio cruciale: prima l’esame e il voto in Commissione ENVI (Ambiente, Sanità pubblica e sicurezza alimentare), poi il confronto finale in seduta plenaria. Ma già nella sua formulazione attuale la Relazione si distanzia in modo netto dalla proposta originaria della Commissione europea, che limitava il contributo dei carburanti rinnovabili alle fasi successive al 2035.

Tra le novità più rilevanti c’è infatti il riconoscimento del ruolo immediato dei carburanti rinnovabili conformi alla direttiva RED III, che potranno contribuire sin da subito al raggiungimento dei target di riduzione delle emissioni. Un’impostazione che amplia le strade disponibili per la decarbonizzazione del settore automotive e supera l’approccio esclusivamente focalizzato su una singola tecnologia.

La bozza interviene anche sugli obiettivi temporali: per i veicoli commerciali leggeri viene prevista una riduzione del 30% delle emissioni entro il 2030 e dell’80% entro il 2035; per le auto restano confermati i target al 2030, mentre per il 2035 la soglia viene fissata al 90%. Un insieme di correttivi che mira a rendere i traguardi climatici più coerenti con la disponibilità di infrastrutture, i costi per imprese e cittadini e i tempi di trasformazione del comparto industriale europeo.

A guardare con favore alla nuova impostazione è Assogasliquidi-Federchimica che rappresenta l’industria del gpl e vede nella bozza un riequilibrio atteso dopo la proposta iniziale di Bruxelles.

«In questa formulazione – sottolinea il presidente Matteo Cimenti – il principio di neutralità tecnologica trova finalmente un riscontro concreto. La possibilità di valorizzare subito i carburanti rinnovabili previsti dalla direttiva RED III e la revisione degli obiettivi rendono più realistico il percorso di riduzione delle emissioni per l’industria automotive europea».

Secondo l’associazione, consentire ai carburanti rinnovabili di concorrere fin da ora agli obiettivi climatici riduce il rischio di una transizione eccessivamente rigida e favorisce gli investimenti necessari allo sviluppo di nuove soluzioni energetiche, offrendo al tempo stesso maggiore certezza normativa alle imprese. Tra i carburanti ammessi dalla RED III rientrano anche i gas liquefatti rinnovabili, già disponibili e destinati a crescere in modo progressivo sul mercato.

Il confronto politico è però appena iniziato. La bozza sarà oggetto di discussione e possibili modifiche in Commissione ENVI e successivamente in plenaria, dove potrebbero emergere posizioni divergenti tra i gruppi parlamentari. Proprio per questo, il vero banco di prova sarà la capacità del Parlamento europeo di confermare l’impostazione attuale, mantenendo la linea di maggiore apertura rispetto alla proposta iniziale della Commissione UE.

«L’auspicio – conclude Cimenti – è che questa impostazione venga condivisa nell’intero iter parlamentare, perché solo un approccio tecnologicamente neutro può tenere insieme ambizione climatica, competitività industriale e tutela dell’occupazione».

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martedì 12 maggio 2026 - Ultimo aggiornamento: 19:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA