Pneumatici F1 Pirelli

Pirelli, i cinesi scendono al 20% e non sono più primo azionista, la ceca Strnad entra con il 14%

  • condividi l'articolo

La Cina (Cnrc) non è più il primo azionista di Pirelli e Marco Tronchetti Provera, che detiene una quota complessiva (diretta e indiretta) pari al 26,5% del capitale torna il primo socio stabile, legato alla gestione industriale del gruppo della Bicocca. Marco Polo International Italy, controllata da China National Tire & Rubber (Cnrc) è scesa dal 34,1% al 20,1% cedendo il 14% a Lumina Crown, la società di investimento dall'industriale delle armi Michal Strnad, valorizzandola oltre 987 milioni di euro (151.883.471 azioni passate ai blocchi a 6,5 euro l'una). Strnad ha 33 anni, un patrimonio che è salito a 30,9 miliardi di dollari quando la Czechoslovak Group (CSG) si è quotata alla Borsa di Amsterdam. Csg è la seconda società ceca per capitalizzazione di mercato, con una valutazione di 23 miliardi di dollari. Mette assieme più di 100 aziende (tra le quali l'italiana Fiocchi Munizioni e la maggioranza della storica casa automobilistica ceca Tatra), ha oltre 30 siti produttivi e 14mila dipendenti.

Il riassetto nella governance è il primo cambiamento significativo nella struttura azionaria di Pirelli degli ultimi 10 anni, da quando nel 2015, con un'opa, Chemchina ha assunto il controllo del gruppo e, dopo un delisting, è tornata a Piazza Affari nel 2017. E' un «investimento di lungo termine in un campione industriale globale», così si presenta Michal Strnad ora il terzo maggior azionista del gruppo. «Siamo lieti di effettuare questo investimento di lungo termine in Pirelli - dichiara l'imprenditore ceco -, una società da tempo leader globale nel proprio settore, caratterizzata da una storia unica, da un forte posizionamento premium e da una comprovata capacità di innovazione. Nutriamo grande fiducia nella strategia di Pirelli, nel suo management team e nella capacità dell'azienda di continuare a generare valore sostenibile nel lungo periodo per tutti gli stakeholder». «Il nostro investimento riflette la nostra strategia - aggiunge Strnad - volta a sostenere aziende di eccellenza che combinano posizioni di leadership nei rispettivi mercati, vantaggi competitivi duraturi, marchi di livello mondiale e solide prospettive di crescita. Dimostra inoltre la nostra capacità di individuare e realizzare, a livello globale, opportunità altamente interessanti, agendo con convinzione e rigore».

Il parziale disimpegno segue mesi di battaglia sulla governance e un intervento del governo per tutelare le tecnologie di cui dispone la società, in particolare il Cyber Tyre. Il governo ha riaffermato, con il suo decreto, che Pirelli rientra tra le imprese che detengono beni e rapporti di rilevanza strategica per la sua tecnologia Cyber Tyre. Oltre a non poter diventare presidente, vice presidente, amministratore delegato, né presiedere eventuali comitati endoconsiliari, a nessuno dei massimo 3 amministratori della lista del socio cinese saranno conferiti deleghe gestionali, poteri esecutivi o attribuzioni idonee ad incidere sulle decisioni strategiche, industriali o finanziarie di Pirelli. La mossa non basta ancora a disinnescare il Golden Power. Le misure restrittive imposte dal governo italiano rimangono infatti pienamente attive finchè il socio cinese avrà più del 9,99 per cento del capitale.

  • condividi l'articolo
venerdì 31 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 21:38 | © RIPRODUZIONE RISERVATA