Il simbolo Renault

Renault, Le Maire avverte: «Gruppo può scomparire. Agire in fretta, si gioca la sua sopravvivenza»

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PARIGI - Doveva unirsi con Fca per formare insieme a Nissan un Gruppo in grado di fare le scarpe al numero uno mondiale dell’ auto Volkswagen e ora rischia di «giocarsi il futuro». È la situazione di Renault dopo 3 mesi di emergenza coronavirus, ma soprattutto a valle di una crisi cominciata con l’addio forzato di Carlo Ghosn, arrestato nel novembre del 2018 per corruzione. Il grido d’allarme lo ha lanciato il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire stamane, intervenendo a Europe 1 per salvare lo stabilimento di Flins, nei dintorni di Parigi, dove attualmente si producono le auto elettriche Zoé e la Micra della Nissan. Proprio dal Giappone è giunta poche ore prima la notizia che il partner Nissan si prepara a tagliare fino a 20mila posti di lavoro, portando così a oltre 50mila il saldo degli esuberi mondiali nel settore.

 Un segnale chiaro sullo stato di salute nel Gruppo e una miscela esplosiva per il titolo della Losanga alla Borsa di Parigi, dover ha ceduto fino al 4,54%, per attestarsi poi al -1%, mentre Fca (+2,5%) e Peugeot (+2,9%). Queste ultime sono al lavoro per realizzare ciò che non era riuscito a Renault, convolare a nozze entro il marzo del 2021. Quanto alla crisi di Renault, che ha in agenda la revisione dell’alleanza con Nissan, Le Maire ha detto di aspettare i «piani globali del presidente Jean-Dominique Senard» sia sull’alleanza con i giapponesi sia per la casa francese, guidfata ora da Luca De Meo. In prospettiva ci sono tagli ai costi stimati dalla stampa francese in 2 miliardi di euro con la chiusura di ben 4 impianti. Quanto a Flins, secondo fonti vicine a Renault, non si tratterebbe di una vera e propria chiusura, ma di una riconversione. Ma al di là del singolo impianto, secondo Le Maire «ciò che conta è la strategia di lungo termine di Renault, come intenda garantire che domani i veicoli elettrici saranno prodotti in Francia» e che di questi la Francia diventi «il centro mondiale per la produzione di Renault».

Lo Stato è azionista al 15% di Renault, che oggi «si gioca il futuro» secondo Le Maire, che non ha ancora dato il via libera ad un prestito da 5 miliardi di euro per rimetterla in carreggiata. È di pochi giorni fa la notizia del crollo del mercato automobilistico europeo, che ha perso complessivamente nel mese di aprile il 78%. Il tutto dopo un 2019 difficile, che ha visto Renault chiudere in perdita per la prima volta in 10 anni, passando da un utile di 3,3 miliardi a un rosso di 141 milioni.

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Venerdì 22 Maggio 2020 - Ultimo aggiornamento: 20:33 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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