Tesla crolla a Wall Street con il lancio del partito di Elon Musk: -8%

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Elon Musk contro tutti. Mentre ormai è guerra aperta con Donald Trump e suoi alleati, il miliardario si trova ad affrontare anche lo scetticismo di Wall Street sul suo America Party. A pagarne le conseguenze è Tesla: il colosso delle auto elettriche perde fino all'8%, con gli investitori frustrati dal nuovo impegno politico di Musk che rischia di distrarlo dalle sue aziende proprio nel momento in cui hanno più bisogno di lui. Dedicare risorse e attenzione a un nuovo partito politico va contro quanto promesso da Musk agli investitori durante l'ultima conference call seguita ai deludenti risultati trimestrali. Allora il miliardario si era impegnato a impegnare tempo ed energie alla casa automobilistica, alle prese con un calo delle vendite e degli utili in seguito al suo sostegno a Trump e alla crescente concorrenza. In Cina inoltre il colosso delle auto elettriche sta incontrando notevoli difficoltà: la sua quota di mercato è calata e la reputazione del miliardario è stata danneggiata dal suo 'divorzio' dal presidente, che ha lo ha reso agli occhi di Pechino un asset meno importante per il dialogo con Washington.
«Gli investitori sono stanchi di un Musk distratto e vedono negativamente il suo impegno in politica», hanno spiegato alcuni analisti, secondo i quali forse è arrivato il momento per il consiglio di amministrazione di Tesla di alzare la voce e imporsi sul miliardario, che continua a essere considerato il volto e la chiave del successo delle sue società. I consigli di amministrazione delle società" di Musk «vogliono che torni a guidarle. Probabilmente non sono contenti dell'annuncio» di un nuovo partito, ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent. A preoccupare gli investitori delle aziende nell'impero del miliardario non è comunque solo la sua distrazione: a innervosire è la possibile 'vendetta' di Trump in termini di contratti cancellati con l'amministrazione federale, soprattutto per SpaceX. Eppure quando quasi un anno fa - il 13 luglio del 2024 - Musk aveva dato il suo appoggio incondizionato a Trump, gli investitori erano soddisfatti e i titoli Tesla erano volati con l'elezione del tycoon, di cui la casa automobilistica sembrava poter beneficiare. Musk non ha fornito dettagli sul suo partito politico, ma solo l'annuncio ha scatenato una bufera e non solo a Wall Street. Trump ha definito il terzo partito «ridicolo. Non hanno mai funzionato: crea solo confusione».
Il presidente ha poi attaccato direttamente il suo ex first buddy: «Dispiace vedere come abbia perso il controllo e sia divenuto un disastro in cinque settimane», ha detto riferendosi al periodo trascorso dal passo indietro di Musk dall'amministrazione. Critiche che non hanno fatto tremare il patron di Tesla: con il nuovo partito «nei prossimi 12 mesi ci concentreremo sulla Camera e sul Senato», ha detto guardando alle elezioni di metà mandato del 2026. Il miliardario è tornato a cavalcare anche il caso Jeffrey Epstein, dopo avere accusato Trump nelle ultime settimane di essere nei file relativi all'ex finanziare. Alle conclusioni del Dipartimento di Giustizia e dell'Fbi su Epstein, secondo le quali non aveva una lista clienti e si è suicidato, Musk ha risposto con l'immagine di un pagliaccio criticando quella che, a suo avviso, è la scarsa trasparenza e affidabilità del governo. Nel mirino del patron di Tesla, comunque, non c' è solo Trump ma anche il nemico di vecchia data Steve Bannon, con il quale i rapporti non sono mai decollati. Venerdì, poco dopo aver lanciato il sondaggio online per la nascita di un nuovo partito, Musk è stato assalito da Bannon: «Un non americano che fonda l'America Party. Dovrebbe essere deportato», aveva detto l'ex controverso stratega di Trump. Parole che il miliardario non ha digerito: «Un grasso, ubriaco fradicio chiamato Bannon tornerà in prigione e questa volta per lungo tempo. Ha una vita di crimini da pagare».




