Unrae, full elettriche al 7,9% grazie agli incentivi Mase. Anfia, crescita impetuosa dei veicoli made in Cina a quota 12,5%
Anche questo mese un contributo determinante alle immatricolazioni è arrivato dal noleggio a breve termine: depurando il dato da questa componente, la variazione positiva si ridimensionerebbe al 9%. Lo mette in evidenza l'Unrae. Le vetture full electric (Bev) si attestano in Italia al 7,9% delle vendite mensili, per un totale di 12.572 unità, in progressione rispetto al 5% di febbraio 2025 e al 6,6% del mese precedente, impattate in modo importante dagli incentivi Mase con effetti distorsivi della concorrenza. Grande dinamicità per le plug-in hybrid (Phev): la loro penetrazione raggiunge l'8,5% a febbraio - rispetto all'8,7% di gennaio e al 4,5% di febbraio 2025 - sostenuta dalla gamma in costante espansione e dalle modifiche normative in materia di fringe benefit per le auto aziendali.
«Il Pacchetto Automotive segna un passo avanti, ma non è ancora all'altezza della sfida. Europa e Italia non hanno recuperato i livelli del 2019 e il nostro Paese resta in ritardo nella transizione energetica. La decarbonizzazione è un obiettivo condiviso, ma servono sostenibilità economica, stabilità normativa e strumenti strutturali a supporto della domanda, a partire da una riforma fiscale delle flotte aziendali» afferma Roberto Pietrantonio, presidente dell'Unrae. «Senza queste condizioni non si recuperano competitività né fiducia dei consumatori. E sul 'Made in Europe' vogliamo essere chiari: la competitività si costruisce con investimenti e innovazione, non con misure protezionistiche che rischiano di penalizzare imprese e consumatori». L'Unrae sottolinea che «la transizione energetica deve avvenire senza misure protezionistiche che rischiano di penalizzare imprese e consumatori, ma con visione industriale e coraggio riformatore».
“In questo primo scorcio dell’anno il mercato italiano manifesta un dinamismo che è di buon auspicio per i mesi futuri». E' il commento di Roberto Vavassori, presidente dell'Anfia. «Buono, in generale, l'avanzamento dei veicoli ricaricabili Bev e Phev che - osserva - nel complesso, raggiungono il 16% di quota di immatricolazioni nel mese. Prosegue la progressiva elettrificazione delle propulsioni dei veicoli, che ai motori endotermici affiancano, ormai per ben oltre la metà delle vendite, sistemi di recupero e accumulo dell'energia elettrica. Da rilevare la crescita veloce e significativa delle immatricolazioni di veicoli prodotti in Cina, per la gran parte non costituiti da Bev. La filiera produttiva automotive è ora in attesa delle misure a sostegno della competitività delle imprese previste dal nuovo Dpcm che programma le risorse del Fondo Automotive del Mimit fino al 2030, con un focus sulle attività di ricerca e sviluppo e sugli investimenti produttivi». L'Anfia sottolinea la crescita impetuosa dei veicoli made in China, non solo Bev, a quota 12,5% nel primo bimestre 2026.




