Volkswagen Group, possibile rinvio di alcuni modelli. Media tedeschi: contrasti tra famiglia Porsche-Piech e l'ad Blume
«Tutti i marchi del gruppo sono attualmente molto preoccupati che modelli importanti per il futuro possano arrivare in ritardo. In concreto, alcune auto potrebbero subire un ulteriore rinvio sulla piattaforma futura Ssp. Per modelli come l'Audi A4 elettrica a partire dal 2028, sembra che siano già state discusse internamente piattaforme alternative» lo scrive oggi il quotidiano economico tedesco Handelsblatt. Il rinvio potrebbe costituire un problema rilevante per Volkswagen che ha promesso quest'anno di affrontare la crisi con una vera e propria «offensiva sui modelli» che dovrebbe far ripartire l'azienda, anche in Cina, dal prossimo anno. Decisivo sarà il 2026 anche per il futuro degli stabilimenti tedeschi: se il piano sin qui adottato funzionerà non si parlerà di nuovi sacrifici, ma se non dovesse essere così potrebbe anche tornare l'ipotesi di chiusura. L'Handelsblatt si sofferma a lungo su possibili screzi tra la famiglia Porsche-Piech, «una delle dinastie imprenditoriali più ricche d'Europa», e l'attuale amministratore delegato di Volkswagen Oliver Blume.
La famiglia «attraverso la sua holding Porsche Se controlla più della metà dei diritti di voto di Volkswagen, esercitando così un potere decisivo all'interno del gruppo». Il punto di maggiore screzio sarebbe costituito proprio dalle misure di risparmio sin qui adottate, considerate non sufficienti dalla famiglia. Che vede anche con scetticismo importanti investimenti per progetti futuri, come quelli per PowerCo, che raggruppa le attività del gruppo Vw relative alle batterie, o per Cariad e Rivian, responsabili del software dei veicoli. Anche perché «i dividendi di Vw e Porsche, tradizionalmente alla base del patrimonio familiare, stanno diminuendo». C'è da sottolineare, però, che al netto di queste ricostruzioni, Oliver Blume ha di recente rinnovato il suo contratto per Volkswagen fino al 2030, sebbene dal primo gennaio lascerà la guida di Porsche: il doppio ruolo era considerato inappropriato da più parti.




