BMW protagonista a Villa d'Este a due e quattro ruote. Vision Alpina e Vision K18 gemme bavaresi che anticipano il futuro

Bmw M2, ecco quella con trazione integrale M xDrive. Scatto più bruciante e guida sportiva in ogni stagione

BMW iX3, ecco la seconda versione: trazione posteriore, 235 kW e fino a 637 km di autonomia

Bmw, nuovo passo nella strategia sull'idrogeno: avvia la produzione dell'Energy Master per la iX5 Hydrogen
La bellezza ci salverà tutti? Di certo quando le più belle automobili della storia hanno come sfondo uno dei paesaggi più frequentati da letteratura e letterati, si crea il palcoscenico ideale anche per idee che guardano al futuro. Per questo, come è oramai consuetudine, BMW anche quest’anno ha onorato il Concorso d’Eleganza di Villa D’Este con prototipi che forniscono numerosi spunti ed indizi su quello che vedremo nei prossimi anni. La Vision BMW Alpina è una coupé 2+2 con motore V8 lunga ben 5 metri e 20 che prefigura un modello di serie atteso per il 2027.

Sarà la prima Alpina presente all’interno del listino della Casa bavarese che, come è noto, ha rilevato nel 2022 l’atelier che sin dagli anni ’70 era famoso per le sue interpretazioni pienamente autorizzate le quali, intervenendo con assoluta discrezione su allestimento, meccanica e autotelaio, acquisivano un’identità ben distinta tanto che nella denominazione non compariva BMW e sulla calandra la solita elica stilizzata era sostituita dal marchio Alpina che reca il doppio carburatore Weber e l’albero motore. La Vision ha il frontale ad angolo acuto delle BMW degli anni ’60-’90 e i cerchi a 20 razze, caratteristica immutata di tutte le auto allestite presso Buchloe, aggiungendo particolari come le parti in cristallo illuminate e i rivestimenti in pelle pieno fiori forniti da produttori delle zone montane della Baviera. Come è noto, BMW non è solo 4 ruote, ma anche moto e sostenibilità.

Ecco che trova piena giustificazione la Motorrad Vision K18, un oggetto dalle forme ardite che salda gli elementi di una tourer, una low rider e anche un po’ da custom arricchite da diversi preziosismi tecnici come il motore 6 cilindri in linea da 1,8 litri di cilindrata con basamento inclinato di 45 gradi, i 6 scarichi singoli a spaghetti, tagliati a fetta di salame e integrati seguendo l’inclinazione delle borse laterali, e le sospensioni che riprendono i sofisticati cinematismi a parallelogramma che equipaggiano le moto BMW di alta gamma. In più qui troviamo molle idrauliche per variare l’altezza. Il telaio in alluminio nudo lavorato a mano sembra un unico pezzo mentre le parti in carbonio forgiato provengono da materiale riciclato. Infine la posizione invertita tra il filtro dell’aria, fornito di 6 scenografici condotti, e il serbatoio permette di avere un baricentro basso e un fascino senza tempo.
Il tempo invece è passato per la M3 che compie 40 anni e a Villa D’Este ha portato tutte le generazioni che si sono susseguite dal 1986 in poi: dalla prima con motore 4 cilindri 2.3 da 200 cv fino all’attuale con il 6 cilindri 3 litri biturbo che sulla versione CS raggiunge 550 cv. In mezzo la E36 del 1993 (la prima con il 6 cilindri) e la successiva E46 del 2000 che montava un 3.2 da 343 cv (107 cv/litro) capace di tirare fino agli 8.000 giri/min passando poi al V8 4 litri da 420 cv della E90 che non piacque molto tanto che la F80 del 2014 segnò il ritorno al 6 in linea con la novità della sovralimentazione fino all’attuale G80 che ha ancora 2 anni di vita in vista di uno sdoppiamento: da un lato infatti ci sarà ancora la versione termica con il 6 cilindri, dall’altro una a 4 motori elettrici da 1.000 cv.




