Il nuovo Toyota Hilux in versione Bev

Bruxelles, la “capitale” europea ospita il primo salone del 2026. Stellantis con tutti i marchi ma anche i brand orientali in evidenza

di Nicola Desiderio
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BRUXELLES - L’automobile europea può ricominciare e trovare di nuovo slancio dalla capitale dell’Europa, ovvero Bruxelles che negli ultimi anni ha visto rinvigorirsi inaspettatamente il proprio salone dell’auto che ha sì nobili origini – sì è tenuto per la prima volta nel lontano 1902 – ma che nel corso della storia era rimasto irrimediabilmente schiacciato da Parigi, Francoforte e Ginevra. Ed invece, con la crisi degli altri grandi eventi, il Salone di Bruxelles ha riacquistato insperato ossigeno trovando ulteriore giustificazione nella prossimità al potere politico, diventato di questi tempi mai così importante per le sorti di uno dei settori industriali più importanti per l’economia continentale. Un settore che conta per l’8% del PIL e dell’occupazione dell’UE, che riempie di 415 miliardi le tasche dell’erario e spende il 34% di tutto il denaro che in Europa viene investito per attività di ricerca e sviluppo, ma che indubbiamente soffre e, tra incertezze e paure, non riesce ancora recuperare quei 2 milioni di unità persi prima della pandemia e che le ridarebbero ossigeno ed entusiasmo.

Ci stanno provando non solo i costruttori europei, ma anche coloro che da decenni, pur venendo da lontano, fanno qui le loro automobili, cucendole a volte su misura per i nostri mercati. È il caso della Kia EV2 che con i suoi 4,06 metri di lunghezza, un’autonomia fino a 448 km e un prezzo a partire da meno di 30mila euro, sarà sfornata dallo stabilimento di Zilina, in Slovacchia da dove stanno uscendo anche i primi esemplari della EV4, presentatasi a Bruxelles con la nuova versione GT, in arrivo anche per la EV3 e la EV5. La cugina Hyundai si è invece presentata con la Staria elettrica, van 9 posti ad emissioni zero che affianca la già nota versione full-hybrid e che, grazie all’architettura a 800 Volt e alla batteria da 84 kWh, garantisce oltre 400 km di autonomia e la possibilità di ricaricare dal 20% all’80% in soli 20 minuti. Anche Toyota, che ha il suo quartier generale proprio a Bruxelles, ha scelto l’Expo per presentare una importante novità. Trattasi dell’Hilux di nona generazione che, con 27 milioni di unità prodotte, è uno dei pilastri storici del costruttore giapponese che oramai presidia stabilmente l’8% del mercato europeo e italiano. L’Hilux è nuovo nello stile, identico a quello della vettura da competizione che corre alla Dakar, e ha un abitacolo più raffinato e tecnologico senza intaccare minimamente la sua natura di animale da lavoro, ma con novità tecniche importantissime. Accanto infatti al già noto diesel 4 cilindri 2.8 mild-hybrid a 48 Volt da 204 cv, per la prima volta c’è anche la versione elettrica.

In questo caso i motori sono due: uno anteriore da 205 Nm e l’altro posteriore da 269 Nm con una potenza totale di 144 kW. In questa configurazione l’Hilux non ha bisogno di differenziali, cambio e riduttori necessari alla versione a gasolio per assicurare tutte le funzioni necessarie ad affrontare i percorsi più duri e impegnativi: pensa a tutto l’elettronica che assegna istantaneamente ad ogni assale e ad ogni ruota la giusta quantità di potenza e di coppia per arrampicarsi con destrezza dove gli altri non ci provano neppure. L’Hilux ad emissioni zero può affrontare guadi alti 700 mm, portare 715 kg e trainare 1,6 tonnellate con un’autonomia di poco più di 250 km concessa dalla batteria da 59,2 kWh di capacità. Una scelta apparentemente insensata, ma che Toyota giura di aver ponderato bene per mantenere bassi i costi e il peso tenendo conto dell’utilizzo che si fa dei pick-up in determinati contesti. Per tutti gli altri c’è la versione a gasolio che porta una tonnellata e ne traina 3,5 e nel 2028 ci sarà quella fuel cell a idrogeno. Per alcuni degli oltre 180 mercati in cui è da sempre presente, l’Hilux avrà anche versioni con motore a benzina e a gasolio non elettrificati.

Solo elettroni invece per un’altra novità giapponese presente a Bruxelles. Si tratta della Mazda CX-6e ed è un crossover lungo 4,85 metri dalle linee fascinose, dall’aerodinamica raffinata e con un abitacolo ad alto tasso di eleganza e digitalizzazione come dimostrano l’enorme schermo centrale 5K da 26” a comandi vocali e gestuali e i display OLED da 9” che sostituiscono gli specchietti. Anche lo spazio, il suono e la luce non mancano, grazie al tetto panoramico schermato da oltre un mq di superficie, all’impianto audio da 1.300 Watt con 23 altoparlanti e al bagagliaio che può essere ampliato da 468 a 1.434 litri potendo contare, alla bisogna, di un frunk da 430 litri. Al lancio, previsto tra qualche mese, la CX-6e sarà proposta in un’unica versione con motore posteriore da 190 kW alimentato da una batteria FLP da 78 kWh di capacità, ricaricabile fino a 195 kW e che garantisce un’autonomia di 484 km.

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domenica 18 gennaio 2026 - Ultimo aggiornamento: 16:53 | © RIPRODUZIONE RISERVATA