Dolce e Veloce, a Los Angeles grande festa per auto italiane a l Petersen Automotive Museum

Dolce e Veloce, a Los Angeles grande festa per auto italiane al Petersen Automotive Museum

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Che i super-esperti del Petersen Automotive Museum, un vero luogo di culto per gli appassionati di auto situato a Los Angeles, amassero il made in Italy lo avevano già dimostrato in passato (il museo è aperto dal 1994) con tanti eventi e tante mostre tematiche. Ma con Dolce e Veloce la passione per il Tricolore si è superata, a cominciare dalla grande foto rosso, bianco e verde scattata per abbracciare decine di vetture italiane sportive e da collezione. Passando poi per la colonna sonora del post ufficiale su Instagram - Tony Dallara, Come prima - e per lo slogan 'Bomboloni e non bagel' (le tipiche ciambella americane) a sottolineare Gli organizzatori di Dolce e Veloce (il Petersen Automotive Museum e Macchinissima) hanno privilegiato per questo evento le auto e le moto più popolari e vicine al mondo dei comuni collezionisti, come la 500, la Vespa e la Lambretta presenti all'entrata, ed affermando che all'incontro avrebbero partecipato «meno Ferrari e più Maserati».

Fra i tanti elementi d'interesse a Dolce e Veloce (oltre alle pizze, i coni gelato e i citati bomboloni) la presenza di una spiaggina made in Italy davvero esclusiva. Si tratta della Michelotti Shellette che il celebre carrozziere torinese ha costruito - sulla base della Fiat 850 Spider - fra il 1968 e il 1969 in soli 80 esemplari. Più filante e sportiva delle precedenti Jolly, cioè le varie spiaggine su base 600 e 500 tanto amate in California, la Shellette - che era stata progettata in collaborazione con il designer di yacht Philip Schell - si distingueva per un impiego più ampio di legno e vimini nell'abitacolo, caratteristiche che ne esaltavano il carattere estivo. Il motore era un 4 cilindri 903 cc da 52 Cv, lo stesso della piccola Spider Fiat, montato posteriormente e collegato ad un cambio a 4 marce.

Nonostante la potenza limitata, Michelotti intervenne per ridurre la velocità massima, visto che l'andatura doveva essere quella da 'spiaggia' e da banchina portuale per non strappare la capotte in tela o infastidire i passeggeri. RM Sotheby's, che aveva battuto recentemente all'asta l'esemplare della Shellette esposta al Petersen Automotive Museum, ricorda che tra gli 80 clienti negli Anni '60 ci furono oltre che gli industrali Agusta, anche Jacqueline Kennedy Onassis.

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giovedì 26 giugno 2025 - Ultimo aggiornamento: 09:37 | © RIPRODUZIONE RISERVATA