Il numeroso pubblico al Napoli Racing Show

Racing Show: Venanzio (Radical-Suzuki) domina la corsa. Ma vince Napoli, città-spettacolo anche per il motorsport

di Sergio Troise
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La seconda edizione del Napoli Racing Show si è conclusa con la vittoria di Salvatore Venanzio, che al volante della sua Radical motorizzata Suzuki 1.6 (260 cv per 475 Kg) ha onorato la sua fama di specialista nella guida su circuiti tortuosi: non per niente è stato quattro volte campione italiano slalom (nel 2014, 2016, 2020 e 2024) e quest’anno si è laureato vicecampione, alle spalle del siciliano Emanuele Schillace.

“Vincere a Napoli, su un circuito impareggiabile per fascino e prestigio, è per me una soddisfazione enorme” ha dichiarato il 38enne pilota di Sorrento, sbilanciandosi fino a dire che “in tanti anni di corse non s’è mai visto un percorso più bello di questo allestito sul lungomare di Napoli. Certo – ha aggiunto Venanzio – c’è stata qualche disfunzione e si può fare di meglio e di più, ma per quanto mi riguarda ho apprezzato l’allestimento del circuito, rivelatosi tecnico, veloce e sicuro. E poi, mai prima d’ora in carriera ho gareggiato in uno scenario come questo, davanti al mare del golfo di Napoli, con la mia Sorrento e Capri di fronte e con le curve e le chicane intitolate a personaggi che rispondono ai nomi di De Filippo, Totò, Pino Daniele... E’ stato fantastico!”

Nello scenario da favola si è svolta anche una suggestiva cerimonia di premiazione conclusiva, che ha sbalordito il pubblico per l’ambientazione, praticamente sul mare, e l’allestimento: una vera e propria festa culminata in uno spettacolo pirotecnico che ha entusiasmato il pubblico e stupito i massimi dirigenti di ACI e ACI Sport, ovvero il commissario straordinario dell’ente, generale Del Sette, il direttore di ACI Sport Rogano e il subcommissario della stessa ACI Sport onorevole Tombolato. Anche da loro sono arrivati complimenti agli organizzatori locali, in primis al delegato locale di ACI Sport Pasquale Cilento e, soprattutto, ad Enzo Rivellini, un passato da eurodeputato e un presente da pilota della domenica, che in questa manifestazione ha messo in campo un’energia e una fantasia straordinarie, ottenendo un successo probabilmente inatteso.

Il successo è stato testimoniato – vale la pena ricordarlo – anche da un vero e proprio “atto d’amore” che uno dei piloti in gara, il milanese Jack Ogliari (secondo nella gara riservata alle vetture da Rally, alle spalle del napoletano Fabio Gianfico) ha voluto tributare alla manifestazione: “Sono milanese – ha detto Ogliari – ma adoro Napoli e i napoletani e dopo aver visionato il circuito e apprezzato la sua collocazione al centro di un panorama mozzafiato, tra il Vesuvio, Posillipo, la Costiera sorrentina e Capri, ho riverniciato la mia macchina da corsa riproducendo l’immagine della città sulle fiancate, scrivendo Viva Napoli sulla carrozzeria e incollando anche un adesivo Forza Napoli”.

L’atto d’amore è stato premiato con una corona d’alloro consegnata a Ogliari nel corso di una cerimonia di premiazione che ha tributato applausi non solo ai piloti ma anche agli organizzatori, in tal modo ripagati, con cori e applausi a scena aperta, del notevolissimo sforzo compiuto per regalare alla città un weekend fuori dell’ordinario. Certo, l’allestimento di un circuito in centro non è stato gradito dall’intera cittadinanza, e non sono mancate alcune critiche e polemiche (in molti casi strumentali e infondate). Ma è stato proprio il vincitore della corsa, Salvatore Venanzio, ad affidare alla stampa una dichiarazione mirata a guardare al domani con ottimismo. “Mi auguro – ha detto il pilota sorrentino – che il futuro di questa manifestazione non finisca in lotta politica tra fazioni avverse. Il mio augurio è che si cominci a lavorare sin da domani all’edizione 2026, in un clima di collaborazione e di concordia”.

Sarà possibile? Il tempo dirà. Intanto è però certo che al di là del Racing Show avanza il progetto, ambiziosissimo, di portare a Napoli il campionato di Formula E, con l’obiettivo a lungo termine di ottenere un domani anche il ritorno della Formula 1 in città (Napoli, com’è noto, ha ospitato un Gran Premio cittadino, sul circuito di Posillipo, tra gli anni 30 e i 60, con l’interruzione del periodo bellico).

Ma se il ritorno della Formula 1 rappresenta ancora un sogno per Napoli, l’allestimento di una corsa di Formula E si profila invece come un vero e proprio progetto in via di definizione. Lo ha detto pubblicamente Rivellini, rivelando che “nei prossimi giorni si apriranno a Roma, nella sede del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, le trattative per una gara mondiale di Formula E a Bagnoli, nell’area ex Italsider”. Un’area della città già destinata, come è noto, ad ospitare nel 2027 l’America’s Cup, e dunque proiettata al centro dell’interesse mondiale.

In occasione del Racing Show, come anticipato su questo sito, si è fatto vedere a Napoli Massimo Palermo, delegato di Alejandro Agag, patron del campionato riservato alle monoposto elettriche, e secondo quanto dichiarato dallo stesso Rivellini è stato già formulato ufficialmente al Comune di Napoli, all’ACI e al management del Napoli Racing Show, l’invito ad avviare da subito le trattative per organizzare una tappa del Mondiale di Formula E a Bagnoli.

Il progetto – ha precisato il promotore del Napoli Racing Show - prevede la costruzione di nuove strade nell’area dell’ex acciaieria, strade che sarebbero aperte al traffico urbano e percorribili dai residenti dando un eccezionale impulso alla viabilità cittadina e mutandone in positivo la veste urbanistica. Questi spazi - è stato inoltre spiegato - sarebbero destinati solo per 7 giorni alle gare della Formula E, mentre la ricaduta positiva sulla città di Napoli sarebbe permanente e non solo confinata all’evento”.

La corsa dedicata alle monoposto elettriche avrebbe tra l’altro il pregio di dimostrare concretamente anche l’impegno della città sul fronte del rispetto ambientale, valori a cui tiene molto il commissario straordinario dell’ACI Tullio Del Sette, grazie al quale è stata messa a dimora una pianta, il cipresso di San Francesco, nei pressi della Rotonda Diaz, proprio al centro del circuito allestito per il Napoli Racing Show.

Sogni, progetti e ambizioni di crescita a parte, vale la pena ricordare che tra sabato, domenica e lunedì, hanno dato spettacolo su tre circuiti (uno per i kart, uno per le auto della Formula Rally, un altro per la Challenge) oltre 140 piloti. Avvincenti, nelle gare delle varie categorie dell’auto, le sfide uno-contro-uno, culminate in spettacolari duelli sul filo dei secondi, che hanno entusiasmato il pubblico sugli spalti.

Un pubblico eterogeneo, composto in gran parte da famiglie “alla scoperta” di uno sport che raramente si può vedere in città. L’ingresso era gratuito e gli organizzatori parlano di 150.000 presenze in tre giorni, distribuite tra 65mila spettatori che hanno affollato il villaggio della Rotonda Diaz e riempito le tribune per applaudire i campioni in gara, e gli oltre 85mila visitatori che hanno curiosato nel paddock allestito lungo via Caracciolo. Un movimento straordinario, favorito anche al bel tempo e dalla location.

Tra spettatori e ospiti d’onore si sono fatti vedere anche l’ex pilota di Formula 1 Vitantonio Liuzzi (“evento bellissimo, degno di crescere”), Gianfranco Mazzoni, storica voce della F1 in Rai ("Napoli riesce sempre a stupirci"), il presidente del Napoli di oggi, Aurelio De Laurentiis (“da anni dico che Napoli è meglio di Montecarlo e merita grandi eventi”), e quello del Napoli di ieri, Corrado Ferlaino. Il quale – non tutti lo sanno – ha praticato l’automobilismo in gioventù, è stato campione italiano, ha partecipato a gare importanti come la Mille Miglia e la Targa Florio, e a 95 anni non ha voluto mancare l’appuntamento con il Racing Show e con un vecchio amico come Antonio Maglione, altra vecchia gloria dell’automobilismo, venuto appositamente da Roma per assistere a quello che ha definito “uno spettacolo sorprendente e straordinario, in una città impareggiabile qual è la mia adorata Napoli, alla quale mi lega il ricordo di una indimenticabile vittoria sul circuito di Posillipo, nel 1960, al volante di una De Sanctis”.

Detto della vittoria assoluta di Venanzio, vale la pena ricordare che hanno dato spettacolo e conquistato il podio anche altri piloti locali, come Gianluca Miccio, vincitore della prima edizione del Napoli Racing Show nel 2024, al volante di una Wolf-Suzuki; con lui Luigi Vinaccia, con l’Osella-Honda 2000, e Gianluca De Crescenzo, pure su Osella. Sul primo gradino del podio, tra i Prototipi fino a 1.400 ha dominato Pasquale Amatruda, mentre tra le GT hanno conquistato la scena le Lamborghini e, soprattutto, le Ferrari, con le buone prestazioni di Maurizio Pitorri, Pasquale Pastore, Sabatino Di Mare e Ivan Postiglione.

Nella TCR hanno dominato la scena Tosini, Scorza e Monzeglio; nella RS Plus vittoria di Maurizio Abate, davanti a Cioffi e Fiorucci. Tra i piccoli mostri dell’Assominicar hanno dato spettacolo Antonio Ilardo e Francesco Zupo, classificati nell’ordine. Strabilianti le prestazioni delle immortali Peugeot 106, con Marcello Bisogno bravo a imporsi su Paolillo, e di grande appeal le Mitjet della categoria Special Cars: nella lotta in famiglia tra piloti della Scuderia Costa Ovest l’ha spuntata Riccardo Romagnoli davanti al “padrone di casa” Gianpaolo Orlandi e a Simone Frangioni.

Da sottolineare, nella specialità riservata alla Formula Rally (su un circuito leggermente modificato, e ancora più spettacolare), la vittoria del napoletano Fabio Gianfico, tornato a correre, al volante di una Skoda EVO2, dopo due anni di inattività e un’operazione al ginocchio. A suo favore è finita la sfida finale con Ogliari; Terzo Messori.

Tra le storiche ha conquistato il primo gradino del podio il “figlio d’arte” Francesco Turizio, che al volante di una agilissima e velocissima X1/9 Dallara ha stravinto, precedendo l’Alfa del promettente Teodoro Cotumaccio Jr. e la Renault Clio di Puorto.

Lo spettacolo del Napoli Racing Show è stato arricchito anche da una esibizione di auto d’epoca, tra le quali hanno recitato ruoli da autentiche star le auto della famiglia Turizio, ovvero la Hesketh di Formula 1 degli anni 70 di Cosimo (che continua ad esibirsi in pista alla veneranda età di 84 anni!) e la Mini Cooper S affidata alla figlia Stella, ex campionessa di vela rivelatasi brillantissima anche nella guida sportiva in circuito.

Tra le veterane di maggiore prestigio si è fatta ammirare anche la Lola 3000 di Michele Liguori, macchina motorizzata, come la Hesketh di Formula 1, con il mitico Cosworth 8 cilindri da 520 cavalli, al volante della quale l’”avvocato volante” napoletano ha conquistato numerose vittorie e piazzamenti sui circuiti più importanti del mondo, dal Nurburgring a Hockenheim, da Silverstone a Brand Hatch, da Spa Francorchamps a Donington…

Grazie alla famiglia Veneruso, che da anni la custodisce con cura maniacale, ha sfilato sul circuito “di casa” anche la piccola Urania appartenuta a Maria Teresa De Filippis, prima donna, napoletana puro sangue, a debuttare in Formula 1 negli anni 50. Ciro Riccio, noto gentleman driver di San Giuseppe Vesuviano, ha esibito invece la sua GiPi, piccola Sport Prototipo realizzata negli anni 70 da Giuseppe Parisotto (per il telaio) e Trivellato (per il motore di origine Fiat), un’auto appartenuta negli anni 70 a Valerio Negrini, uno dei fondatori dei Pooh (fu il primo batterista prima di Stefano D’Orazio). E ancora: si sono esibite anche altre vecchie glorie dell’automobilismo locale come Daniele De Luca (77 anni), al volante della monoposto Super Junior Wipper motorizzata Suzuki 600, e Rosario De Fazio, al volante di un piccolo prototipo messogli a disposizione dall’Autosport Sorrento. Tra i veterani delle storiche ha potuto esibirsi, al volante di una monoposto moderna di Formula 4, anche Francesco Pio Coppola, giovane speranza dell’automobilismo locale (ha appena 15 anni) che dopo incoraggianti esperienze nel karting spera di farsi largo nella stagione 2025, con l’assistenza del team Tecno Race di Avellino.

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martedì 9 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 11:46 | © RIPRODUZIONE RISERVATA