Opel Frontera Hybrid

Opel: tante soluzioni, sceglie il cliente. La casa tedesca offre tutte le tipologie di motori in questa fase di transizione

di Mattia Eccheli
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Il proverbiale “imbarazzo della scelta” è quello che Opel offre agli automobilisti che devono acquistare un'auto nuova e non sicuri di quale sia l'opzione migliore. La casa del Fulmine ha già a listino le declinazioni elettriche dei propri modelli, che per alcuni anticipano ancora troppo i tempi (in Italia, dove la penetrazione è ancora bassa, attorno al 5%, più che altrove), mentre le pur efficienti alimentazioni convenzionali hanno gli... anni contati. Le soluzioni ibride sono un'alternativa e, come dicono le stesse case automobilistiche, costituiscono un “ponte” verso il futuro. L'opzione a 48 Volt, il cosiddetto mild hybrid, è disponibile sui tre Suv del costruttore di Rüsselsheim sviluppati pescando le tecnologie dagli scaffali del gruppo Stellantis. Sulla rilanciata Frontera (438 centimetri di lunghezza e 267 di passo), sulla rinnovata Grandland e sulla compatta Mokka (4,15 metri con un interasse di 2,56) il sistema abbina un turbo benzina da 136 Cv messo a punto espressamente per questo impiego al cambio elettrificato a doppia frizione a sei marce, all'unità elettrica da 28 Cv e a una piccola batteria agli ioni di litio che si ricarica automaticamente.

Chi sta al volante non deve fare compromessi e, anzi, in città può anche guidare fino al 50% del tempo a zero emissioni. La Frontera (attorno ai 1.600 litri di capacità del vano bagagli posteriore) si può ordinare anche con un sistema meno potente, da 100 Cv, sempre ibridizzato. La Frontera è disponibile anche a 7 posti, ma non con l'alimentazione 100% elettrica. «La tecnologia – garantisce il costruttore – è particolarmente efficace nel traffico cittadino. L'azionamento elettrico supporta il motore a benzina in fase di accelerazione e partenza da fermo». Di più: «Quando Opel Grandland, Frontera o Mokka Hybrid rallentano, il motore a benzina si spegne mentre quello elettrico funge da generatore per ricaricare la batteria del sistema ibrido. Il sistema, coordinato in modo ottimale, è progettato per fornire sempre le migliori prestazioni con il minor consumo energetico». La Grandland (4,48 metri di lunghezza, 173 millimetri in più rispetto alla generazione precedente, e 2,68 di passo), immaginato anche come solo veicolo per la famiglia e quindi impiegato anche per gli spostamenti più importanti (il bagagliaio ha una capienza compresa fra i 550 e i 1.645 litri), è anche plug-in. Una ricaricabile da 195 Cv di potenza e 350 Nm di coppia che, grazie alla batteria da 17.9 kWh, ha un'autonomia elettrica di 87 chilometri nel ciclo di omologazione Wltp.

La percorrenza complessiva può sfiorare i 900 chilometri. In realtà, Dirk Kaminski, ingegnere capo di Opel Grandland, ha anticipato che il nuovo top di gamma potrà superare i 1.000 chilometri con il serbatoio pieno e la batteria carica, come conferma un test in cui «in condizioni avverse» ha raggiunto addirittura i 1.115.
Il modello è Made in Germany, anzi Made in Eisenach dove sono avvenuti sviluppo e ingegnerizzazione e dove avvengono produzione e assemblaggio delle batterie con celle frutto della cooperazione tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies. Per stuzzicare l'interesse degli automobilisti che credono che l'elettrico non dia la scossa (in senso lato, è chiaro) Opel ha deciso proporre il logo Gse (oggi acronimo di Grand Sport Electric) sulla gamma a zero emissioni. «Significa modelli dinamici, esaltanti ed emozionanti», spiega il Ceo Florian Huettl. La prima applicazione pratica è la Opel Mokka Gse Rally, omologata secondo i parametri Fia eRally5 con 280 Cv di potenza, 345 Nm di coppia e una batteria da 54 kWh, ossia la stessa capacità di quella del modello elettrico di serie già in commercio. «Farà battere forte il cuore dei fan di Opel Motorsport – assicura la responsabile del marketing Rebecca Reinermann - Il prototipo da rally dimostra che il nostro sub-brand regalerà emozioni elettriche e prestazioni di alto livello in linea con la nostra ricca tradizione nel motorsport». La declinazione stradale, già annunciata con «molti di contatti rispetto al prototipo da rally», è ancora in fase di sviluppo, ma il debutto non dovrebbe essere lontano.

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lunedì 30 giugno 2025 - Ultimo aggiornamento: 12-07-2025 12:01 | © RIPRODUZIONE RISERVATA