Plug-in, la soluzione universale: zero emission in città e senza limiti per viaggiare
Due auto in una. Elettrica in città, ibrida senza ansie d’autonomia fuori. È il sistema ibrido plug-in (PHEV): uno o più motori elettrici abbinati al benzina o al diesel, grandi batterie - ma non enormi - ricaricabili in decelerazione o, in tempi piuttosto rapidi, a una colonnina o ad un impianto casalingo. L’autonomia in sola modalità elettrica può superare i 100 chilometri che, numeri alla mano, non sono pochi: considerando una percorrenza media in Italia di meno di 25 chilometri al giorno, il motore a combustione interna in città può rimanere sempre spento con emissioni allo scarico, proprio come un’elettrica, pari a zero. Al resto, gita al mare o in montagna o comunque con batterie scariche, ci pensa il serbatoio tradizionale. A patto di non esagerare: con ricariche non regolari e piede pesante, le emissioni sono paragonabili a quelle di auto senza “spina” o anche superiori per la massa aggiuntiva della componente elettrica. Sostenibile quanto basta, a condizione di non guardare troppo al portafoglio: l’ibrido plug-in è un concentrato di tecnologia che fa lievitare i prezzi di listino.

Non tutti però si spaventano e le vendite iniziano lentamente a uscire dalla nicchia: in Europa nel primo trimestre del 2025 si sono vendute oltre 207mila ibride plug-in con una crescita dell’1,1% e una quota di mercato del 7,6%. Numeri a doppia cifra in Italia: nei primi 5 mesi dell’anno le PHEV sono state 35.910 con un incremento del 51,6% e quota appena sotto il 5%. Una tendenza destinata a crescere anche alla luce della fiscalità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 per le auto aziendali che premia, con una tassazione al 20% - rispetto al 50% di ibride full e mild, benzina e diesel - proprio le PHEV.
La più venduta della categoria in Italia è la Byd Seal U, primato che racconta anche come i costruttori cinesi, preoccupati per l’aumento dei dazi da novembre sulle elettriche “made in China”, stiano rimodulando l’offerta europea verso le PHEV. A crescere è anche l’offerta, in particolare sui segmenti più alti e da parte dell’industria tedesca, dall’inizio sostenitrice di questa tecnologia. L’ultima novità si chiama Audi Q5 e-hybrid: un 4 cilindri 2.0 turbo iniezione diretta benzina da 252 cavalli abbinato a un propulsore elettrico sincrono a magneti permanenti da 143 cv e, soprattutto, una batteria di 25,9 chilowattora con nuove celle prismatiche che, a parità di dimensioni, possono offrire il 50% di energia in più, per un’autonomia in modalità elettrica di 100 chilometri e tempi di ricarica di 2,5 ore.

Ancora più performante, se parliamo di distanza percorsa a zero emissioni, la nuova Q3 in arrivo a fine anno: fino a 120 chilometri con una carica. Mercedes è invece l’unica Casa automobilistica ad offrire l’ibrido plug-in con un motore diesel (Classe C ed E, berlina e station wagon, GLC e GLE), un modo per combinare due efficienze che riduce di molto i costi di gestione. Nel complesso le PHEV del marchio di Stoccarda sono 19 con autonomie in full electric fino a 129 km e una potenza combinata che può arrivare ai 612+204 cavalli della AMG GT E Performance. Bmw punta (anche) sul divertimento di guida: la nuova Bmw XM Label offre un V8 e un motore elettrico integrato nella trasmissione M Steptronic a 8 marce, con potenza complessiva di 550 chilowatt (748 cavalli) e coppia massima da schiacciare al sedile di 1.000 newtonmetri. L’autonomia in elettrico? Fino a 76 Km, dettagli da oltre 185mila euro. Chi sembra puntare con più convinzione ora sull’ibrido plug-in è Toyota come dimostra il lancio nella primavera del 2026 della nuova generazione della RAV4: autonomia in elettrico di 100 chilometri, tempi di ricarica rapidi dal 10 all’80% in 30 minuti e una potenza che nella versione a trazione integrale è di oltre 300 cavalli.
La lista di ibride plug-in potrebbe riempire tutte le pagine di questo Speciale ma due modelli in particolare meritano la citazione, se non altro perché parliamo di marchi che hanno fatto la storia dell’auto del nostro Paese: Ferrari e Lamborghini. In attesa della prima Rossa elettrica, a Maranello hanno presentato la 296 Speciale: motore V6 accoppiato ad un elettrico installato tra il 6 cilindri e il cambio DCT a 8 rapporti, frizione per disaccoppiare i motori per garantire la marcia in modalità elettrica per un massimo di 25 chilometri, batteria da 7,45 chilowattora installata nel pianale, velocità massima di 330 km/h e passaggio da 0 a 100 in 2,8 secondi. Per Lamborghini invece è in arrivo la Temerario: nuovo motore V8 biturbo da 10mila giri/minuto a tre propulsori elettrici, per una potenza complessiva di 920 cavalli, velocità massima superiore ai 340 km/h e scatto da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi. Difficile voler di più, potendo permetterselo.




