Mattia Vanini (ATFlow): «Con Xpeng vogliamo rendere la tecnologia più umana e vicina alle persone»
BRUXELLES – L’ingresso di Xpeng nel mercato italiano rappresenta una delle sfide più interessanti dell’attuale fase di trasformazione dell’automotive. Un brand giovane, fortemente orientato alla tecnologia e all’innovazione, chiamato a confrontarsi con un contesto maturo e altamente competitivo. A guidarne l’importazione e la distribuzione esclusiva in Italia è ATFlow, società del Gruppo Autotorino, sotto la presidenza di Mattia Vanini. In questa intervista, Vanini racconta la strategia di sviluppo del marchio, il ruolo centrale dell’esperienza cliente, l’importanza della rete e del post-vendita, e la visione di una mobilità elettrica sempre più evoluta ma, soprattutto, più umana.
Xpeng arriva in Italia in un contesto di mercato complesso e molto competitivo. Da dove parte il vostro approccio per far conoscere il brand e costruire la rete?
«Parto dalle nostre origini. Noi veniamo dal mondo retail, che è il vero punto di contatto tra un brand e il cliente finale. Questo ci dà una grande consapevolezza sia di ciò che significa relazione con il cliente, sia della qualità del prodotto che stiamo portando sul mercato. Oggi un’auto è un oggetto estremamente complesso e ricco di contenuti, quindi stiamo lavorando e continueremo a farlo molto intensamente a quattro mani con i nostri partner dealer per mettere le persone in auto e far vivere concretamente i valori aggiunti delle vetture Xpeng».

Quali sono questi valori aggiunti che ritenete più distintivi?
«Xpeng nasce da una filosofia tecnologica molto ampia, che parte dall’intelligenza artificiale, dagli umanoidi, persino dalle auto volanti, e arriva poi alla vettura. Tutto questo si traduce in caratteristiche molto concrete: tecnologia avanzata sulle batterie, sistemi di assistenza alla guida evoluti, comfort, qualità costruttiva. Sono elementi che si possono raccontare, e lo faremo con un piano marketing strutturato, ma che devono soprattutto essere vissuti. Oggi il mercato è molto popolato e tanti player raccontano cose simili; la differenza, però, emerge quando le provi davvero».
Quanto è centrale l’esperienza diretta del cliente nella vostra strategia?
«È fondamentale. Raccontare non basta più. Toccare con mano fa la differenza. Per questo stiamo costruendo una rete solida: oggi abbiamo oltre 20 punti già attivi ed entro la fine del 2025 supereremo i 40 punti vendita. Parallelamente continueremo a lavorare sulla comunicazione corporate, sia digitale che fisica, e su eventi locali che avvicinino le persone al prodotto. Xpeng può sembrare un brand molto tecnologico, quasi distante, ma la nostra sfida è dimostrare che si tratta di tecnologia al servizio delle persone».

Il claim “From Horse Power to Brain Power” riassume bene questo concetto?
«Assolutamente sì. È un passaggio da una definizione meccanica dell’auto a una visione più umana, più personalizzata. Vogliamo che questo concetto venga compreso: la tecnologia non è fine a sé stessa, ma serve a migliorare la vita quotidiana del cliente, rendendo l’esperienza più semplice, più intuitiva e più vicina alle persone».
ATFlow sta investendo molto anche sul capitale umano. Quanto conta il team in questa fase?
«Conta tantissimo. Il nostro team sta crescendo, continuiamo a investire in persone e competenze. Xpeng è un brand giovanissimo, probabilmente il più giovane del panorama automotive, e in pochissimo tempo è passato da zero a una gamma completa in Cina, che si completerà anche in Europa nei prossimi 12-24 mesi. Questa velocità e questa voglia di fare bene, ma rapidamente, le stiamo portando anche all’interno della nostra realtà».
Avete dichiarato obiettivi di vendita per il primo anno?
«No, preferiamo non farlo. Stiamo crescendo molto velocemente, ma vogliamo parlare di risultati consolidati. Ci ritroveremo a fine anno e vedremo cosa avremo costruito. Il nostro obiettivo è seguire un percorso di crescita solido: lavorare sulla preparazione, sulla formazione, sugli showroom, sulle persone e sull’avvicinamento del brand ai clienti. Lavoriamo sulle cause, non solo sugli effetti: così la crescita delle vendite arriverà in modo naturale, accompagnandoci verso una curva di accelerazione che guarderà al 2027».

Che tipo di clientela sta intercettando Xpeng in Italia?
«Siamo in un mercato maturo, quindi inevitabilmente dobbiamo conquistare clienti. Xpeng parla molto a chi è tech oriented, a chi cerca innovazione e sa riconoscerla. Allo stesso tempo, grazie alla qualità costruttiva, agli interni e soprattutto a un design molto forte e di ispirazione europea, crediamo di poter allargare molto il bacino. Il capo del design di Xpeng arriva da importanti esperienze nei marchi europei, anche del lusso, e questo si riflette in una visione del bello più universale, che in Italia - dove la componente emozionale è fortissima - ci aiuta molto».
Come è stata l’accoglienza dei primi modelli, in particolare tra G6, G9 e la nuova P7+?
«Molto positiva. I feedback iniziali parlano di design, interni e contenuti tecnologici molto apprezzati. I primi clienti sono persone molto informate, che conoscevano già il brand e lo aspettavano. La prova su strada ha confermato le aspettative. Un aspetto particolarmente apprezzato è la velocità di ricarica: oggi il focus non è più fare chilometraggi estremi, ma ricaricare velocemente e avvicinare l’esperienza d’uso a quella delle auto tradizionali».

C’è un identikit anagrafico dei primi clienti?
«La forbice è abbastanza ampia, dai 35 ai 55 anni, che è poi il bacino principale del mercato auto. Abbiamo sia clienti già convinti dell’elettrico sia persone che ci scelgono come prima vettura elettrica. Questo ci sta orientando anche nella comunicazione, per spiegare sempre meglio come utilizzare l’auto elettrica e massimizzarne i benefici».
Anche il tema dei servizi è centrale, come dimostra la collaborazione con Electrip…
«Esatto. Vogliamo offrire una mobilità a 360 gradi. Con Electrip permettiamo ai clienti di avere wallbox domestica, pacchetti di kWh dedicati e tariffe agevolate sulla rete. È un ulteriore passo per rendere l’esperienza elettrica più semplice e accessibile».
Guardando anche al post-vendita, come si svilupperà la rete di assistenza?
«Seguiamo una crescita modulare: dai 20 punti iniziali supereremo i 40, ampliando l’assistenza con l’aumentare del circolante. Le vetture Xpeng sono best in class per gli aggiornamenti OTA, quindi molti interventi possono essere gestiti da remoto. Abbiamo investito fin da subito in un team post-vendita dedicato, con centri logistici per i ricambi in Italia e in Europa. Il nostro obiettivo non è solo vendere auto, ma mettere i clienti in una condizione di totale serenità».




