Hyundai, mobilità amica. Il brand coreano, che guida il terzo costruttore del mondo, sviluppa ogni segmento del mercato

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Per Hyundai è un periodo di passaggio, ma vissuto con le idee chiare. Se infatti le vendite sono in leggera flessione in Italia (-6,6%) e in Europa (-2,5%), a livello globale i dati sorridono al marchio coreano, sia per le vendite sia per i profitti, consolidandone il ruolo di terza forza mondiale dell’automobile. E sarebbero potuti andare ancora meglio se non ci fossero i dazi negli USA, dove il gruppo sviluppa il 40% del suo fatturato e dove ha promesso di investire ben 26 miliardi di dollari entro il 2028. Ma non è che il piede destro si sia sollevato per gli altri mercati: sono infatti in fase di ampliamento le strutture di ricerca e sviluppo in Europa e sono state avviate collaborazioni con Nvidia per l’architettura elettronica e l’Intelligenza Artificiale e con Toray per lo studio di materiali più leggeri e più rispettosi dell’ambiente.
L’obiettivo per il 2030 è produrre 5,55 milioni di unità delle quali 3,3 milioni saranno elettrificate, con elettriche per ogni segmento e almeno 18 modelli ibridi. Dunque è già chiaro che cosa ci voglia per riallineare l’Europa al resto del mondo: rafforzare la parte bassa della gamma. Nel 2026 è in arrivo la Ioniq 2, crossover elettrico lungo poco più di 4 metri e con un listino intorno ai 30mila euro, e il presidente e CEO di Hyundai Europe, Xavier Martinet, ha annunciato tre novità nel segmento B per i prossimi 2 anni.

La prima sarà la Ioniq 3 anticipata dalla Three Concept presentata in settembre al Salone di Monaco e che ha stupito per il suo stile sportivo, le altre due saranno full-hybrid e non è difficile indovinare quali: parliamo infatti delle nuove i20 e Bayon che saranno prodotte a Izmit, in Turchia, mentre la Ioniq 2 uscirà dallo stabilimento di Nošovice, nella Repubblica Ceca. E tutte e tre saranno firmate da Nicola Danza, responsabile per lo stile esterno presso il centro di design che Hyundai ha a Rüsselsheim, in Germania. Nel frattempo il listino di Hyundai si allunga e presenta tante piccole modifiche figlie di un costante aggiornamento della gamma.
Un esempio è la Tucson, che accoglie una gamma motori rinnovata mantenendo il diesel 1.6 mild-hybrid da 136 cv e il benzina di pari cilindrata da 150 cv, ma ha una versione full-hybrid che cresce in potenza (239 cv, +24 cv) e offre prestazioni migliorate mantenendo i ben noti livelli di efficienza in attesa di una versione ibrida plug-in anch’essa migliorata. La novità assoluta è rappresentata invece dal grande suv Ioniq 9 che arriva finalmente anche da noi: ha abitacolo a 5 e 7 posti, una batteria da ben 110 kWh ricaricabile fino a 350 kW, grazie all’architettura elettrica a 800 Volt, un’autonomia di almeno 600 km e tre livelli di potenza, dai 160 kW della versione a motore posteriore a quelle bimotore a trazione integrale da 226 kW o 315 kW.

L’altra novità elettrica sarà il restyling della Ioniq 6 che oltre a un design più sofisticato e a interni ancora più raffinati, porta in dote la versione sportiva N che eredita dalla 5 N il sistema di propulsione da 650 kW con batteria da 84 kWh portando ad un livello superiore le prestazioni (0-100 km/h in 3,2 s.) grazie al peso inferiore, al baricentro più basso, al passo più corto e alla migliore aerodinamica. Il futuro riserverà sicuramente altre N ma, contrariamente a quanto annunciato in precedenza, non saranno solo elettriche.
E a proposito delle altre forme di elettrificazione, Hyundai ha annunciato che sta sviluppando un inedito sistema range extender che permetterà di avere un’autonomia di 960 km mentre sul versante dell’idrogeno, è in arrivo per l’inizio del prossimo anno la Nexo, che promette un’autonomia di ben 826 km con un pieno che può essere completato in 5 minuti. Un’auto vera, ma soprattutto il simbolo di una visione che Hyundai vuole completare con un ecosistema sempre più ampio e investimenti massicci, come dimostra il nuovo stabilimento di Ulsan dove saranno prodotti nel 2027 a regime 30mila stack di celle a combustibile di nuova generazione e anche elettrolizzatori, per ricavare idrogeno dall’acqua.




