Le cinque monoposto senza pilota corrono guidate dall’intelligenza artificiale

A2RL, a Imola la sfida del futuro: cinque monoposto senza pilota corrono guidate dall’intelligenza artificiale

di Michele Montesano
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IMOLA - Il futuro del motorsport passa per l’Italia. Sabato 5 settembre l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari ospiterà la prima gara europea dell’Abu Dhabi Autonomous Racing League: la A2RL, competizione dedicata alle monoposto completamente autonome. Per la prima volta la serie lascerà il circuito di Yas Marina di Abu Dhabi per confrontarsi con un tracciato vecchia scuola, portando cinque vetture senza pilota su uno dei circuiti più tecnici e impegnativi del panorama automobilistico mondiale.

A colpire, prima ancora delle prestazioni, sarà l’assenza dell’elemento che da sempre rappresenta il centro di una corsa automobilistica: il pilota. Nessuno sarà seduto nell’abitacolo a decidere quando frenare, accelerare, attaccare o difendersi. A farlo saranno algoritmi, sensori e sistemi di calcolo capaci di interpretare in tempo reale ciò che accade intorno alla vettura e trasformarlo in comandi per sterzo, acceleratore, freni e cambio. Una sfida che assume un significato particolare a Imola, dove la pista è stretta, tecnica e caratterizzata da curve che non lasciano molto spazio agli errori.

La A2RL, promossa da Aspire, struttura dell’Advanced Technology Research Council di Abu Dhabi, è arrivata al terzo anno di attività dopo due stagioni di progressiva evoluzione. Il primo appuntamento, nel 2024, aveva mostrato soprattutto i limiti di una tecnologia ancora agli inizi. Nel 2025, invece, il livello delle vetture era cresciuto sensibilmente, con velocità superiori ai 250 km/h, sorpassi e una capacità di gestione della gara molto più vicina a quella di una competizione tradizionale.

Basti pensare che nel confronto diretto tra la monoposto autonoma del team TUM, dell’Università di Monaco di Baviera, e l’ex pilota di Formula 1 Daniil Kvyat, il distacco sul giro lo scorso anno è sceso ad appena 1,58 secondi, contro i circa dieci secondi del precedente confronto. Dato che nella prossima sfida, sempre sul tracciato di Yas Marina, molto probabilmente verrà ulteriormente assottigliato.

Ora il banco di prova cambia radicalmente. Imola rappresenta un passaggio fondamentale per capire quanto i sistemi autonomi siano realmente in grado di adattarsi a condizioni differenti. La pista del Santerno impone una successione di frenate, cambi di direzione e curve ad alta velocità che mettono sotto pressione tanto la vettura quanto il suo sistema decisionale. Non basta quindi conoscere il circuito: l’intelligenza artificiale deve imparare a interpretarlo, individuare le traiettorie, prevedere il comportamento delle altre monoposto e reagire in una frazione di secondo.

«L’arrivo di A2RL a Imola rappresenta un momento decisivo per il futuro del motorsport autonomo - sottolinea Stephane Timpano, amministratore delegato di A2RL e Aspire - Dopo due stagioni di successo ad Abu Dhabi, portare le nostre auto da corsa su uno dei circuiti più iconici al mondo dimostra quanto questa tecnologia si sia evoluta e quanto il suo potenziale abbia ormai una dimensione globale».

Le cinque monoposto utilizzate dalla A2RL condividono la stessa base tecnica, derivata dalla Dallara Super Formula SF23, una vettura progettata per competere ai massimi livelli delle monoposto a ruote scoperte. La piattaforma è stata trasformata nella EAV-26 attraverso l’integrazione dell’elettronica necessaria alla guida autonoma. Il motore turbo quattro cilindri da due litri sviluppa fino a 600 cv, mentre il sistema di calcolo utilizza componenti ad alte prestazioni affiancati da tre LiDAR, quattro radar e sette telecamere. È però soprattutto il software sviluppato dai singoli team a determinare il comportamento delle vetture.

A Imola saranno cinque le squadre in gara: Unimore Racing, espressione dell’Università di Modena e Reggio Emilia giocherà in casa, PoliMOVE del Politecnico di Milano, TUM della Technical University of Munich, Constructor Racing e Kinetiz, quest’ultimo nato dalla collaborazione tra Emirati Arabi Uniti e Singapore. La sfida, dunque, non è tanto tra automobili quanto tra differenti approcci all’intelligenza artificiale, alla percezione dell’ambiente e alla gestione della dinamica della vettura.

Per i due team italiani l’appuntamento assume un valore ancora più significativo. La Motor Valley diventa infatti parte integrante di un progetto internazionale nel quale la tecnologia italiana occupa un ruolo centrale, a partire dalla Dallara che fornisce la piattaforma utilizzata dalla categoria e altre realtà che supportano la serie.

La competizione è però soltanto la parte più spettacolare di un progetto che punta soprattutto allo sviluppo tecnologico. La pista rappresenta un laboratorio nel quale mettere alla prova sistemi destinati, almeno nelle prospettive dei promotori, ad avere applicazioni anche e soprattutto al di fuori del motorsport.

«A2RL nasce come una sfida tecnologica, in cui abbiamo voluto testare la guida autonoma in condizioni estreme» osserva Alessandro Tucci, executive director della House of Grand Challenges di Aspire. Il principio è infatti quello di utilizzare le corse come ambiente controllato nel quale spingere al limite capacità di percezione, elaborazione e decisione. Le vetture devono localizzarsi, riconoscere gli ostacoli e le altre monoposto, pianificare una traiettoria e tradurla in azioni fisiche senza l’intervento umano. A oltre 250 km/h, anche un errore minimo nella posizione stimata o nella valutazione di una traiettoria può avere conseguenze immediate.

La tecnologia sviluppata per la pista non può essere trasferita automaticamente sulle automobili stradali, perché il mondo reale presenta variabili molto più numerose, dai pedoni agli incroci fino alla segnaletica e alle condizioni imprevedibili del traffico. Tuttavia, le competenze sviluppate attraverso le corse autonome possono contribuire alla crescita di settori come la logistica, l’agricoltura automatizzata e, più in generale, la mobilità del futuro.

In questo percorso assume un ruolo fondamentale anche la simulazione. Prima di arrivare sul circuito, i team hanno potuto lavorare sul gemello digitale di Imola, ricostruito attraverso dati e rilievi 3D. Questo ha consentito alle intelligenze artificiali di effettuare un numero enorme di giri virtuali, studiando traiettorie e comportamento della vettura senza i limiti imposti dal tempo disponibile in pista.

La pista reale rimane però insostituibile. A Imola le squadre hanno dovuto confrontarsi anche con condizioni meteorologiche variabili e con la pioggia, elemento che aggiunge un ulteriore livello di complessità ai sistemi di percezione e controllo. È proprio in queste situazioni che emerge la differenza tra una tecnologia capace di funzionare in condizioni ideali e un sistema realmente pronto ad affrontare l’imprevedibilità.

La A2RL, inoltre, non vuole limitarsi a essere un esperimento tecnologico riservato agli specialisti. L’inserimento della gara nell’Aci Racing Weekend porta le monoposto autonome davanti a un pubblico abituato alle gare tradizionale e crea un confronto diretto tra due mondi destinati a dialogare sempre di più. Appuntamento quindi per le 18:20 del prossimo 5 settembre. Mentre l’intelligenza artificiale affronterà le curve del Santerno, il motorsport si troverà davanti a una delle sue sfide più affascinanti: capire fin dove può spingersi una macchina quando al volante non c’è più un uomo ma un computer.

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giovedì 3 settembre 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:01 | © RIPRODUZIONE RISERVATA