De Mévius (Mini) vince la tappa inaugurale davanti ad Al-Attiyah (Dacia). Al-Rajhi (Toyota), primo nel 2025, già a quasi 29'

Dacia, evoluzione tecnologica per tutta la gamma: nuovi motori, più potenza e maggior autonomia

Dacia Bigster, le avventure outdoor nel Dna. Pack Sleep, tetto panoramico e soluzioni intelligenti che semplificano la vita

Dacia chiude il 2025 con 97.198 vendite (+13,1%) e quota retail privati al 10,6% e rilancia: Sandero restyling tra tech e GPL
ALULA – Yazeed Al Rajhi, vincitore dell'ultima Dakar, ha cominciato con la marcia sbagliata il rally raid più duro al mondo che per la settima volta di disputa nel deserto arabo. Chiamato a confermare l'exploit della scorsa edizione, il saudita ha rimediato subito non solo un ritardo piuttosto pesante con il Toyota Hilux Gr della Overdrive (quasi 13 minuti), ma anche una penalità decisamente significativa, ossia 16 minuti. In pratica è già lontanissimo dalla testa e dopo la prima tappa è solo 39/o.
Nella frazione di complessivi 518 chilometri che ha portato la carovana da Yanbu ad Alula si è imposto il belga Guillaume De Mévius che in 3h 07'49'' con la Mini Jcw del team X-Raid ha preceduto di 40'' l'attesissimo Nasser Al-Attiyah, uno dei protagonisti dell'operazione Dacia Sandriders. Il principe qatariota, che al suo attivo ha diverse partecipazioni ai giochi olimpici estivi e un bronzo nel tiro a volo, ha già vinto cinque volte la Dakar con tre costruttori differenti (Volkswagen, Mini e Toyota): insegue il sesto trionfo con un quarto.
Sul podio anche Martin Prokop con il Ford Raptor della Orlen Jipocar: il rallysta ceco ha chiuso a 47'' da Al-Attiyah e appena un secondo davanti a Mattias Ekström con lo stesso pick-up, allestito della M-Sport per conto della Ford Racing. Il ritardo dello svedese è tuttavia di 11'' per effetto di una penalità di dieci secondi. Il quinto è molto più che un outsider, pur guidando un Hilux, quello della Energylandia: è il 50enne polacco Marek Goczal (la famiglia è rappresentata anche dal figlio, Eryk, oggi 22/o, e dal fratello Michal, 21/o) che ha lo stesso tempo di Ekström.
Sesto Carlos Sainz, primo nel 2024 con la Audi, quando, a 61 anni, era stato anche il più anziano vincitore della Dakar. “El matador” rende al battistrada 1'54''. Quindi un Hilux della scuderia sudafricana di Toyota, quello di Guy Botteril (7/o a 2'03''), e due Raptor ufficiali con al volante Nani Roma (8/o a 2'37'') e Mitch Guthire (9/o a 2'50''). L'atteso Sébastien Loeb, il “cannibale”, ha chiuso decimo a 3'01'' e precede il campione del mondo della specialità e compagno di scuderia Lucas Moraes (11/o) di 33''. Maurizio Gerini, navigatore di Laia Sanz che pilota un Ebro S800 Xrr, è il primo italiano in graduatoria: 26/o a 16'26'', di cui due minuti sono di penalità.




