James (Jaguar Tcs)

FE, James (Jaguar): «Con il servosterzo della Gen4 sarà più facile per l'accesso alle donne»

di Mattia Eccheli
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MONTECARLO – I tempi per il ritorno di una donna (o più) al volante di una monoposto di Formula E si avvicinano. Almeno secondo Ian James, il Team Principal della Jaguar Tcs, anche a Montecarlo, davanti ai box della propria scuderia, sorridente e rilassato come sempre, almeno quando conversa con i giornalisti: «Con la Gen4 sono state deliberatamente modificate alcune cose – spiega il manager che quando era a capo del team della Mercedes-Benz aveva vinto i titoli individuali con Nyck de Vries e con Stoffel Vandoorne, oltre che a squadre – ad esempio il servosterzo, che può agevolare l'arrivo di donne pilote nel nostro campionato non solo come collaudatrici».

E?
«Sarei felice che ciò accadesse, anche se sono già interessanti gli ingaggi di Sophia Flörsch (da parte della Opel Gse, ndr) e di Doriane Pin (da parte di Citroen, ndr). Personalmente sono sempre alla ricerca di nuovi talenti, a prescindere dal genere».

C'è però l'ostacolo dei punti della “super licenza”.
«Ci siamo confrontati con la Fia (la Federazione internazionale dell'automobile, ndr) in passato: non è una questione di uomini e donne, ma di necessità di inserire nuovi talenti. La mia opinione personale, e sottolineo che si tratta solo di un'opinione personale, è che il sistema di punteggio della super licenza, adesso basato sui soli risultati ottenuti con le monoposto, possa venire integrato con quelli conquistati anche in altre serie: credo che sarebbe d'aiuto. Dobbiamo discuterne ulteriormente per assicurarci di poter attrarre il talento giusto, soprattutto giovane».

La stagione non era cominciata benissimo per la Jaguars Tcs e adesso vi presentate a Montecarlo con tre vittorie nelle ultime quattro gare.
«Non abbiamo mai nascosto di aver un “pacchetto” molto forte: piloti, scuderia, monoposto. Diciamo che nel primo paio di gare abbiamo avuto un po' di sfortuna, soprattutto con Antonio (Da Costa, ndr), ma dobbiamo anche ammettere che abbiamo commesso due errori operativi.
Capita. Però non abbiamo perso la consapevolezza e le ultime gare sono andate bene».

Si avvicina il momento dell'era Gen4: contento?
«Assolutamente sì. Porterà la Formula E ad un nuovo livello per quanto riguarda le prestazioni con tutti gli annessi e connessi e questo mi fa estremamente piacere. Credo che ci aspetti una seconda parte della stagione particolarmente eccitante e sono sicuro che ci saranno gare che ci faranno divertire».

Nel Principato Jaguar ha vinto parecchio negli ultimi anni, anche se tu eri con un'altra scuderia.
«Appunto... per me l'ultima volta da vincitore credo sia stata nella stagione 8: vediamo».

Cosa ha di così speciale questo circuito per la Jaguar?
«Bella domanda. Sappiamo che su questa pista sono avvantaggiati i piloti con esperienza: e oggi come prima noi ne schieriamo due che ne hanno. A quanto pare quest'anno non avremo il meteo del 2025 (aveva piovuto, ndr) e anche questo conta, come conteranno le qualifiche. Però, davvero non so rispondere alla domanda sul perché qui le Jaguar abbiano così tanto successo. La strategia è importante e in questo momento siamo messi bene, come dimostrano le ultime gare».

A Berlino voi e altri hanno rinunciato a spingere in qualifica per salvaguardare le gomme: è una scelta legittima?
«Certo che sì. Ogni strategia che rispetta le regole lo è. A differenza di Berlino, però, qui le qualifiche giocano un ruolo molto importante e per questo staremo attenti alla nostra prestazione sul giro secco. Poi vedremo, anche perché avremo due gare diverse, sabato con il Pit Boost e domenica senza».

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venerdì 15 maggio 2026 - Ultimo aggiornamento: 15:06 | © RIPRODUZIONE RISERVATA