FE, la stagione 12 comincia con il piede sbagliato. A San Paolo annullata la prima sessione delle libere. Ecco perché
SAN PAOLO – Mentre Jeff Dodds, il Ceo della Formula E, declina per il canale “interno” del mondiale elettrico il calendario e le novità della stagione che sta per cominciare (tipo la nuova collocazione della gara di Miami e il ritorno a Sanya) sugli schermi compare la scritta che la prima sessione di prove libere, in programma inizialmente alle 16.30 locali (le 20.30 italiane), è stata annullata. Definitivamente. L'orario era già slittato diverse volte, sempre di quarto d'ora, fino a quando è stata presa la decisione di cancellarla. Dopo 75 minuti di inutile attesa.
Insomma, l'ultimo campionato delle monoposto Gen3 è cominciato con il piede sbagliato. A San Paolo, in Brasile, dove la Formula E fa tappa per la quarta volta, è stato registrato un problema con i sistemi di comunicazione radio che, evidentemente, i tecnici non sono riusciti a risolvere in tempo. Una questione puramente tecnica che non può venire ascritta a cause “ambientali”. I 40 minuti delle libere sono importanti per le scuderie, che già hanno ben poco tempo a disposizione.
Le monoposto sono arrivate direttamente da Valencia e nonostante il lavoro di preparazione “da remoto”, gli ingegneri e i meccanici non vedevano le auto da Valencia, dove a fine ottobre si erano svolti i test ufficiali. A Monteblanco, in Spagna, in novembre si erano occupati dei bolidi Gen4 e al momento non è dato sapere quale costruttore abbia già impiegato il nuovo powertrain e quale no.
Dopo un confronto con le scuderie è stata accantonata l'ipotesi di posticipare alle 6 (le 10 italiane) di oggi le libere cancellate ieri, anche perché il programma era già particolarmente intenso: le seconde libere, le qualifiche e l'ePrix, il tutto fra le 7.30 e le 14.05 locali, le 11.30 e le 18.05 in Italia. La levataccia è stata evitata, ma la seconda sessione (che alla fine sarà l'unica) è stata anticipata alle 7.10 e prolungata di 20 minuti per un totale di un'ora, seppur con tempi sempre estremamente compressi, che chi lavora ai box deve sfruttare al meglio per individuare l'assetto migliore in vista della gara. Per il momento, insomma, una partenza con il piede sbagliato.




