FE, Wehrlein (Porsche) trionfa a Londra e torna in testa al mondiale davanti a Dennis. Evans (Jaguar) ancora in corsa

FE, Penske avrebbe ceduto la scuderia alla Fortescue, che ha una solida cooperazione con la Jaguar Tcs

FE, Müller (Porsche): «Ho avuto la sensazione di essere in guerra. Evans corretto, l'altro è andato oltre»

FE, Da Costa (Jaguar): «Wehrlein e Porsche non hanno alcun diritto di lamentarsi. Loro hanno cominciato a gareggiare così»
LONDRA – Trentanove giri ad altissima tensione, uno in più rispetto a quelli previsti, e un mondiale di Formula E ancora apertissimo, anche se i pretendenti al titolo piloti sono stati sforbiciati da nove e tre. Pascal Wehrlein e la Porsche hanno fatto tutto bene e Mitch Evans (Jaguar Tcs) è incappato in una sfortunatissima Full Course Yellow che ha permesso al tedesco di rimanergli davanti in occasione del Pit Boost, la ricarica obbligatoria. Il tedesco, che aveva già portato a casa i tre punti della pole, ha infilato la terza affermazione stagionale, la decima elettrica in carriera, con un margine di quasi 6'' su Jake Dennis, la guida della Andretti con la stessa monoposto 99X Electric, costretto a cedergli il comando provvisorio della classifica.
Tra i due, alla vigilia dell'E-Prix numero 17 che domani chiude la stagione 12, ci sono appena cinque lunghezze. Terzo Antonio Felix Da Costa, che ha permesso alla Jaguar Tcs di mantenere la testa della graduatoria a squadre, l'altro alloro ancora da assegnare, dopo che il trofeo costruttori era già andato alla Porsche in Giappone. Dan Ticktum, con la monoposto Porsche della Cupra Kiro, è rimasto a lungo sul podio, ma è poi scivolato in sesta posizione dopo le “sportellate” con Edoardo Mortara (Mahindra), settimo (ma era partito 18/o), che gli sono costate anche i sorpassi da parte di Sébastien Buemi (Envision, motorizzata Jaguar), quarto, e di Taylor Barnard (Ds Penske), quinto. Nella Top 10 anche lo stesso Evans (ottavo), davanti a Nick Cassidy (Citroen) e a Oliver Rowland (Nissan), escluso aritmeticamente dalla lotta per il titolo.
Giornata da dimenticare per la Lola Yamaha: prima ha dovuto fermarsi Zane Maloney, facendo scattare la prima Full Course Yellow, e poi anche Lucas Di Grassi, che a 17 giri dalla fine e in piena “bagarre” per il passaggio obbligatorio ai box ha innescato la seconda, costata la gara a Evans, costretto a competere a lungo tra le Porsche: dietro alle due ufficiali di Wehrlein e di Nico Müller, che ha coperto le spalle al compagno di squadre, e davanti a quelle di Ticktum e Dennis, protagonista di alcune spettacolari manovre.
Una gara movimentata e mai noiosa che ha rilanciato la Porsche, che punta al “triplete” proprio in casa della Jaguar. Fra i piloti Wehrlein è al comando a quota 169 e precede Dennis (164): con 148 punti Evans è aritmeticamente ancora in corsa visto che ce ne sono ancora 29 in palio. Rowland ha mossa la classifica anche con il giro veloce, ma a 134 si può giocare al massimo il podio. La Porsche ha ridotto il ritardo dalla Jaguars Tcs a sole cinque lunghezze nella graduatoria a squadre: 271 contro 276. Domenica si replica con lo stesso programma di oggi: libere alle .9.40, qualifiche alle 11.40 e gara alle 16.05 (gli orari sono italiani).




