Incidente Bearman, la nuova F1 fa i conti con la sicurezza. Nella pausa FIA, costruttori, team e piloti chiariranno i dubbi
La Formula 1 si ferma oltre un mese per la cancellazione dei GP del Bahrain e Arabia Saudita a causa del conflitto in Medio Oriente e potrebbe non essere un male, se Federazione internazionale, costruttori, team e piloti ne approfitteranno per chiarire alcune perplessità suscitate dalle prime tre gare. In particolare, sta sollevando interrogativi sulla sicurezza delle nuove monoposto la dinamica dell'incidente accaduto a Oliver Bearman a Suzuka. Il britannico della Haas viaggiava verso la curva Spoon a 307 km/h, quando è stato costretto a sterzare bruscamente per evitare l'Alpine di Franco Colapinto, che procedeva 50 Km/h più lenta.
Solo la via di fuga ha permesso a Bearman di limitare i danni dello schianto contro le barriere, avvenuto con una decelerazione di 50G. A causare la forte differenza di velocità il modo in cui le power unit gestiscono il recupero dell'energia elettrica. Il fenomeno, noto come «super-clipping», porta i motori a rallentare improvvisamente l'auto per ricaricare le batterie, anche se il pilota mantiene schiacciato a fondo l'acceleratore. Carlos Sainz é stato uno dei primi a chiedersi cosa sarebbe successo su circuiti ad alta velocità come Baku, Singapore o Las Vegas, dove la pista é delimitata da muri a pochi metri di distanza.
La FIA é consapevole del problema ed ha chiarito di stare monitorando e valutando attentamente ogni aspetto dei nuovi regolamenti, con particolare attenzione all'impatto sulla sicurezza. Ma non sarà un lavoro facile. Il team principal della McLaren, Andrea Stella, lo ha riassunto così: «Non credo che esista una soluzione semplice, ma abbiamo le informazioni, le competenze e gli ingegneri per trovarla. E credo che questo debba essere il primo punto all'ordine del giorno negli incontri che si terranno durante la pausa tra la FIA, i team e la Formula 1», ha affermato. Secondo Ayao Komatsu, team principal della Haas, «dobbiamo solo mantenere la calma e discuterne tutti insieme come comunità della F1».
Al centro della questione c'è l'utilizzo dell'energia elettrica. Si è parlato di ridurne la quantità recuperabile con il super-clipping (portandola a 250kw dagli attuali 350), ma questo rallenterebbe ancor di più le macchine. Altri suggeriscono di aumentare la potenza erogata dai motori endotermici e ridurre il ruolo dell'energia ibrida. Ma, modificare la distribuzione della potenza, passando da una ripartizione quasi 50-50 ad una, per esempio, 70-30, richiederebbe un aumento del flusso di carburante e quindi serbatoi più grandi, il che implicherebbe una riprogettazione della vettura. In tutto ciò i piloti vorrebbero dedicarsi alla loro passione senza essere esposti a rischi ulteriori, oltre quelli insiti in questo sport.
Uno dei più disgustati resta il quattro volte campione del mondo Max Verstappen. L'olandese della Red Bull a Suzuka veniva da quattro vittorie consecutive, domenica é arrivato ottavo. Alla BBC ha detto di valutare l'abbandono della F1 a fine stagione. Secondo alcuni sarebbe un modo per mettere pressione ai vertici della FIA affinché modifichino i regolamenti. Ma le sue critiche arrivano da lontano, fin dalle prime prove al simulatore di un aio di anni fa. Delle vetture 2026 salva poco. Le sue critiche, però, si concentrano in particolare su come la potenza diminuisca nella parte finale dei rettilinei, quando il motore elettrico esaurisce la sua energia e inizia a rigenerarla. Sui circuiti dove l'energia scarseggia, non gli piace il fatto che i piloti debbano sollevare il piede dall'acceleratore e procedere per inerzia prima di frenare per recuperare energia in qualifica. «Non mi diverto più" ha spiegato. Anche convincere il campione a restare in F1 sarà un motivo per rivedere i regolamenti.




