WEC: Alpine chiude il programma Hypercar al termine della stagione 2026

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VIRY-CHÂTILLON – Il FIA WEC si prepara a salutare un altro protagonista di primo piano al termine della stagione 2026. Dopo settimane di indiscrezioni sempre più insistenti, è arrivata l’ufficialità: Alpine chiuderà il proprio programma Hypercar, con la A424 LMDh che verrà ritirata al termine del campionato. Una decisione che mette la parola fine a un progetto durato appena tre stagioni con risultati incoraggianti e una vittoria conquistata nella recente 6 Ore del Fuji.
La scelta arriva in un momento di profonda trasformazione per il Gruppo Renault e coincide con l’avvicendamento al vertice tra Luca De Meo e il nuovo Amministratore Delegato François Provost, subentrato nel luglio 2025. Era stato proprio sotto la gestione di De Meo che Alpine aveva costruito il proprio rilancio sportivo, tracciando un percorso ambizioso che l’aveva portata dal coinvolgimento con Signatech nelle categorie LMP2 e LMP1 fino allo sviluppo della A424 LMDh, prototipo realizzato su telaio Oreca e spinto dal motore Mecachrome. Un progetto nato per riportare stabilmente il marchio ai vertici dell’Endurance mondiale, in una fase di grande espansione e rinnovato interesse attorno alla classe Hypercar.

La A424 LMDh rappresentava non soltanto una sfida tecnica, ma anche un tassello fondamentale della strategia di posizionamento del brand. Il ritorno nella top class del Mondiale Endurance doveva rafforzare l’immagine sportiva di Alpine in parallelo al lancio di una nuova generazione di modelli stradali, molti dei quali elettrificati o completamente elettrici. Tuttavia, il contesto economico e industriale è cambiato più rapidamente del previsto. Il rallentamento della domanda nel mercato dei veicoli elettrici, le pressioni sui margini e un quadro macroeconomico meno favorevole hanno imposto una revisione delle priorità.
Philippe Krief, CEO di Alpine, ha spiegato così la scelta: «Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili per proteggere le ambizioni a lungo termine di Alpine. Da un lato, l'industria automobilistica, e in particolare il mercato dei veicoli elettrici, sta crescendo più lentamente del previsto. Dall'altro lato, per avere successo a lungo termine dobbiamo continuare a investire nel portafoglio prodotti e nel marchio Alpine. Il risultato è che dobbiamo intraprendere azioni decisive per creare un marchio con un futuro sostenibile».

Parole che fotografano un momento delicato per l’intero settore automotive europeo, alle prese con la complessa transizione verso l’elettrico e con una concorrenza globale sempre più agguerrita. In questo scenario, l’impegno nel Mondiale Endurance, pur prestigioso e tecnicamente rilevante, è stato ritenuto non più sostenibile nel medio periodo. Il programma Hypercar richiede infatti investimenti importanti e continui sviluppi, in un contesto regolamentare stabile ma estremamente competitivo, con costruttori pronti a sfruttare ogni margine tecnico e strategico.
La conseguenza più immediata di questa scelta è che la Formula 1 diventa l’unico sbocco sportivo di primo livello per Alpine. Anche qui, però, il marchio ha già avviato una nuova fase tecnica con il passaggio alle power unit Mercedes, una decisione che aveva anticipato il progressivo disimpegno dal sito di Viry-Châtillon e il ridimensionamento del ruolo dello storico polo motoristico francese.

Il centro di Viry-Châtillon, per decenni al centro dei programmi sportivi di Renault e poi Alpine in Formula 1, aveva già vissuto una svolta significativa con la chiusura del reparto power unit nel 2024. Ora, con la conclusione del programma Hypercar nel Mondiale Endurance, si apre un nuovo interrogativo sul futuro dello stabilimento e sulle prospettive dei lavoratori coinvolti. Non sono mancate le reazioni a livello locale. Jean-Marie Vilain, sindaco della cittadina francese, ha espresso forte preoccupazione per l’impatto occupazionale della decisione, parlando di promesse non mantenute da parte di Renault e chiedendo garanzie concrete sul futuro del sito.
A cercare di rassicurare dipendenti e istituzioni è intervenuto Axel Plasse, Vice Presidente di Alpine Tech, che ha delineato il nuovo indirizzo organizzativo: «Abbiamo lavorato duramente per definire la nuova struttura e organizzazione di Alpine Tech e per garantire che la nuova configurazione ci consenta di concentrarci completamente sulle competenze innovative e all'avanguardia della nostra forza lavoro e di offrire servizi per nuovi progetti e attività».

L’obiettivo dichiarato è quello di valorizzare le competenze ingegneristiche e tecnologiche maturate negli anni, orientandole verso nuovi progetti e attività coerenti con la strategia industriale del gruppo. Tuttavia, resta da comprendere in che misura tali iniziative potranno compensare la perdita di due programmi di altissimo profilo come la Formula 1 e il Mondiale Endurance.




