La Yaris GR WRC

Wrc, Toyota in testa al Rally di Croazia con Pajari. Solberg e Evans subito fuori dai giochi. Neuville (Hyundai) secondo

di Mattia Eccheli
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ČAVLE – Al comando dalla terza delle otto cronometrate della giornata inaugurale, l'alfiere del Toyota Gazoo Racing Sami Pajari è stato anche il più veloce in tre e al primo riposo del Rally di Croazia, quarta tappa del mondiale di specialità 2026. Il finlandese guida con quasi 14 secondi di vantaggio sul più diretto inseguitore, che è l'ex campione del mondo della Hyundai, Thierry Neuville con la i20 N, e con poco meno di 15 sul compagno di squadra, il giapponese Takamoto Katsuta.

Per Toyota la prova slava non è cominciata bene perché Oliver Solberg è andato a sbattere con la sua Gr Yaris già nello stage di apertura, dopo meno di cinque chilometri, mentre con la vettura gemella Elfyn Evans, che si era imposto nelle prime due frazioni, è finito fuori strada al 13/o chilometro della cronometrata numero tre, vinta da Neuville. Dopo un avvio di stagione avaro di soddisfazioni (un podio in tre gare), in Croazia la Hyundai ha tre piloti nella Top 5.

Ai piedi del podio c'è il neozelandese Hayden Paddon, che però viaggia già a un minuto e 15 secondi da Pajari, ed è seguito a quasi 40'' da Adrien Fourmaux con l'ultima i20 N della classe regina. Addirittura sesto il primo del Wrc2, ossia Yohan Rossel, che è al volante di una Lancia Ypsilon Hf Integrale Rally. Il francese ha un ritardo di oltre 51 secondi dal connazionale della Hyundai e un margine di 22 sul russo che corre con licenza bulgara Nikolay Gryazin, pure lui con una Lancia Ypsilon.

La sesta guida del Wrc1 è Josh McErlean, 11/o con Ford Puma della M-Sport, a oltre tre minuti e 40 dal podio. Il primo equipaggio italiano è quello composto da Roberto Daprà e Luca Guglielmetti (Skoda Fabia Rs Rally2), 16/o della generale, nono nel Wrc2 e settimo nel Challenger della stessa classe. Sabato sono in programma altre otto cronometrate per un totale di 116 chilometri: dovrebbero rientrare sia Jon Armstrong (Ford Puma), sia Evans sia Solberg, che hanno accumulato ritardi rispettivamente di oltre 50, più di 59 e quasi 80 minuti.

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sabato 11 aprile 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA