Bellini Astor 38 PISTA: una One-Off ispirata alle Ferrari. L’ha ordinata il pilota di AF Corse Francesco Castellacci

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A settembre sarà una delle attrazioni del prossimo Cannes Yachting Festival, ma la barca è già in acqua ed è stata anche consegnata al suo proprietario, ovvero a Francesco Castellacci, nome noto del motorsport, essendo uno dei piloti italiani impegnati nelle competizioni GT ed Endurance al volante delle Ferrari gestite da AF Corse (la scuderia partner della casa di Maranello al di fuori della Formula 1). Nel suo curriculum – vale la pena ricordarlo – ben 10 partecipazioni alla 24 di Le Mans.

Parliamo del Bellini Astor 38 PISTA, versione personalizzata della barca che il cantiere del lago d’Iseo stava sviluppando sfruttando come base di partenza la carena e lo stile dell’Astor 36 progettato dallo studio Victory Design di Brunello Acampora in collaborazione con Norberto Ferretti. Il lavoro era a buon punto, quando al cantiere è arrivata la richiesta di Castellacci: “Vorrei una barca One-Off, un esemplare unico, personalizzato, che richiami la mia passione per le auto da corsa”.

Detto fatto: pur evitando motorizzazioni ultrapotenti, in casa Bellini è stata accolta la richiesta sviluppando un’imbarcazione in grado di fondere il DNA racing con i tradizionali valori del cantiere, ovvero equilibrio, eleganza, razionalità. Il tocco in più sta tutto nella personalizzazione: un insieme di tocchi e ritocchi concordati con l’armatore-pilota. Ma andiamo con ordine.

Nato come evoluzione dell’Astor 36, l’Astor 38 si distingue per le misure leggermente cresciute (11,58 metri fuori tutto) che tuttavia non compromettono l’omologazione come natante (lo scafo rimane entro i 9,99 metri). Il baglio massimo misura 3,90 metri e il dislocamento si attesta intorno alle 8,1 tonnellate a vuoto (9,8 a pieno carico). Interessante il pescaggio contenuto in 0,70 metri. La capacità carburante è di 680 litri, mentre il serbatoio dell’acqua dispone di 150 litri. Omologata per 10 persone, la barca offre 4 posti letto e un bagno con doccia separata. Come quasi tutte le barche da diporto di ultima generazione ha le murate abbattibili, in modo da creare una sorta di terrazza sull’acqua quando ci si ferma in rada per il bagno.
La motorizzazione, come detto, non è stata scelta con l’obiettivo di ricercare eccezionali potenze. Viene affidata infatti a due propulsori entrobordo a benzina Volvo Penta V8 da 350 hp. In alternativa il modello di serie potrà essere motorizzato anche con due Diesel D4 da 300 cv. Per ora il cantiere non ha diffuso informazioni sulle prestazioni, mentre tutta l’attenzione è stata concentrata sulla personalizzazione estetica in chiave racing.

Stranamente l’armatore-pilota-ferrarista non ha richiesto la verniciatura rossa, preferendo un più sobrio grigio metallizzato, integrato da qualche dettaglio in rosso e giallo e grafiche personalizzate arricchite dalla firma PISTA. Le scocche delle sedute e i dettagli in fibra di carbonio richiamano l’estetica degli abitacoli delle auto di Maranello; il volante con inserto centrale rosso è un chiaro omaggio alle GT sportive; le sedute presentano un motivo completamente personalizzato, ispirato all’iconico rivestimento della Ferrari Daytona, mentre indicatori gialli funzionali mettono in risalto tutti gli elementi mobili, come l’ancora di prua e il prendisole a poppa. Di spicco la cornice del parabrezza personalizzata in giallo Modena, che aggiunge un tocco distintivo tipico del mondo Ferrari, completando il richiamo cromatico al mondo delle auto da corsa.
“L’Astor 38 Pista – ha tenuto a dire Castellacci - nasce da un confronto diretto con Bellini e con il loro atelier di personalizzazione. Quello che mi ha colpito è l’approccio estremamente su misura al progetto: non si tratta solo di scegliere una barca, ma di costruirla insieme, dettaglio dopo dettaglio. È stato un lavoro in cui ho potuto portare alcuni elementi del mio mondo, quello delle corse, all’interno di un contesto diverso ma altrettanto tecnico e curato. Il risultato è qualcosa che mi rappresenta pienamente. Il richiamo ai colori della mia Ferrari LMGT3 Evo lo rende ancora più personale, come un filo diretto tra pista e mare.”

“L’Astor 38 rappresenta la perfetta fusione di comfort e prestazioni” dice da parte sua Martina Bellini, responsabile marketing del cantiere. E aggiunge: “Quando abbiamo iniziato a collaborare con Francesco Castellacci sapevamo che stavamo creando qualcosa di eccezionale. Trasformare il nostro modello di serie in un esemplare unico è stata una naturale evoluzione. Questo yacht rappresenta la filosofia del nostro cantiere: idee audaci, qualità senza compromessi, meticolosa attenzione ai dettagli e la capacità di trasformare un concetto visionario in una raffinata realtà.”
Forse nessuno più di Bellini avrebbe potuto dedicare impegno, dedizione e capacità ad un progetto di questo tipo. Affidato alla terza generazione di una famiglia nota nel mondo della nautica per il contributo dato in passato alla salvaguardia del mitico marchio Riva (con restauri, compravendita e conservazione di modelli d’epoca), questo storico cantiere, infatti, dal 2024 è in prima linea nella realizzazione di imbarcazioni di qualità, frutto di progettazione d’avanguardia (affidata al Victory Design studio di Brunello Acampora) e di scelte aziendali coraggiose, che hanno consentito anche la quotazione in Borsa. Tra le partnership più prestigiose anche quella con Daniel Arsham, l’artista newyorkese celebre per la sua estetica unica (la Future Archaeology), che con i suoi interventi ha trasformato l’Astor 36 in quello che è stato definito “un oggetto poetico sospeso tra passato e futuro”.




