Dall’aerospazio ai gommoni: così rinasce Callegari, storico marchio del Made in Italy nautico
Era da un bel po’ che il marchio Callegari navigava in acque chete, sospeso tra i ricordi di un’epoca d’oro, l’epoca dei primi gommoni protagonisti di una nautica da diporto tutta da scoprire, e la realtà di un mondo – quello attuale - stravolto da una concorrenza più audace che mai, con produzioni sempre più avanzate, tecnologiche e ambiziose. In molti si domandavano cosa ne sarebbe stato di questo marchio dal passato illustre, quello dei gommoni privi di carena rigida, del campeggio nautico e dei primi maxi, via via sempre più grandi e più comodi, ma anche insidiati dai nuovi arrivati, i giganti dell’hi-tech e della ricerca avanzata, della tecnologia e del marketing.

La risposta è in arrivo: Callegari rilancia, con una nuova proprietà e progetti ambiziosi. Lo storico marchio è stato acquisito infatti da Aviorec Composites, gruppo industriale noto per l’impegno nel campo aerospaziale, con interessi anche in ambito ferroviario, automobilistico, immobiliare e non solo. A capo dell’impresa, nel ruolo di amministratore delegato, Jacopo Recchia, che svelerà i dettagli del nuovo corso di Callegari in occasione di un evento di presentazione in programma l’11 giugno a Roma, nella sede di palazzo Fendi. Sin da ora, comunque, una nota dell’azienda informa che “Callegari intende rilanciare la nautica d’eccellenza, puntando su innovazione, tecnologia e filiera 100% Made in Italy”.

Nei piani c’è dunque la volontà di portare nel mondo della nautica i materiali, i progetti di sviluppo ed i processi tipici dell’aerospazio, integrandoli nella catena produttiva di Aviorec. Sede operativa del nuovo corso sarà un hub manifatturiero di oltre 10.000 metri quadrati, nato dalla riconversione di un ex sito industriale dedicato alla lavorazione di tubi in rame e componenti automotive. Ubicato ad Anagni (70 chilometri da Roma) questo spazio è destinato a rinascere come polo di una nautica avanzata, dove verranno prodotti battelli pneumatici di nuova generazione, sin da ora definiti dall’azienda “simboli di una trasformazione industriale virtuosa e di una visione orientata all’innovazione e alla crescita della Blue Economy”.
“Intendiamo portare nel mondo della nautica i materiali, i progetti di sviluppo ed i processi tipici dell’aerospazio, integrandoli nella nostra catena produttiva per realizzare imbarcazioni ad altissimo contenuto tecnologico” anticipa Recchia, aggiungendo che “si punta a costruire un vantaggio competitivo concreto e difficilmente replicabile”.

Il cantiere è già al lavoro su una nuova linea di modelli innovativi, sviluppati anche in collaborazione con l’Università di Tor Vergata, e in particolare su un maxi-rib di nuova generazione, progettato per coniugare prestazioni da record e basso impatto ambientale. “Il progetto – comunica l’azienda – è destinato a diventare il futuro top di gamma del marchio Callegari”. Secondo indiscrezioni, nell’evento di presentazione dell’11 giugno verrà svelato, e presentato con dovizia di particolari, un RIB di 14 metri e mezzo, che poi dovrebbe essere esposto nei saloni nautici d’autunno, probabilmente prima a Cannes e poi a Genova. Sarà il primo di una gamma che coprirà anche altre misure, con l’obiettivo di distinguendosi per scelte mirate a privilegiare l’hi-tech e le prestazioni.
Nei piani avviati nel cantiere di Anagni si punta a presidiare internamente ogni fase del ciclo di vita delle nuove imbarcazioni: dal design alla progettazione e ingegnerizzazione del prodotto, dalla realizzazione degli stampi alla produzione dei componenti in carbonio con tecniche derivate dall’aerospazio, fino all’assemblaggio strutturale, alla verniciatura e alle lavorazioni speciali. “Tutto ciò – informa l’azienda – fa parte di un processo continuo e coordinato in cui progettazione, produzione e controllo qualità dialogano costantemente. Quello di Callegari vuole essere un modello in grado di rappresentare un vero cambio di paradigma rispetto alle tradizionali logiche di outsourcing del settore. L’internalizzazione totale – viene sottolineato - consente infatti un controllo rigoroso su qualità, tempi e standard produttivi, ma anche una maggiore capacità di sviluppare soluzioni custom e tecnicamente avanzate”.
Al progetto di rilancio del marchio Callegari sta lavorando, assieme al Ceo Jacopo Recchia, un gruppo di dirigenti molto motivati, di cui fanno parte l’ingegnere Antonello Guidi, a capo della direzione tecnica, l’architetta Francesca Rubbi, responsabile del design (con Lorenzo Guadagnucci per gli esterni) e Giampaolo Capponi, responsabile commerciale.




