È stata costituita a Napoli l’Associazione diportisti del Golfo. “In campo per i posti barca, i servizi, il turismo nautico”
Se ne parlava da tempo, ora finalmente è realtà: nasce a Napoli la prima “rappresentanza sindacale” di diportisti. Si chiama “Associazione diportisti del Golfo”, ha già un presidente, un vice e un segretario. Soprattutto ha un piano: battersi per rappresentare gli interessi dei diportisti campani, e in particolare napoletani, da tempo angustiati da un problema gravissimo: la mancanza di posti barca.
La riunione decisiva si è svolta la sera di mercoledì 11 febbraio ad Acerra (7 chilometri da Napoli), dove si è ritrovato un gruppo di amici/conoscenti che da tempo si ritrovava su una chat per discutere dei problemi della nautica. “Inizialmente – raccontano i promotori - eravamo in pochi, parlavamo di tutto, anche del meteo, delle novità di prodotto dei cantieri, dei saloni nautici, delle aree marine protette e naturalmente dei problemi legati alla mancanza di ormeggi per le nostre barche. A un certo punto ci siamo detti: perché non costituirci in associazione? Detto fatto, da una trentina di membri costituenti siamo ora pronti ad allargare la platea a 300/350 associati.”
Nella riunione dedicata a costituire l’associazione sono stati nominati un presidente, un vice e un segretario. Il primo si chiama Alfredo Monfregola, ha 56 anni, nella vita si occupa di automotive (è ispettore per il Sud Italia per i marchi Renault e Dacia); il suo vice, Francesco Coppola, è un imprenditore; il segretario, Angelo Rega, è un docente universitario/psicoterapeuta. “Tutti e tre – ci ha confidato Monfregola meno di 24 ore dopo la costituzione dell’associazione – siamo determinati a batterci per difendere gli interessi dei diportisti. Interessi, sia chiaro, che non si limitano alla ricerca di soluzioni per risolvere il problema dei posti barca, ma anche alla sicurezza, alla salvaguardia dell’ambiente marino, alla gestione dei litorali vicini ai porti, come quelli della costa flegrea, tra Baia e Miseno, dove vigono divieti assurdi anche per chi arriva in macchina e non sa dove lasciarla prima di imbarcarsi”.
Al momento non è stata ancora fissata una quota associativa, né è stato depositato uno statuto presso uno studio notarile. “Ma – informano i promotori dell’iniziativa – per il terzo settore non è necessaria la firma presso uno studio notarile. Nel rispetto della legge abbiamo versato 260 euro all’Agenzia delle entrate e siamo in regola, pronti a partire, con l’obiettivo di tesserare almeno 300/350 persone. Tutto ciò senza scopo di lucro, ma con l’obiettivo di ritrovarci uniti nel rappresentare le nostre istanze e difendere gli interessi di tutti”.
La neonata associazione ha già un indirizzo email (assodiportisti@gmail.com), ma – c’è da giurarci – sarà costretta a fare i conti con il muro di gomma sul quale da anni rimbalzano le istanze di tutti coloro che attendono risposte in materia di portualità. E l’arrivo dell’America’s Cup potrebbe rappresentare uno dei temi più scottanti, visti gli inevitabili problemi di convivenza che si profilano, tra le strutture per la grande vela e le esigenze dei diportisti locali e di coloro che faranno rotta su Napoli per assistere alle regate.
“Per ora – dice il neopresidente dell’associazione – ci limitiamo ad esaminare la situazione, poi ci faremo sentire, con proposte concrete, che non riguarderanno solo l’area di Bagnoli. Sin da ora – aggiunge il neo “difensore” dei diportisti locali – possiamo dire che nell’area del lungomare Caracciolo, nei pressi del porto di Mergellina, sarà necessario allestire campi boe attrezzati, con materiali a norma, sicuri e rispettosi dell’ambiente. E’ una vergogna che a Mergellina manchi tutto, non ci sono bagni, docce, servizi. E’ ora di farsi sentire”.
A dire il vero, da anni si fanno sentire le aziende aderenti ad Afina (Associazione Filiera Italiana della Nautica), mentre finora non è mai uscita allo scoperto, se non con vaghe promesse d’impegno, Confindustria Nautica, che pure ha un vicepresidente napoletano (Marco Monsurrò) che ben conosce il problema, al punto da aver preannunciato un piano in 4 punti di cui si sono perse le tracce. Si muoverà finalmente qualcosa? Secondo il neopresidente dell’Associazione diportisti del Golfo “sarebbe opportuno agire uniti, remando tutti dalla stessa parte, creando un fronte comune e collaborando con un unico fine: fare gli interessi non solo della nautica e di noi amanti del mare, ma dell’intero territorio”.




