“Eliche Responsabili”, parte da Napoli la campagna nazionale sulla sicurezza in mare. La Lega Navale Italiana in prima linea

“Eliche Responsabili”, parte da Napoli la campagna nazionale sulla sicurezza in mare. La Lega Navale Italiana in prima linea

di Sergio Troise
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Il mare è di tutti e goderselo è un diritto inalienabile, ma la sicurezza e la salvaguardia della vita umana non possono essere messi a rischio: c’è urgente bisogno di una svolta. Una svolta culturale prim’ancora che legislativa. E’ questo il messaggio che arriva da Napoli, dove è stata presentata, nella sala Rolandi dell’Accademia dell’Alto Mare presso la Lega Navale di Napoli, l’iniziativa Eliche Responsabili, una campagna nazionale di sensibilizzazione e di diffusione della “cultura della navigazione”: una campagna mirata alla conoscenza e al rispetto delle regole fondamentali che i diportisti dovrebbero seguire per salvaguardare la vita dei pescatori subacquei e non solo.

Nata dopo l’ennesimo incidente verificatosi nelle acque di Massa Lubrense, lungo la costiera sorrentina, dove un sub ha avuto il cranio fracassato dalle eliche di un’imbarcazione, l’iniziativa è stata presa dalla Lega Navale di Napoli presieduta da Michele Sorrenti, assieme alla sezione di Bacoli (presidente Marcello Buontempo) ed è stata fatta propria dalla Lega Navale Italiana, decisasi a promuovere una campagna nazionale mirata a sensibilizzare e a coinvolgere l’opinione pubblica, i diportisti, i vertici di Confindustria Nautica, il ministero dei Trasporti, il Parlamento. Al fianco della Lega Navale, in primissima linea, anche la FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee e Nuoto Pinnato) e il Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera.

Nel mirino, soprattutto, i noleggiatori. Troppo spesso – è stato ricordato – vengono messi nelle mani di persone del tutto impreparate natanti in grado di raggiungere anche velocità ragguardevoli, esponendo a rischi gravissimi sia chi si trova a bordo, sia chi dovesse avere la sventura di trovarsi sulla sua rotta. Secondo gli esperti, “con la diffusione del noleggio negli ultimi anni gli incidenti in mare sono triplicati, da 41 a 122, e tutto ciò è la conseguenza di una ignoranza dilagante”. Pur senza patente nautica e senza la minima conoscenza delle regole di navigazione – è stato ricordato - ci si può mettere ai comandi di un gommone con motore da 40 cavalli, capace di raggiungere anche velocità ragguardevoli.

Per sostenere l’iniziativa e rendere l’idea di quanto gravi possano risultare le conseguenze di una condotta imprudente in mare, i promotori della Lega Navale hanno coinvolto come testimonial della campagna Umberto Pellizzari, simbolo mondiale dell’apnea e profondo conoscitore dell’ambiente marino. Con lui anche una delle vittime più recenti dell’imprudenza in mare: si chiama Mario Siriaco, operaio pugliese di 40 anni e pescatore subacqueo per passione. Il 31 maggio del 2025 era in acqua a Marina di Pozzano, vicino Taranto, quando un gommone di 8 metri, con motore da 150 cavalli, lo ha investito tranciandogli la gamba destra. “Nel mio caso – racconta il testimonial della Lega Navale – per fortuna sono stato soccorso e portato in ospedale. Ma ora ho una protesi al posto della gamba e la mia vita è cambiata. Purtroppo non è cambiato il modo di navigare di troppa gente, dilagano leggerezza e ignoranza e i rischi sono ancora troppi”.

Onde evitare che le accuse di leggerezza e ignoranza fossero scambiate per slogan a effetto, i volontari della sezione di Napoli della Lega Navale hanno frequentato alcune fiere nautiche, come Il Nauticsud e il Boat Show di Marina di Stabia, e hanno intervistato visitatori scelti a caso. “Credetemi – racconta l’avvocato Dario Di Napoli, consigliere segretario portavoce per la sicurezza della Lega Navale di Napoli – abbiamo registrato risposte sconfortanti. Molti diportisti si dichiarano esperti, ma ignorano le regole fondamentali della navigazione, in molti casi anche se in possesso di patente nautica. Avviliti, ma più che mai motivati, abbiamo quindi avviato la nostra campagna di sensibilizzazione per la diffusione della cultura del mare e della navigazione e nei prossimi mesi saremo presenti in altri saloni nautici e alla Barcolana di Trieste”. Nei piani anche un programma di incontri presso le sezioni locali della Lega Navale con esperti e operatori.

In prima linea l’ammiraglio Donato Marzano, presidente nazionale della Lega Navale. Il quale ha riconosciuto alle sezioni di Napoli e Bacoli “il merito di aver intrapreso una iniziativa giusta e necessaria, in linea con le priorità della Lega Navale Italiana”. Lega che è – vale la pena ricordarlo – un ente pubblico vigilato dal ministero della Difesa e dal ministero delle Strutture e dei Trasporti. E probabilmente anche per questo l’ammiraglio ha ricordato alla platea convenuta alla presentazione del progetto “Eliche responsabili”, che “si deve fare squadra coinvolgendo il ministero dei Trasporti, il Parlamento, Confindustria nautica”.

”Con questa iniziativa – ha tenuto a dire l’ammiraglio - vogliamo trasformare la sicurezza in mare in un patrimonio condiviso. La campagna è nata dall’esperienza delle nostre sezioni di Napoli e Bacoli, ma coinvolge gli oltre 64mila soci della Lega Navale, le nostre scuole vela, canoa e canottaggio e i centri d’istruzione nautica per raggiungere diportisti, operatori e cittadini. Non bastano controlli e sanzioni: servono prevenzione, conoscenza delle regole e una formazione teorica e pratica sempre più rigorosa. Andare per mare richiede esperienza, responsabilità e rispetto per gli altri. È questo il percorso che insegniamo ai giovani lungo la nostra “linea blu”, affinché il piacere della navigazione non si trasformi mai in superficialità o pericolo”.

Tra le iniziative avviate a sostegno della sicurezza ce n’è una poco visibile, ma forse è la più importante: è la campagna di informazione e sensibilizzazione avviata con i gestori degli ormeggi, lì dove sono pronti a salpare gommoni e barche affidati troppo spesso a gente inesperta e ignara delle più elementari regole di navigazione. “Distribuiamo volantini e applichiamo adesivi alle imbarcazioni, in modo da fornire almeno qualche informazione di base a chi si mette ai comandi senza sapere niente di come ci si deve comportare in navigazione” dicono i promotori della campagna illustrandone i contenuti.

Una campagna intitolata, come detto, Eliche Responsabili, destinata a colmare il vuoto di conoscenza dilagante. Non tutti sanno, infatti, che un’elica può provocare danni gravissimi, e persino uccidere, anche a velocità ridotta, e perciò l’attenzione ai comandi, anche sotto costa, dev’essere sempre massima. Il sub, infatti, non è visibile, l’acqua riflette la luce, le onde coprono i movimenti e la sagoma di chi sta pescando o magari sta facendo solo snorkering si confonde. Importante sapere anche che il sub, da parte sua, sente il motore troppo tardi, non può stimare la traiettoria, non ha possibilità di fuga rapida.

Tra i messaggi lanciati dalla Lega Navale in occasione della presentazione della campagna “Eliche responsabili” c’è un monito che fa riflettere: “Meglio un metro in più (al largo) che una vita in meno”. Soprattutto, vengono date istruzioni su cosa fare imbattendosi in segnali come la bandiera rossa con striscia diagonale bianca. E’ il segnale della presenza di un sub in immersione. E ciò vuol dire che può trovarsi in risalita in qualsiasi momento, potrebbe non essere visibile dalla superficie e sicuramente non potrebbe difendersi da un’imbarcazione in movimento. Che fare? In presenza di boa o bandiera bisogna tenersi a una distanza di almeno 100 metri. Rispettando questa distanza – viene spiegato - il subacqueo può spostarsi rispetto alla verticale della boa, la corrente può trascinare la sagola, il sub può emergere lontano dal punto iniziale.

Il lancio della campagna, come detto, ha coinvolto anche il corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, che ha assicurato il patrocinio all’iniziativa. E a confermare il ruolo di garante della sicurezza in mare si è fatto apprezzare l’intervento dell’ammiraglio Giuseppe Aulicino, direttore marittimo della Campania, il quale ha manifestato apprezzamento per la campagna della Lega Navale (“ben vengano tutte le iniziative mirate alla prevenzione e alla sicurezza”), denunciando però che “purtroppo si riscontrano violazioni anche tra diportisti dotati di patente nautica”.

Allargando la prospettiva a 360 gradi, l’ammiraglio ha anche ricordato che “la normativa sulla pesca subacquea risale al 1968 e c’è ancora molto da lavorare per la sicurezza. Il mare – ha ammonito l’ufficiale - è di tutti, e non solo i diportisti devono rispettarlo e avere comportamenti adeguati, anche chi si immerge deve conoscere le regole ed evitare di esporsi a dei rischi, cosa che purtroppo avviene in un’area di mare molto affollata e movimentata come quella del golfo di Napoli. Ma la prevenzione è nel nostro Dna e faremo di tutto per essere al fianco di questa meritoria iniziativa”.

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sabato 25 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:11 | © RIPRODUZIONE RISERVATA