Il Riva Diable, è un open di 68 piedi (21 metri) progettato, come tutti i Riva degli ultimi 27 anni, da Mauro Micheli

Ferretti Group: il gran ritorno nel salone di casa con il debutto in Italia di Riva Diable e Pershing 6X

di Sergio Troise
  • condividi l'articolo

GENOVA - Erano anni che al Salone di Genova non si vedevano le barche del Gruppo Ferretti, la grande holding italiana (di proprietà della cinese Weichai) che raggruppa i marchi Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Itama, CRN, Custom Line e Wally, ovvero alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama nautico mondiale. Un anno fa ci fu un primo timido riavvicinamento, con la presentazione di una motovedetta destinata all’arma dei carabinieri (la prima di un lotto di 16 affidato alla Ferretti Security Division); quest’anno invece è stato celebrato il ritorno in grande stile, con l’esposizione di 6 imbarcazioni da diporto, tra le quali i nuovissimi Riva 68 Diable e Pershing X6.

Purtroppo non sono state esposte le recentissime new entry WHY200, che nell’anteprima a Cannes ha segnato il debutto di Wally nel mondo dei grandi yacht semidislocanti, e Ferretti 1000 (presentato in anteprima, nel maggio scorso, al Salone di Venezia). Ciò detto, sulla passerella ligure hanno recitato la parte di autentiche star i vari Ferretti Yachts 670 e 720, il super yacht Custom Line Navetta 30 e il 48 WallytenderX, la versione con motori fuoribordo dell’innovativo tender, pure presentato in anteprima europea lo scorso maggio a Venezia.

A Riva e Pershing è stato affidato dunque il ruolo principale. E – com’era ampiamente prevedibile – lungo le banchine del Salone di Genova il 68 Diable e il nuovo 6X hanno attirato le maggiori attenzioni. Sia pure con caratteristiche diverse, i due yacht rappresentano infatti il meglio del Made in Italy, esaltando i valori dell’eleganza (Riva) e della sportività (Pershing): valori della tradizione, ma interpetrati al meglio in chiave moderna.

Il Diable è un open di 68 piedi (21 metri) progettato, come tutti i Riva degli ultimi 27 anni, da Mauro Micheli (il fondatore con Sergio Beretta di Officina Italiana Design) in collaborazione con il comitato strategico di prodotto presieduto da Piero Ferrari e con la direzione engineering di Ferretti Group. Il suo aspetto ammalia al primo sguardo per la linea che esalta eleganza e sportività e per alcuni dettagli in legno lungo la parte bassa delle fiancate e sullo specchio di poppa: tocchi di stile che richiamano alla memoria i materiali utilizzati per i mitici Aquarama.

Sarà bene sottolineare comunque che al di là di certe citazioni nostalgiche la barca si fa apprezzare per i contenuti d’avanguardia, tra i quali spiccano certi dettagli come il nuovissimo hard-top dal design lineare e pulito che protegge e ripara le zone centrali e quindi l’area pranzo e la stazione di comando del ponte principale, facendo scomparire alla vista gli elementi tecnici e tecnologici. Altrettanto notevole è il tettuccio apribile in due direzioni (fronte marcia e contromarcia), sicura fonte di piacevole benessere in navigazione.

L’arredo del pozzetto prevede due grandi prendisole, uno a chaise-longue fronte mare e un altro che può essere coperto, assieme alla zona dining, grazie a un bimini a scorrimento automatico integrato nell’hard-top. E ancora: si profila da vivere e condividere al massimo della libertà e del relax anche la zona prodiera, decisamente al top di categoria per concept e spaziosità.

Quanto agli interni, il layout del ponte inferiore è all’insegna del massimo comfort, con 3 cabine a disposizione di 6 ospiti, che si sviluppano attorno a un’area open space dove una galley e una dinette rendono l’ambiente versatile e confortevole: master cabin a centro barca, cabina doppia con letti singoli a sinistra, VIP a prua. E ogni cabina è servita da un bagno.

Per la motorizzazione del Diable sono previste due opzioni: due MAN V12 da 1550 o 1650 hp, in grado di assicurare velocità di punta dell’ordine di 37/40 nodi e andature di crociera di 33/34 nodi.

Le prestazioni estreme, in rapporto alla stazza e alle dimensioni, sono invece il pezzo forte del marchio Pershing, che da sempre privilegia la sportività con cruiser e coupé che non temono confronti nella fascia di mercato tra 15 e 40 metri. E dunque, dopo l’anteprima a Cannes, anche a Genova il nuovo 6X ha fatto girare la testa a molti: pur senza sconfinare nelle dimensioni dei più grandi 7X e 8X si tratta infatti di una barca destinata a conquistare gli amanti delle emozioni a pelo d’acqua. Nonostante le misure più compatte (19 metri di lunghezza e un baglio massimo di 4,80), la costruzione in tradizionale vetroresina e la buona abitabilità, il nuovo Pershing è capace di raggiungere velocità vicine ai 50 nodi (48, dichiara il cantiere) con la spinta di due V12 MAN da 1550 hp.

Sul piano estetico il nuovo Pershing 6X colpisce per la forma estremamente affusolata del profilo e per le grandi vetrate a scafo che inondano di luce naturale tutti gli ambienti sottocoperta. Tra le principali novità spiccano le nuove forme del grande prendisole di poppa, il tavolo in carbonio e teak dell’area dining in pozzetto e la chaise longue a proravia, con schienale reclinabile.

Sul ponte principale la novità riguarda la plancia di comando, che presenta due monitor da 19 pollici inseriti in un cruscotto unico con pannelli in fibra di carbonio e timoneria elettroidraulica. E’ stata inoltre introdotta un’innovativa funzionalità di joystick accoppiato al surface drive, che offre diverse modalità di utilizzo avanzate tra cui l’easy handling che permette una manovrabilità in porto e in acque ristrette a dir poco rivoluzionaria. Un grande tettuccio apribile è stato collocato sopra la plancia.

La prima unità varata prevede un layout a tre cabine - armatoriale, vip a prua e ospiti a dritta - e tre bagni con doccia separata. La versione per il mercato americano propone invece due cabine - armatoriale e vip – mentre quella per gli ospiti viene sostituita da un living. Ovviamente non manca una cabina marinaio, a cui si accede dal pozzetto, con letto singolo e bagno integrato. Sulla murata di sinistra si trova la cucina, strategicamente posizionata per accogliere diverse fonti di luce naturale, tra cui un’apertura sul cielino soprastante.

I materiali degli ambienti interni sono in perfetto stile Pershing, con ampio uso di essenze e laccati per i mobili, parquet sui pavimenti, pelli Mastrotto e Poltrona Frau, e pannelli a specchio nella cabina armatoriale. L’impianto d’illuminazione prevede nuove barre led orizzontali nel cielino, in armonia con il decor dell’ambiente fondato sull’alternanza di superfici lisce e ondulate. Luci artificiali a parte, le succitate grandi vetrate a scafo sono studiate per inondare di luce naturale tutti gli ambienti sottocoperta.

  • condividi l'articolo
Lunedì 20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento: 21-09-2021 08:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA