Gozzo 42: ecco la nuova barca di Apreamare, il cantiere che riesce a innovare senza rinnegare la tradizione
Innovare senza rinnegare la tradizione. Possibile? Certo che sì. E’ la formula vincente adottata da Apreamare, il cantiere che da anni continua a stupire il mercato nautico proponendo interpretazioni sempre diverse e innovative del gozzo, storica imbarcazione nata per la pesca e trasformata in barca da diporto. L’ultimo arrivato, nella celebre famiglia d’origine sorrentina (oggi attiva nella vicina Torre Annunziata) è il Gozzo 42: nella gamma va a insediarsi tra il 35 e il 45, ma riesce a distinguersi per un’evoluzione stilistica che esprime una contemporaneità più marcata. Insomma – ci sia consentito l’ardito paragone - nel cantiere guidato da Aldo Aprea e da suo figlio Giovanni (con il sostegno dei soci Pollio e Riello) riescono a fare ciò che in campo automobilistico fa da sempre la Porsche: innovare in continuazione la 911 senza mai tradirne il DNA d’origine.

Come tutti i progetti del cantiere, anche questo nasce dagli appunti e da uno schizzo tracciato su un foglio da Cataldo Aprea e affidato poi a Marco Casali per design e stile, e a Umberto Tagliavini per l’architettura navale. Sviluppato in collaborazione con l’Ufficio Tecnico interno del cantiere, il progetto è arrivato poi a compimento ed entro la fine di marzo la prima unità sarà varata. Nelle more il cantiere ha diffuso i rendering e illustrato le caratteristiche.
Lungo 12,80 metri ft, con baglio massimo di 4,20, il nuovo gozzo di Apreamare introduce un linguaggio formale che rende l’imbarcazione più sportiva e moderna. Costruita come sempre in vetroresina e legno, la barca si presenta con un design rivisitato dello scafo, della tuga e delle finestrature, e il risultato è una silhouette che guadagna modernità e dinamismo. Tutto ciò mantenendo però intatto il family feeling che ha reso riconoscibile la linea Gozzo.

La carena a geometria variabile con pattini di sostentamento è progettata per essere equipaggiata sia con trasmissione tradizionale in linea d’asse sia con sistema Volvo Penta IPS. “In entrambi i casi – dicono in cantiere – sono assicurate prestazioni elevate, sicurezza e comfort in ogni condizione di mare”. Più in dettaglio, l’imbarcazione può essere motorizzata con due Volvo Penta D6 da 380 o 480 hp in linea d’asse, oppure con due Volvo Penta IPS 500 o 600. La velocità massima raggiungibile varia tra 27 e 36 nodi, quella di crociera tra 22 e 27. L’autonomia – viene anticipato - è garantita da un serbatoio carburante da 1200 litri, tra i più capienti della categoria.

Ma al di là delle prestazioni, tutto sommato in linea con quelle della concorrenza più qualificata, ciò che segna una svolta significativa è la qualità dello stile, abbinata a una distribuzione ideale degli spazi vivibili a bordo. Il nuovo Apreamare 42 è stato pensato infatti per ospitare fino a 14 persone e - assicura il cantiere – “per offrire spazi generosi e una navigazione sicura anche sulle rotte più impegnative”.
Dalle prime immagini diffuse dal quartier generale di Torre Annunziata spiccano dettagli significativi, come l’hard-top dal design filante, predisposto alla eventuale chiusura completa del parabrezza in vetro: una soluzione che dovrebbe aumentare il comfort di navigazione in ogni condizione. Anche la plancia di comando è stata studiata con un design più scolpito e un layout più ergonomico. Tra gli optional è prevista, tra l’altro, l’aria condizionata, in modo da garantire il massimo benessere al timone.
Come da tradizione di Apreamare, il nuovo Gozzo 42 si distingue per l’eccezionale vivibilità a bordo, tra le migliori della categoria. Il pozzetto accoglie un grande prendisole di poppa lungo 2 metri affiancato da un ampio divano a C che può ospitare comodamente fino a 8 persone. A prua si trova una seconda area conviviale con prendisole e divanetti contrapposti, pensata per vivere il mare in totale relax e privacy. Sia il pozzetto che il prendisole di prua possono essere ombreggiati efficacemente da tende fissate alla struttura del T- Top e sostenuti da pali in fibra di carbonio.

Il wet-bar è completamente configurabile secondo le preferenze dell’armatore e può essere equipaggiato con due frigoriferi da 85 litri, icemaker, barbecue o piastra, oltre a un ampio vano per stoviglie. A completare l’esperienza outdoor contribuisce la grande plancetta di poppa di quasi 6 metri quadrati, dotata di scala mare a scomparsa e sistema tender lift.
Sottocoperta la cabina armatoriale, inserita in un ambiente open space, può essere completamente separata dalla zona living tramite una porta, permettendo all’armatore di godere della massima privacy. La cabina è inoltre dotata di due ampi armadi a tutta altezza e numerosi spazi di stivaggio. A poppa si trova una seconda cabina separata (optional) con due letti da 200x95 cm e mobili contenitori a murata che si faranno apprezzare per l’altezza di 2 metri (una rarità a bordo di barche di queste dimensioni). L’intera zona notte beneficia inoltre di grande luminosità grazie alle nuove finestrature di scafo e di coperta.
“Con questo modello – dice Cataldo Aprea – proseguiamo il percorso di evoluzione della nostra gamma, confermando una visione progettuale coerente: innovare senza perdere il legame con la tradizione. Il nostro nuovo gozzo – aggiunge - incarna perfettamente questa filosofia, rappresentando una nuova interpretazione dello stile di vita mediterraneo in mare, autentico, conviviale e profondamente legato alla cultura ultracentenaria del gozzo sorrentino”.




