Magellano 27M, la sorpresa di Azimut a Cannes: svelato il progetto del nuovo yacht atteso in mare nel 2026
C’è stato un tempo in cui le barche da diporto venivano progettate e costruite seguendo regole elementari, legate prevalentemente all’efficienza della carena e alla tenuta di mare, in certi casi anche alle prestazioni velocistiche, in altri alla capacità di adattarsi ad attività legate alla passione per il mare, come la pesca. Oggi non è più così. La nautica da diporto si è evoluta e soprattutto nella parte alta del mercato, quella dedicata a yacht e super yacht, ai valori tradizionali se ne sono aggiunti altri ormai imprescindibili: su tutti il design, inteso come capacità di ideare e produrre qualcosa che esalti forme e funzionalità. Meglio ancora se a questi valori si sommino l’innovazione, l’avanzamento tecnologico e la capacità di incontrare le aspettative del mercato.

E’ partendo da queste imprescindibili linee guida che già da un bel po’ di tempo alcuni cantieri nautici hanno impostato il proprio lavoro. E a Cannes, nell’immediata vigilia dello Yachting Festival 2025, se n’è avuta ennesima conferma quando Giovanna Vitelli, presidente del colosso Azimut-Benetti, ha radunato giornalisti, dealer, clienti e amici del cantiere per svelare, in un’atmosfera resa suggestiva dall’eclissi di luna e da uno spettacolo di danza allestito sulla spiaggia attrezzata della Croisette, il progetto del Magellano 27M, terza generazione dello yacht/crossover di Azimut atteso in mare nel 2026. Un’imbarcazione che pur proseguendo sulla rotta tracciata dai precedenti modelli, inaugura un nuovo capitolo nella storia del voyager: dalla sua anima di explorer nasce infatti un modo inedito di vivere il mare, come la stessa Giovanna Vitelli ha tenuto a dire, spiegando che “in questo Magellano tutto nuovo lo spirito della scoperta si fonde con l’arte di vivere con eleganza”.
Per dare una svolta autentica alla serie nata nel 2009 con il Magellano 74 firmato da Ken Freivock, è stata fatta una scelta coraggiosa: ci si è affidati non solo agli esperti tecnici del cantiere, ma anche a due innovatori come Jarkko Jämsén e Michele De Lucchi, entrambi con una storia professionale in cui fantasia e innovazione prevalgono sui valori tradizionali. De Lucchi, tanto per dire, è tra i più importanti esponenti dell’architettura e del design italiano degli ultimi quarant’anni e la sua fama è legata a prodotti come la Tolomeo, la lampada di design più venduta al mondo, realizzata per Artemide nel 1986, e anche a diversi progetti significativi come il Ponte della Pace di Tbilisi, in Georgia (2010) o il Padiglione Zero per Expo Milano (2015).
Con lui, come detto, ha lavorato al progetto Jarkko Jämsén, architetto finlandese con un passato da giocatore di hockey, che non ha mai nascosto la sua sviscerata passione per le barche in legno d’una volta, ma si è specializzato in progettazione navale industriale, e ora, dopo aver già lavorato per numerosi altri cantieri anche a progetti molto innovativi (come le barche “volanti” con i foil di Candela), ha accettato con entusiasmo la sfida propostagli da Azimut per realizzare il Magellano di nuova generazione.
Come sarà il nuovo yacht? In casa Azimut sostengono che “non sarà soltanto un superyacht, né semplicemente un Voyager”. E con l’entusiasmo tipico di certi momenti parlano di “un’imbarcazione destinata a rappresentare una nuova filosofia di viaggio in cui la libertà si intreccia con la tranquillità della vita in mare, tramite l’incontro della potenza del crossover a lungo raggio con un linguaggio progettuale intimo e poetico.”
A giudicare dai modellini in scala e dalle immagini virtuali presentate a Cannes, Jarkko Jämsén, responsabile degli esterni, ha sviluppato il concept basandosi su un’idea radicale: questo yacht vuole essere un’opera d’arte “vivente”, concepito non per dominare la natura ma per esistere attraverso di essa. Nell’architettura di Jämsén convivono dunque precisione ingegneristica e fluidità, mentre il segno stilistico – il loop – traccia il suo ritmo lungo il profilo dello yacht, rivelandone la duplice natura.
Da un lato, dunque, l’ingegneria più rigorosa, con la linea netta degli spigoli, l’impronta industriale dei raccordi, le proporzioni calibrate che raccontano maestria tecnica e alta precisione; dall’altro, fluidità e riflessi: superfici volutamente pure, liberate da ogni eccesso, che attraverso curvature complesse catturano la luce e moltiplicano i giochi tra mare e cielo. “Da questa tensione tra rigore costruttivo e morbidezza scultorea – tengono a dire in casa Azimut - nasce un’identità unica, uno yacht immediatamente riconoscibile, tecnicamente impeccabile e al tempo stesso animato dalla bellezza naturale”.
E veniamo agli interni. Progettati, come detto, da AMDL CIRCLE & Michele De Lucchi, affondano le radici in una verità universale ricordata con enfasi dai vertici del cantiere: “Dal principio l’essere umano si muove attraverso terre e mari per scoprire nuovi luoghi, creare connessioni e dare forma al futuro. Il Magellano 27M celebra questa attitudine, trasformando il viaggio stesso in un momento di significato, identità e scoperta di sé”.
Cuore del progetto è il main deck, concepito come una grande loggia sul mare: uno spazio in cui la luce penetra da ampie vetrate, scandito da elementi architettonici in legno che richiamano i pergolati e patii tipici dello stile Mediterraneo. ”Il risultato – viene sottolineato - è un ambiente sospeso tra interno ed esterno, dove il paesaggio diventa parte della vita quotidiana e il design non separa gli spazi, ma li connette, in un dialogo costante con la natura”.
La luce naturale diventa vero e proprio elemento di progettazione: proprio come accade in mare aperto, entra con grande intensità, ma risulta “ammorbidita” dall’uso di legni chiari che rivestono pareti, soffitti e arredi. Ne risulta un’atmosfera luminosa e intima, accogliente. Dettagli in legno e metallo completano il progetto con accenti sofisticati, in cui l’essenza della natura abbraccia una contemporanea meticolosità in un’architettura ricca di profondità e carattere. Un linguaggio in sintonia con la visione di Jämsén, dove la solidità si apre alla fluidità e il rigore si trasforma in eleganza.
Il nuovo yacht di Azimut viene presentato come una barca “capace di affrontare lunghe navigazioni, ma anche di regalare la poesia dei momenti trascorsi in rada”. Al momento però non sono stati forniti dettagli sulla disponibilità di posti letto (presumibilmente fino a 8 più gli alloggi per l’equipaggio) e sulla motorizzazione. E’ probabile comunque che sarà affidata al sistema di propulsione Rolls Royce di ultima generazione con MTU e POD. Soluzione rivoluzionaria già adottata sul Grande 30M che garantisce un aumento del 15% dell’efficienza rispetto ai sistemi tradizionali con linea d’asse, riducendo il consumo di carburante e le emissioni di CO₂ e – particolare non trascurabile – liberando spazio a bordo.




