Marina d’Arechi, nel porto turistico non solo ormeggi: al via un progetto di ospitalità ispirato agli hotel a cinque stelle
Il comparto dei porti turistici rappresenta da tempo una delle filiere più dinamiche dell’economia italiana, con una domanda in aumento di servizi e una forte attrattività del Mediterraneo come destinazione di riferimento per il turismo nautico internazionale. E’ in questo scenario che va ad inquadrarsi una iniziativa annunciata dai vertici di Marina d’Arechi, il porto turistico salernitano che da tempo ha segnato un vero e proprio cambio di paradigma in materia di qualità dell’accoglienza e dei servizi.

Ne ha data notizia Agostino Gallozzi, l’imprenditore illuminato che il 9 luglio del 2010 diede il via ai lavori di quello che dal 2012 in poi avrebbe dato una svolta al turismo nautico a Sud di Napoli. Da allora, infatti, si è sviluppata un’attività di accoglienza e di servizi arricchita negli anni con nuove opere a terra e a mare e con l’avvio di iniziative di vario tipo, compresa l’organizzazione di un salone nautico (il Salerno Boat Show).
Con 1.000 posti barca da 10 a 100 metri protetti da una diga di sopraflutto lunga un chilometro e 300 metri, e uno specchio acqueo complessivo di 340.000 metri quadri, Marina d’Arechi è uno dei maggiori porti turistici del Mediterraneo. Trovare posto ai suoi ormeggi è un’impresa, la domanda supera la disponibilità. E già oggi l’area portuale è di primissimo livello: basti dire che la rispondenza ai più alti requisiti in materia di tenuta, comfort e sicurezza sono stati certificati dall’istituto HR Wallingford, riconosciuto leader mondiale nel campo dell’ingegneria idraulica marina.
Lungo 6,2 chilometri di banchine destinate all’ormeggio sono disponibili 1.200 rubinetti idrici e 400 colonnine elettriche con 1.200 prese. E per il tempo libero a terra non mancano bar, ristoranti, pizzeria, campo di padel, oltre ad una spiaggia attrezzata anche per il beach-volley e il sup. Eppure tutto ciò viene giudicato ancora insufficiente. Nei piani del management c’è l’impegno a migliorare ulteriormente la capacità d’accoglienza e d’intrattenimento degli ospiti, con l’obiettivo dichiarato di allineare l’ospitalità del porto a quella di hotel a 5 stelle.
Lo ha comunicato lo stesso Gallozzi, spiegando che “va avviato un programma di formazione e coaching per l’ospitalità nautica ispirato all’hotellerie. Il mercato nautico – afferma l’imprenditore salernitano - richiede un approccio sempre più orientato alla qualità dell’accoglienza, e dunque non possiamo fermarci, dobbiamo fare in modo che migliori la qualità delle relazioni con chi viene a Marina d’Arechi”.
Insomma, nella visione del numero uno della struttura salernitana “il porto non è più un luogo in cui semplicemente ormeggiare la propria imbarcazione, ma un ambito nel quale trascorrere il proprio tempo libero, per appagare compiutamente la propria passione per il mare. Per questo – sostiene Gallozzi - è fondamentale che il personale, a partire da front office e ormeggiatori, aggiunga alle competenze tecniche una solida preparazione relazionale, di taglio turistico-alberghiero, assieme a capacità di gestione delle aspettative e di soluzione di qualsiasi tipo di problema”.

Il percorso di aggiornamento – primo in Italia - è pensato dunque per integrare alle elevate competenze tecniche già presenti nei profili a servizio delle attività di ormeggio, un approccio in linea con una visione sempre più orientata a privilegiare, oltre all’attenzione all’imbarcazione, la centralità degli ospiti. Come? Mettendo in atto, come detto, la capacità di dedicare cure e attenzioni tipiche degli hotel a 5 stelle. “In tal modo – viene spiegato – si potrà consentire a tutta la clientela, dall’imbarcazione più piccola fino al grande yacht, la possibilità di percepire la permanenza in porto come una piacevolissima esperienza di life style, da non dimenticare”.
Nel presentare il piano, la direzione di Marina d’Arechi tiene a far sapere che “in questo quadro spiccano, tra gli obiettivi da perseguire, l’elevazione degli standard di accoglienza, il miglioramento delle dinamiche di team e della collaborazione interna, il rafforzamento delle capacità di gestione delle priorità e delle situazioni operative, anche in contesti complessi. I contenuti formativi – viene precisato - includono tecniche di accoglienza e servizio, gestione delle aspettative del cliente, attenzione al dettaglio, approccio multiculturale e principi di bon ton internazionale, oltre a strumenti per la risoluzione dei problemi e l’organizzazione del lavoro”.
Se tutto ciò rientrerà davvero nelle corde del personale, dei marinai, degli addetti ai servizi, alla ristorazione, alle attività ludiche e a quant’altro possa incidere sul “piacere di vivere il porto”, per la concorrenza ci sarà ben poco da fare. Del resto a Napoli nemmeno esiste un marina, e nella restante parte del territorio costiero meridionale è davvero difficile trovare una struttura in grado di offrire di meglio. Se a tutto ciò aggiungiamo la vicinanza alla Costiera Amalfitana e a Capri si avrà chiaro il quadro di una realtà che non potrà temere concorrenza, anche se i corsi d’aggiornamento del personale dovessero fermarsi ai livelli di hotel a sole 4 stelle…




